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09/02/1992: Magic Moment, quando Johnson tornò e vinse l’MVP dell’All-Star Game

Il mondo dello sport spesso è pieno di luoghi comuni, di momenti descritti dai fan o dagli addetti ai lavori come una questione di vita o di morte. Le gesta dei grandi atleti vengono lodate come se fossero eventi che cambiano la vita, ma poi il momento passa ed a mente fredda riaffiora la realtà: tutto sommato è solo un gioco, un divertimento, che si vinca o che si perda la vita va avanti. Ma alcune volte nello sport c’è un momento che trascende il gioco e si trasforma in un momento veramente importante per la società, che non perde valore nemmeno con il passare del tempo. Ad Orlando il 9 febbraio 1992 è stato vissuto uno di quei momenti.

Tre mesi dopo aver scioccato il mondo con la conferenza in cui ha annunciato di aver contratto l’HIV e di conseguenza di aver deciso di ritirarsi immediatamente dalla NBA, Earvin “Magic” Johnson è tornato a calcare ufficialmente un parquet di pallacanestro, prendendosi un’ovazione da parte della Orlando Arena che sembrava non finire mai. Mentre stava lì a ricambiare la riconoscenza dei tifosi che lo avevano votato per l’All-Star Game pur non avendo giocato nemmeno un minuto in quella stagione, il rivale ed allo stesso tempo l’amico di una vita Isiah Thomas ha attraversato il campo e lo ha abbracciato. Da quel momento è stato chiaro a tutti che quella notte sarebbe stata magica.

E così è stato, perché Johnson ha messo in piedi un vero e proprio spettacolo, scrivendo sul suo tabellino personale 25 punti e 9 assist in soli 29 minuti che gli sono valsi gli onori di MVP dell’ASG. Quella sera Magic non stava dimostrando di saper ancora giocare a pallacanestro ad altissimo livello, quello lo sapevano già tutti, ma stava provando a se stesso ed al mondo che l’HIV non è necessariamente una condanna a morte, che nonostante tutto poteva ancora smazzare assist no-look per i compagni, fare canestro da oltre l’arco e soprattutto divertirsi con un sorriso grande quanto una casa mentre faceva ciò che più amava.