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Accadeva il 22/01/2006: Kobe segna 81 punti! Qualcuno può ripetere la sua impresa?

Dieci anni fa, Kobe Bryant si è reso protagonista di una delle più clamorose prestazioni individuali della storia della NBA. In poco meno di 42 minuti, ha segnato la bellezza di 81 punti (28/46 dal campo, 7/13 da oltre l’arco, 18/20 dalla lunetta), conducendo i Lakers alla vittoria per 112-103 sui Raptors. Ancora oggi quella famosissima prestazione è la seconda più prolifica di sempre, alle spalle solo dei leggendari 100 punti segnati da Wilt Chamberlain.

Se gli highlights sono sempre gli stessi, a distanza di 10 anni ovviamente sono cambiati gli attori coinvolti in quella ormai storica partita. I roster di entrambe le squadre sono mutati profondamente: basti pensare che Toronto ha perso Jalen Rose nel 2007, anno in cui si è ritirato, e Chris Bosh nel 2010, quando ha deciso di unirsi agli Heat e formare così i Big Three di Miami. Nei Raptors dieci anni dopo non è rimasta traccia della squadra che scese in campo quella notte, mentre nei Lakers ovviamente c’è ancora Kobe.

PUÒ SUCCEDERE DI NUOVO? – Probabilmente tra le stelle attualmente in circolazione nella NBA, Kevin Durant potrebbe superare o quanto meno eguagliare gli 81 punti di Kobe. E’ un attaccante spaventoso, capace di andare a canestro in qualsiasi modo, non a caso ha già vinto quattro titoli di miglior marcatore ed un titolo di MVP. Inoltre, KD ha dimostrato di non aver paura di caricarsi l’intera squadra sulle spalle e di prendersi tanti tiri, soprattutto con Westbrook fuori per infortunio. Ma anche se ha tranquillamente le qualità per ripetere una prestazione come quella di Kobe, è difficile che si possa avvicinare agli 81 punti. Questo perché i Thunder non hanno bisogno che segni un carico così elevato di punti, dato che comunque ci sono nel roster diversi giocatori di garantire almeno 10/15 punti a partita. I vari Ibaka, Waiters e Kanter fanno sì che non ci sia la necessità che KD si prenda 40-45 tiri a partita. Inoltre, Durant non sembra possedere quell’atteggiamento un po’ egocentrico che è tipico di Kobe: infatti cerca sempre di coinvolgere i suoi compagni di squadra, salvo poi graffiare la partita con la zampata decisiva nei momenti cruciali. Ovviamente ci sono altri grandi attaccanti che avrebbero le capacità per ripetere l’impresa di Bryant, ma la verità è che nella NBA di oggi, che incoraggia molto il movimento del pallone e le giuste spaziature per evitare troppi isolamenti, difficilmente vedremo qualcuno arrivare almeno a 60-70 punti in una partita.