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Accadeva il 22/11/1950: la partita con il punteggio più basso della storia che cambiò le regole NBA

Con la NBA che si stava preparando all’inizio della stagione 1950-51, erano passati ormai quasi tre anni da quando un paio d’uomini di affari di Minneapolis aveva acquistato i Detroit Gems (franchigia della NBL, che in quegli anni si contrapponeva alla BAA), trasferendoli nel Minnesota e rinominandoli Lakers. Volete sapere il valore di quell’affare? 15mila dollari, qualche vecchio pallone da basket e alcune uniformi. Dato che la squadra era di livello piuttosto basso (aveva vinto solo 4 delle ultime 48 partite), i nuovi proprietari l’hanno costruita da zero, a partire dalla panchina, per la quale scelsero coach John Kundla. Sotto la sua guida, i Lakers vinsero subito la NBL al loro primo anno di vita e si ripeterono anche in quello successivo. Nell’estate del ’49 si concretizzò la fusione tra NBL e BAA, che portò alla nascita della NBA: indovinate chi vinse il primo titolo della nuova lega? Proprio i Lakers.

Fatto questo breve excursus storico, arriviamo al 22 novembre del 1950. Al Minneapolis Auditorium era in programma la partita inaugurarle della stagione: su questo campo era quasi impossibile vincere, dato che i gialloviola, guidati da George Mikan (considerato il giocatore più forte dei primi 50 anni del ‘900), Vern Mikkelsen e Jim Pollard, avevano perso solo una volta davanti al proprio pubblico nell’ultima annata. I Fort Wayne Pistons non volevano assolutamente essere la prima vittima sacrificale dei Big Three gialloviola, e così il loro coach, Murray Mendenhall, preparò una strategia a dir poco singolare. Fort Wayne vinse la palla a due, la sfera finì nelle mani del centro Larry Foust e poi… niente! Praticamente l’ordine tassativo per i Pistons era quello di non fare assolutamente nulla, fino a quando i Lakers non fossero usciti per giocare ad uomo.

Gli arbitri allora iniziarono ad urlare a Mendenhall ed ai suoi ragazzi di muovere il pallone, ma l’allenatore di Fort Wayne rispose che i padroni di casa stavano utilizzando una difesa a zona illegale. In tutto ciò, gli oltre 7mila presenti all’Auditorium iniziarono a fischiare, ma la situazione rimase invariata e decisamente paradossale: i Pistons tenevano sempre il pallone per tre minuti, salvo poi cercare un compagno smarcato per andare a canestro: così facendo, al termine del primo quarto si trovarono in vantaggio per 8-7. Insomma, tutto stava andando secondo i piani di coach Mendenhall, con i giocatori di Minneapolis particolarmente nervosi e portati a commettere errori banali nei pochi momenti in cui avevano il pallone. Ma grazie al solito Mikan, autore di 12 punti, i Lakers riuscirono ad andare all’intervallo avanti 13-11. Nel secondo tempo il piano partita dei Pistons non cambiò di una virgola ed un tiro libero di Foust a 6’ dal termine rimise il punteggio in parità, ma 12 secondi dopo Pollard andò a bersaglio a sua volta dalla lunetta per il 18-17. Il punteggio non cambiò fino a quando non si è arrivò all’ultimo minuto di gioco, quando i Lakers fecero ingoiare agli avversari la loro stessa medicina, perdendo tempo e riuscendo così ad imporsi per 19-18.

Il miglior marcatore fu ovviamente Mikan, che firmò 15 punti, segnando gli unici 4 canestri dal campo dei gialloviola. Inutile dire che da quella partita scaturirono una serie infinita di polemiche: “Se questa è la pallacanestro, non ci interessa assolutamente. Che senso ha un gioco in cui anziché vincere si punta a non perdere?”. Questo era il commento più diffuso tra gli appassionati e gli addetti ai lavori. Anche se ufficialmente il cronometro fu introdotto solo nella stagione 1954-55, tuttavia quella partita è considerata il punto di svolta nel regolamento: in un incontro tenutosi successivamente, fu preso un accordo verbale che obbligava le squadre a non ricorrere a strategie come quella dei Pistons in futuro. Infatti non si è mai più assistito ad un incontro del genere, e Minneapolis-Fort Wayne di 64 anni fa è passato alla storia come il match con il punteggio più basso di sempre.