Accadeva il 12 giugno: sfatato il tabù Pistons, inizia la dinastia dei Bulls di Jordan

Per i Chicago Bulls il finale della stagione 1990-91 è stato un trionfo, ma l’inizio faceva pensare a tutt’altro epilogo. Michael Jordan stava diventando sempre più frustrato per via delle continue sconfitte in finale di Conference contro i Detroit Pistons: se avessero fallito anche quell’anno, è probabile che nei Bulls ci sarebbero stati grandi cambiamenti. L’inizio faceva pensare che questa sarebbe stata la stagione di Portland: i Blazers sono partiti con un incredibile record di 19-1, mentre Chicago ha perso le prime tre partite, di cui due in casa, superando solo a novembre il 50% di vittorie (7-6). Ma poco prima Natale ha subito un duro colpo, soprattutto a livello psicologico: in quell’occasione Detroit si è confermato un campo inespugnabile per i Bulls che, nonostante viaggiassero a 110 punti di media, rimediarono una sonora sconfitta non riuscendo ad arrivare nemmeno ad 85 punti segnati.

Dopo quella batosta persino Phil Jackson ha manifestato i suoi dubbi sulla possibilità della squadra di arrivare al titolo, ma qualche giorno dopo Chicago è riuscita a prendersi la rivincita, surclassando  in casa i Pistons, che però erano privi di Isiah Thomas, non proprio l’ultimo dei giocatori. Ma quella vittoria ha ridato morale ai Bulls, che dopo la pausa per l’All Star Game hanno mostrato grandi progressi, facendo registrare un ottimo record di 29-7.

Ai playoffs la truppa di coach Jackson ha preso sempre più fiducia nei propri mezzi, spazzando via i Knicks e ripetendosi poi con i Sixers, rispediti a Philadelphia con un sonoro 4-1. Ed eccoli nuovamente alla finale di Conference, sempre contro i Pistons: dopo essere usciti per tre anni consecutivi contro Detroit, stavolta i Bulls si sono rifatti con gli interessi, spazzando via gli odiati rivali con un incredibile 4-0.

E così Jordan e compagni sono approdati alle Finals NBA, dove se la sono dovuta vedere con i Lakers di Magic Johnson. Nonostante i pronostici della vigilia fossero praticamente tutti per i gialloviola, era arrivato il momento per Chicago di vincere il primo titolo: trascinati dal duo Jordan-Pippen, i Bulls hanno asfaltato LA con un perentorio 4-1. Il 12 giugno del 1991, si è giocata la decisiva gara 5: nonostante gli sforzi di un favoloso Magic, autore di una tripla doppia da 16 punti, 11 rimbalzi e 20 assist, i Lakers si sono dovuti arrendere dinanzi alla fame di vittoria di Chicago, che ha spaccato la partita nell’ultimo quarto grazie al classico protagonista che non ti attendi. Si tratta di John Paxson, che nei minuti finali ha segnato ben 10 dei 12 punti grazie ai quali i Bulls sono riusciti ad imporsi per 108-101. E così nel 25esimo anniversario dalla nascita della franchigia, Chicago è riuscita a mettere le mani sul primo di una lunga serie di titoli dell’era Jordan. Quest’ultimo, autore di 30 punti, 10 assist e 5 recuperi nell’atto finale, è stato anche votato MVP: insomma, per i Bulls hanno raggiunto uno storico traguardo proprio nella stagione che sembrava doverli costringere a grandi cambiamenti per provare un assalto al titolo.