28 luglio 1977: nasce il fenomeno di Bahia Blanca. Ginobili può essere ancora un fattore?

Il 28 luglio 1977 viene messo al mondo quello che passerà alla storia come il fenomeno di Bahia Blanca. Stiamo parlando ovviamente di Manu Ginobili, intramontabile campione che abbiamo avuto la fortuna di ammirare anche in Italia con la maglia della Virtus Bologna, prima di vederlo intraprendere una gloriosa carriera in NBA. Nonostante i 36 anni ed i tanti risultati raggiunti in carriera (è bene ricordare che è uno dei pochissimi giocatori ad aver vinto almeno un titolo NBA, un’Olimpiade ed un’Eurolega), l’argentino non ha alcuna voglia di smettere ed un paio di settimane fa ha deciso di firmare con i suoi amati Spurs per altri due anni.

In occasione del suo compleanno, non ci lanceremo in un banale e scontato resoconto delle sue imprese cestistiche, ma cercheremo di analizzare cosa può ancora dare Ginobili ai texani. Manu è stato croce e delizia dei tifosi Spurs durante le Finals NBA, ed è molto interessante provare a capire come potrebbe essere utilizzato nella prossima stagione: contro gli Heat sono stati tanti gli errori commessi dall’argentino, alcuni anche molto pesanti e difficili da digerire, tanto che per un momento ha pensato al ritiro. Ma alla fine la voglia di mettersi ancora in gioco ha avuto la meglio e sicuramente il geniale Gregg Popovich troverà un modo per avere il massimo dal suo pupillo per quello che il fisico e l’età gli consentiranno di fare.

Nonostante nell’ultima stagione abbia fatto registrare la più bassa media punti della sua carriera NBA e sia sceso dal 52 al 42% dal campo, le statistiche confermano che con Ginobili in campo gli Spurs girano una meraviglia in attacco. Ma ciò che più stupisce è il fatto che a 35 anni abbia disputato la sua miglior stagione dal punto di vista difensivo dal 2007: insomma, se non fosse stato per quelle ultime due gare delle Finals, staremmo qui a parlare di un’altra annata da incorniciare. Ed invece l’argentino ha dato tutto quello che aveva in gara 5, che ha vinto praticamente da solo sfoderando tutto il repertorio che lo ha reso celebre nell’ultimo decennio. Nelle partite decisive, però, è arrivato senza energia e lucidità, commettendo errori di gestione del pallone assolutamente non da lui.

Con l’età che avanza, è lecito aspettarsi un’ulteriore diminuzione dei minuti a disposizione di Ginobili, che però dovrà essere sempre efficace quando chiamato in causa: per coprire le spalle a Manu gli Spurs hanno deciso di puntare su un giocatore più affidabile di Gary Neal, ovvero su Marco Belinelli. L’italiano si è costruito un’ottima reputazione grazie all’eccellente stagione con i Bulls ed è considerato da Popovich il giocatore che può sia essere sesto uomo che giocare al fianco di Ginobili. A differenza di Neal, tremendo tiratore da oltre l’arco, Belinelli è più completo, ha dimostrato di sapersi costruire anche un tiro dal palleggio e soprattutto di essere un giocatore molto intelligente e lucido, che difficilmente butta via il pallone (solo 1.1 perse in 25.8 minuti di media nell’ultima stagione).

Un altro giocatore che sicuramente potrà aiutare Ginobili è Kawhi Leonard, impressionante su entrambi i lati del campo nelle ultime Finals. Pur non essendo un attaccante eccezionale, ha dimostrato di poter segnare un po’ da tutte le posizioni, e questo potrebbe consentire a Ginobili di prendersi meno tiri forzati e cercare invece Leonard in buona posizione. Sicuramente i giorni migliori sono passati, ma Manu può ancora essere un fattore importante, soprattutto perché gli Spurs stanno provando a togliergli un po’ di pressione dalle spalle migliorando la squadra intorno a lui.