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Accadeva il 10/02/1952: la partita senza cambi dei Bullets e il loro imbattibile record

“[…] I giocatori sono spesso sostituiti, dal momento che è quasi fisicamente impossibile giocare un’intera partita di basket (40 minuti nella maggior parte delle gare, 48 nella NBA)”. Questa è una parte della spiegazione che Wikipedia offre in merito alle sostituzioni nella pallacanestro. Che però ammette delle eccezioni: i giocatori sono “spesso” sostituiti, non devono essere “per forza” sostituiti.

Ciò infatti non è accaduto in un incontro passato alla storia esattamente 64 anni fa: era il 10 febbraio del 1952 quando i Baltimore Bullets s’imposero per 82-77 contro i Fort Wayne Pistons… senza fare neanche una sostituzione. Dave Minor, Stan Miasek, Frank Kudleka, Don Barksdale, Kevin O’Shea: questi sono i 5 giocatori che rimasero sul parquet per tutti i 48 minuti. Purtroppo non c’è alcun documento che attesti il motivo per cui i Bullets giocarono quella partita senza effettuare cambi, ma di certo quella fu un’eccezione piuttosto singolare, dato che nessun giocatore nel roster giocò più di 35 minuti di media in quella stagione.

Tra l’altro, i Bullets sono ricordati per il fatto di possedere un record ritenuto imbattibile da parte di Nate Silver, direttore del blog di ESPN “FiveThirtyEight”. Nella stagione 1952-53, Baltimore entrò nei playoff nonostante un record decisamente perdente (16-53), grazie al fatto che solo una squadra di ogni divisione non si qualificava alla post-season: a fare peggio furono i Philadelphia Warriors (12-57), battuti 6 volte su 9 nel corso della regular season. I Bullets approdarono quindi alle semifinali con i Knicks nonostante una percentuale di vittorie in quell’annata del 22.9% , la più bassa di sempre tra le squadre qualificatesi ai playoff con un record perdente nei principali quattro sport americani.

Non da trascurare anche il fatto che in quella Baltimore giocasse un certo Don Barksdale, che ha lasciato un segno indelebile nella storia di questo gioco, venendo inserito anche nella Hall of Fame: stiamo parlando di un giocatore che è stato il primo afro-americano ad essere nominato “NCAA All-American”, il primo a giocare le Olimpiadi con gli Stati Uniti, nonché il primo a partecipare ad un All-Star Game della NBA.