14/08/1959: nasce Magic Johnson, la leggenda che ha stregato l’intera NBA

Esattamente 54 anni fa, il 14 agosto del 1959 nasceva a Lansing, Michigan, Earvin Johnson Jr, meglio conosciuto come Magic, il soprannome che lo accompagna costantemente da quando è stato notato da ragazzo sul campo da basket.

L’INFANZIA – Vista la convivenza con ben nove fratelli, la sua infanzia non è facilissima, ma a supportarlo c’è sempre la fede nella pallacanestro, che gli dà la forza di volontà di alzarsi tutte le mattine alle 7 per andare a giocare ai campi locali. All’età di 15 anni attira l’attenzione degli addetti ai lavori per la sua straordinaria capacità di vedere le giocate prima ancora che si sviluppassero ed è per questo che un giornalista locale decide di soprannominarlo “Magic”. Nonostante sia un 6’9’’, è insolitamente agile e quindi gli viene permesso di continuare la sua crescita nel ruolo di playmaker: d’altronde la sua visione di gioco e la sua capacità di passare la palla assolutamente fuori dal comune non potevano essere limitate da un ruolo che non fosse quello del regista della squadra. E così Magic conduce la squadra del liceo al titolo statale, mettendo a segno una media di 28,8 punti e 16,8 rimbalzi.

IL COLLEGE E LA NASCITA DELLA RIVALITÀ CON BIRD – Nonostante avesse attirato l’attenzione di tutti i grandi college del paese, Johnson decide di rimanere vicino casa e di frequentare la Michigan State University: nel suo anno da freshman, trascina gli Spartans alla loro prima apparizione nel torneo NCAA dopo 19 anni di attesa. Nella stagione seguente, invece, Magic riesce addirittura a centrare la finale nazionale, dove affronta Larry Bird ed i suoi imbattuti Indiana State Sycamores. Lo scontro tra Magic e Bird interessa tutto il popolo cestistico statunitense: non a caso quella partita sarà la più vista in televisione nella storia del basket universitario e lancerà una delle più grandi rivalità sportive, che continuerà poi per anni nella NBA. Ad avere la meglio in quel primo confronto è Johnson, che guida Michigan State alla vittoria per 75-64 e viene nominato miglior giocatore delle Final Four.

LA NBA ED I SUCCESSI CON I LAKERS – Al termine del suo anno da sophomore, decide di dichiararsi per il Draft NBA, dove viene scelto dai Los Angeles Lakers con la prima chiamata assoluta. Nonostante abbia solo vent’anni, i gialloviola gli affidano fin da subito le chiavi della squadra e Magic ripaga la fiducia trascinandoli alle Finals contro i Sixers. Con Karmee Abdul-Jabbar costretto a saltare gara 6 per infortunio, i Lakers si ritrovano senza il loro centro e così è Johnson che parte titolare in quella posizione, segnando la bellezza di 42 punti nella vittoria che consegna il titolo a LA e diventando il primo rookie della storia ad essere eletto MVP delle Finals. Nel corso degli anni ’80, Magic non solo fa vincere tante partite ai Lakers, ma li rende la squadra più divertente dell’intera NBA: non c’è un incontro in cui non lasci a bocca aperta il pubblico per qualche passaggio no-look, per alley-oop alzati da metà campo e per tante altre magie che solo lui sapeva fare. Era un giocatore che abbinava all’immenso talento un’arma letale, l’imprevedibilità: quando il difensore si aspettava che passasse, tirava; quando si aspettava che tirasse, passava. Nella sua carriera vince tre MVP e viene eletto nel primo miglior quintetto della NBA per nove stagioni consecutive. Inoltre, è uno dei pochi giocatori a smazzare più di 10.000 assist in carriera. Ma la cosa più importante è che guida i Lakers a ben 5 titoli NBA, di cui 2 conquistati a discapito dei Boston Celtics e dell’amico-nemico Larry Bird.

LA MALATTIA ED IL RITIRO – La sua carriera si è interrompe all’improvviso nel 1991, quando gli viene diagnosticato l’HIV. Nonostante ciò, nel 1992 decide di prendere parte alle Olimpiadi di Barcellona: pur non giocando molto in quel “Dream Team”, segue con grande entusiasmo i compagni dalla panchina ed è un po’ la guida spirituale della squadra. Dopo aver tentato il rientro nella NBA dopo le Olimpiadi (si ritira nella pre-season) e nel 1995 (gioca 32 partite), decide che è arrivato il momento di appendere definitivamente le scarpette al chiodo. La malattia e la fine della sua carriera di certo non gli fanno perdere l’entusiasmo che lo contraddistingue da sempre: una volta ritiratosi, si dedica a tanti progetti, tra cui investimenti nei quartieri urbani, costruzione di teatri, palestre e ristoranti nel centro della città. Inoltre istituisce la Magic Johnson Foundation per raccogliere fondi nella ricerca sull’HIV.