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Accadeva il 16/03/2007: Kobe Bryant, il rifiuto di perdere e i 65 punti di puro dominio

I Lakers 2015-16 sono terribili a livello di risultati, ma almeno hanno diversi giovani talenti che potrebbero rappresentare il futuro della franchigia. i Lakers 2006-07, in confronto a quelli attuali, erano una vera e propria banda di improvvisati, con gente come Smush Parker e Kwame Brown che giocavano addirittura in quintetto. Eppure quella squadra aveva un record positivo: il motivo di ciò è da ricercare in Kobe Bryant, che all’epoca era all’apice del proprio talento e che era uno di quei rarissimi giocatori in grado di spostare gli equilibri praticamente da solo.

Esattamente 9 anni fa, il 16 marzo 2007, il Black Mamba diede una dimostrazione incredibile della sua forza: arrabbiato come poche altre volte per la striscia di sette sconfitte consecutive dei suoi Lakers, quella notte scese in campo contro i Blazers con un solo obiettivo in testa, invertire il trend negativo. Portland, che all’epoca poteva contare su talenti del calibro di Brandon Roy, LaMarcus Aldridge e Zach Randolph, non era un ostacolo semplicissimo da superare per quei Lakers, e infatti la partita fu molto combattuta.

Ma Kobe era troppo determinato per poter fallire: con l’incontro in perfetto equilibrio dopo tre quarti, trascinò i compagni con 24 punti su 30 nell’ultima frazione e 9 su 13 nell’overtime, chiudendo a quota 65 e con una vittoria per 116-111. Sì, avete letto bene, 65 punti, segnati tra l’altro con percentuali irreali: 23/39 dal campo (59%), ma soprattutto 8/12 da oltre l’arco (66.7%), senza dimenticare anche i 7 rimbalzi, 3 assist e 3 recuperi. Ovviamente quella è stata la sua seconda miglior prestazione realizzativa in carriera, dopo gli 81 punti realizzati nel 2006 contro i Raptors, la sua terza da almeno 60 punti, nonché la quindicesima da 50+.