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Accadeva il 24/01/1998: l’inimitabile record di Jordan in uno dei finali più assurdi di sempre

24 gennaio del 1998. In New Jersey i sorprendenti Nets di coach John Calipari ospitano i Bulls di Michael Jordan e compagni. I padroni di casa vogliono assolutamente il successo per poter guadagnare ulteriore rispetto all’interno della lega, e fanno soffrire la truppa di Phil Jackson, priva di Dennis Rodman (spedito a casa per aver saltato l’allenamento mattutino), recuperando 12 lunghezze di svantaggio nell’ultimo quarto e allungando il match all’overtime.

Qui nessuno ha intenzione di perdere: i due liberi di Sam Cassell fissano il punteggio sul 98 pari e lasciano presagire un secondo overtime, dato che manca un solo secondo allo scadere del tempo. I Bulls escono dal timeout, si preparano a battere la rimessa e accade l’incredibile: i Nets rientrano in campo con soli quattro giocatori, perché coach Calipari si dimentica di dire a Sherman Douglas di entrare. E così Jason Caffey si è trova completamente smarcato: Toni Kukoc gli alza l’alley-oop, Keith Van Horn si è rende conto di quanto sta accadendo e prova a correre in campo, ma ormai è troppo tardi. Caffey va per appoggiare i due punti della vittoria, Jayson Williams (23 punti e 23 rimbalzi) prova disperatamente a stopparlo, ma per gli arbitri commette interferenza, e così i Bulls hanno la meglio per 100-98.

In tutto ciò, questa partita è passata alla storia per l’ennesimo traguardo raggiunto da Michael Jordan: grazie al game-high di 32 punti, His Airnes ha firmato l‘800esima doppia cifra consecutiva, unico giocatore di sempre nella NBA a riuscirci. MJ ha poi allungato questa striscia fino a 866. E’ quasi impossibile che questo record venga battuto: pensate che il secondo in classifica è Kareem Abdul-Jabbar, fermo a quota 787.