06/06/1946: nasce la Basketball Association of America, l’antenata della NBA

Quanto i tedeschi si arresero nel maggio del 1945, divenne chiaro che la seconda guerra mondiale sarebbe presto finita e così il mondo civile iniziò a pensare al futuro. In America il mondo dello sport non fece eccezione. Il baseball, quello che per più di mezzo secolo aveva attirato il maggior numero di seguaci, riprese normalmente il suo svolgimento. Il calcio professionistico si sviluppò ulteriormente, grazie alla sua popolarità in aumento nei college. L’hockey, ridotto a sole due squadre canadesi e quattro americane durante la guerra, mantenne invariato il suo interesse da parte della popolazione settentrionale del paese. La boxe e le corse dei cavalli non ebbero problemi a riprendersi, dato che erano i due sport più popolari a livello commerciale.

Un gruppo molto interessato al futuro sviluppo dello sport era composto da costruttori di grandi arene di New York, Boston, Philadelphia, Detroit, Chicago, Pittsburgh, Toronto. Queste erano state tirate su tutte negli anni del boom economico (anni ’20) ed ospitavano incontri di boxe, il circo, il rodeo ed altri eventi speciali.

Il basket fiorì nei college proprio durante la guerra, dato che molti giocatori non erano costretti a prestare il servizio militare: c’è chi era troppo alto e chi invece era ancora troppo giovane. Quando finì la guerra, il basket godeva di ottima reputazione, ma c’era un problema: esisteva una sola lega professionistica, la National Basketball League, che pur avendo i giocatori migliori, non riusciva a crescere, essendo composta da squadre di piccole città che non avevano grandi arene a disposizione.

I presupposti per formare una “Major League” già c’erano tutti. New York (Madison Square Garden), Boston (Boston Garden), Detroit (Olympia), Chicago (the Stadium) e Toronto (Maple Leaf Gardens) erano già soci della National Hockey League, mentre la lega minore, l’American, era composta da Cleveland, Philadelphia, Pittsburgh, Providence, New Haven e St. Louis. In particolare a spingere per la creazione di una lega di pallacanestro professionistica furono Walter Brown e Al Sutphin, proprietari rispettivamente dei Boston Bruins e della squadra di AHL di Cleveland: nonostante la riluttanza di alcuni, come Ned Irish di New York, il 6 giugno del 1946 nacque la Basketball Association of American, formata da 11 squadre con un calendario che prevedeva 60 partite, ognuna dalla durata di 48 minuti.

Come presidente fu scelto Maurice Podoloff, che era già a capo dell’American Hockey League: pur ammettendo di saperne poco di questo sport, conosceva bene tutti i proprietari delle 11 squadre e quindi era la persona giusta per coniugare le loro esigenze. Per la promozione del basket, invece, fu scelto un vero esperto che rispondeva al nome di Walter Kennedt. L’idea di partenza era chiara: prendere i giocatori più popolari del college e sfruttarli per attirare il pubblico nei grandi palazzetti a disposizione delle squadre.

Ma la cosa non funzionò: la maggior parte dei giocatori preferiva andare a giocare nella decennale National Basketball League, dove c’erano squadre con un’identità ben definita ed un seguito maggiore. Quindi la BAA non poteva affermarsi come “una Major League”, non avendo i migliori atleti e le squadre più seguite. In pratica, la NBL aveva i giocatori, mentre la BAA le arene. La fusione era inevitabile: infatti nell’autunno del 1948 le due leghe annunciarono l’unione, adottando il nome di National Basketball Association.