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Accadeva il 30/01/1996: lo strepitoso ritorno di Magic, dopo quattro anni e mezzo di stop

Ci sono momenti nella storia personale di un uomo che possono valere più di tante vittorie. Il 30 gennaio del 1996 Magic Johnson ha vissuto uno di quei momenti. Se escludiamo l’All-Star Game del ’92 e le Olimpiadi dello stesso anno, il prodotto di Michigan State aveva fatto la sua ultima apparizione nella NBA nelle Finals del ’91, perse per 4-1 contro i Bulls di Jordan e Pippen. Allora ovviamente ancora non sapeva che la sua carriera, e non solo, sarebbe stata per sempre segnata: a 32 anni, poteva tranquillamente essere uno dei migliori giocatori dell’intera lega, ma l’aver contratto il virus dell’HIV, rilevato all’alba della regular season 1991-92, lo costrinse a dire basta.

Ovviamente i Lakers calarono drasticamente senza Magic, dato che non erano pronti a fare a meno di lui così presto: gli anni successivi al suo ritiro furono piuttosto complicati, con i gialloviola che galleggiavano nella zona grigia, alternando stagioni con un record negativo ad altre con corse nei playoffs molto brevi. Nel 1996, LA stava andando discretamente, anche se non sembrava avere molte chance di contendere per il titolo. Ma il 30 gennaio di 19 anni fa, Johnson decise di scuotere l’universo dei Lakers e della NBA tutta, annunciando a sorpresa il suo ritorno in campo, dopo quasi cinque anni di inattività. All’epoca, Magic aveva ormai 36 anni, il fisico non era più quello di un tempo e il lungo periodo di ritiro non poteva non farsi sentire: eppure, il suo talento sconfinato e il suo amore per il gioco erano ancora lì, a permettergli di far brillare di nuovo gli occhi di tutti gli appassionati. Proprio quel 30 gennaio, Johnson scese in campo al Great Western Forum in occasione del match con i Warriors. Partì dalla panchina e non appena mise piede sul parquet, tutto sembrava tornato come prima: dopo quasi cinque anni di assenza, CINQUE, trascinò i Lakers al successo per 128-118 con 19 punti, 10 assist e 8 rimbalzi in soli 27 minuti.

Magic era tornato e la NBA era di nuovo ai suoi piedi: due settimane più tardi, centrò l’ennesima impresa della sua carriera, facendo registrare la 138esima e ultima tripla-doppia contro gli Hawks (15 punti, 13 assist, 10 rimbalzi). Certo, quella stagione non fu tutta rose e fiori per i Lakers: Cedric Ceballos, che era diventato la stella della squadra, non apprezzò particolarmente il fatto di passare in secondo piano rispetto a Johnson. Nonostante ciò, Magic da ala grande fece registrare 14.6 punti, 6.9 assist e 5.7 rimbalzi di media, conducendo i gialloviola ad un ottimo record di 22-10 nelle 32 partite disputate, per un totale di 52-29, buono per chiudere al quarto posto nella Western Conference.

Nei playoffs, LA non fu particolarmente fortunata, perché incrociò subito i Rockets campioni in carica, uscendo così sconfitta dalla serie per 3-1. Considerato l’impatto positivo che aveva avuto sulla squadra, Magic fu tentato dal continuare ancora una stagione, ma alla fine decise di dire davvero basta, felice per aver potuto chiudere la sua carriera nella maniera migliore.