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Accadeva il 27/02/2013: Steph Curry e i 54 punti al Madison, dove tutto è iniziato

Il 27 febbraio 2013 è una sorta di spartiacque nella carriera di Steph Curry. Il quale stava sì giocando su alti livelli nella regular season 2012-13, ma nulla a che vedere con quelli che ha raggiunto in seguito alla storica partita di 3 anni fa. Oggi Curry è il “fenomeno della gente” per il suo stile di gioco che riesce ad esaltare e emozionare chiunque, ma allora, al suo ingresso al Madison Square Garden, era “solo” un giocatore con il potenziale per diventare una delle tante stelle della NBA, ma con un fisico fragile che suscitava molti dubbi. Quello che è accaduto il 27 febbraio ha cambiato tutto: per la prima volta Steph è apparso davvero implacabile, tra l’altro contro una squadra di assoluto rispetto, su uno dei campi più prestigiosi della lega e con l’intera nazione a guardarlo in televisione. Andiamo quindi a ripercorrere nel dettaglio quella partita.

COME TUTTO È INIZIATO – I Warriors si presentarono al cospetto dei Knicks privi di David Lee, ovvero del secondo miglior realizzatore della squadra, e il primo quarto di Curry non fu propriamente indimenticabile: sbagliò la prima tripla tentata e segnò solo quattro punti. Insomma, non sembrava essere avviato verso qualcosa di speciale. Nei 12 minuti successivi, però, gli dei del basket decisero di incarnarsi nel suo corpo: Steph realizzò 11 punti consecutivi, 23 in totale, con quattro triple, un long jumper e un paio di canestri in penetrazione.

IL MOMENTO DI SVOLTA – Dopo la partita, Curry svelò il momento in cui percepì che per lui sarebbe stata una serata indimenticabile, ovvero quando realizzò la quarta tripla in transizione. Infatti, il playmaker dei Warriors continuò a lasciare tutti a bocca spalancata e i canestri da oltre l’arco arrivarono a quota 11. Su 13 tentativi. Non a caso in molti ancora oggi si chiedono perché non se ne sia presi di più, considerato quanto era in ritmo.

L’ULTIMO QUARTO – Steph andò quindi all’intervallo con 27 punti realizzati. Dopo una terza frazione chiusa a quota 11, nell’ultima ne aggiunse altri 16, arrivando così a 54 punti (18/28 dal campo, 11/13 da tre), conditi da 7 assist e 7 rimbalzi. A quel punto i giocatori e i tifosi della NBA non avevano occhi che per lui, tanto da non accorgersi nemmeno che quella partita i Warriors l’avevano persa per 109-105. Tra l’altro anche a causa di una palla persa decisiva di Curry, il quale arrivò agli ultimi minuti visibilmente stanco. Ma di ciò non importava niente a nessuno, perché per la prima volta erano rimasti tutti estasiati dal modo in cui aveva segnato quei 54 punti, tra triple senza senso in transizione e paraboloni infiniti per evitare le stoppate degli avversari. E’ in quel momento, al Madison Square Garden, che la leggenda di Steph Curry ha avuto inizio.