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Accadeva il 24/11/1949: follia a Syracuse, tra 5 overtime e 122 falli

Prima di arrivare al nocciolo della questione, è necessario fare un piccolo excursus storico. E’ il primo luglio del 1946, quando George Mingin e Danny Biasone decidono di acquistare una franchigia della NBL, i Cleveland Allmen Transfers, e di trasferirla a Syracuse, rinominandola “Nationals”. Comprato il contenitore, bisognava quindi trovare i giocatori per riempirlo, dato che nell’affare non era incluso nessun atleta della squadra precedente: e così viene costruito da zero il roster, all’interno dei quali figurano Al Cervi e Dolph Schayes, due che qualche tempo dopo passeranno alla storia.

Dopo qualche buona stagione ed una partecipazione al secondo round dei playoffs, i Nationals entrano a far parte della NBA in seguito alla fusione tra NBL e BAA. Ed è così che arriviamo al 24 novembre di 67 anni fa: al Syracuse Coliseum arrivano gli Anderson Packers, ed i padroni di casa s’impongono per 125-123. Nulla di strano, se non fosse che per risolvere la partita ci siano voluti la bellezza di cinque overtime, che per l’epoca era un record assoluto, rappresentava l’incontro più lungo della storia della pallacanestro.

Per diversi anni, infatti, quella è stata la sfida più famosa della NBA, ed anche una delle più strane: pensate che furono chiamati la bellezza di 122 falli! Ma non è tutto, perché una scena indimenticabile fu quella verificatasi alla fine del terzo overtime: Ray Corley, rookie di Syracuse, conquistò due liberi per il possibile pareggio che avrebbe nuovamente allungato la partita, ma dovette aspettare diversi minuti per tirarli, perché il suo compagno di squadra, Al Cervi, si fermò ad inveire con gli arbitri per i troppi falli fischiati e per un incontro che stava durando un’eternità. Nonostante ciò, Corley fu freddo dalla lunetta e mandò tutti al quarto supplementare, per la disperazione di Cervi.

Non si sa se, visto l’elevatissimo numero di falli, una o entrambe le squadre finirono i giocatori a disposizione, ma si ritiene che gli arbitri risolsero il problema permettendo a chi aveva superato il limite di falli di rientrare in gioco, a patto che ogni infrazione commessa venisse punita con un tecnico. Insomma, nel 1951 Rochester e Indianapolis fecero registrare ben 6 overtime, ma quella tra Syracuse e Anderson rimase la partita più celebre di quegli anni.