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Accadeva il 3/02/1980: George Gervin e le altre 4 migliori prove all’All-Star Game

Esattamente 36 anni fa, il 3 febbraio del 1980, è andata in scena la trentesima edizione dell’All-Star Game, e per la seconda volta nella sua storia, la gara tra le stelle della NBA ha avuto bisogno di un overtime per decretare un vincitore. Alla fine a spuntarla fu la squadra dell’Est, che s’impose con il punteggio di 144-136. Allora i San Antonio Spurs non si trovavano ancora nella Western Conference, e così George Gervin fu il trascinatore indiscusso della selezione dell’Est: “The Iceman” mise costantemente sotto torchio gli avversari, firmando la bellezza di 34 punti (11 in più di qualsiasi altro giocatore) con 14/26 dal campo e aggiungendo anche 10 rimbalzi e 3 assist. Ovviamente quella splendida prova gli assicurò il primo e unico premio di MVP nella sua carriera da Hall of Fame. In quell’occasione, Gervin firmò una delle prestazioni individuali più brillanti nella storia dell’All-Star Game, andiamo a vederne altre quattro.

LEBRON JAMES & KOBE BRYANT – Nel 2011 allo Staples Center abbiamo potuto assistere ad un epico duello tra due dei migliori giocatori nella storia della NBA. LeBron diventò il secondo di sempre a realizzare una tripla-doppia con 29 punti (10/18 al tiro e 9/10 dalla lunetta), 12 rimbalzi e 10 assist in soli 32 minuti, ma Kobe si prese la vittoria e soprattutto il titolo di MVP con 37 punti (14/26 dal campo), 14 rimbalzi (di cui 10 offensivi, record assoluto all’ASG), 3 assist e 3 recuperi, giocando meno di 30 minuti.

ALLEN IVERSON – La situazione dell’All-Star Game 2001 era la seguente: l’Ovest aveva a disposizione nel reparto lunghi fenomeni del calibro di Duncan, Webber, Garnett, David Robinson e Wallace, mentre l’Est rispondeva con Davis, Mason, Glenn Robinson e un Mutombo al tramonto. Sotto di 21 punti a 9 minuti dal termine, per la selezione della Eastern Conference sembrava finita, ma non per Allen Iverson: realizzò 15 dei suoi 25 punti nel finale di partita e, con l’aiuto di uno Stephon Marbury molto caldo, trascinò la sua squadra alla clamorosa rimonta, culminata con il successo per 111-100. The Answer chiuse con anche 5 assist, 4 recuperi e 2 rimbalzi e ovviamente vinse il premio di MVP.

MAGIC JOHNSON – Dal punto di vista emotivo, quello del 1992 fu l’All-Star Game più significativo e indimenticabile della storia. Pochi mesi dopo aver annunciato il ritiro a casa della positività al controllo sull’HIV, Magic tornò eccezionalmente in campo per la gara delle stelle, per cui era stato comunque votato dai tifosi, nonostante non avesse mai giocato in quella stagione. Nonostante i timori degli organizzatori e di alcuni giocatori, Johnson scese in campo e regalò uno spettacolo indimenticabile: firmò 25 punti, 9 assist e 5 rimbalzi e trascinò l’Ovest alla nettissima imposizione per 153-113, vincendo il suo secondo e ultimo riconoscimento di MVP.

MICHAEL JORDAN – Che fosse gara 7 delle Finals, una partita al campetto o una con le altre stelle della lega, per Jordan cambiava poco: la sua natura ipercompetitiva lo portava a voler sempre vincere. Ed è ciò che ha fatto anche nell’ASG del 1988, quello disputato a Chicago. Dopo essersi reso protagonista di uno degli Slam Dunk Contest più famosi della storia, Michael dominò anche nella partita della domenica: realizzò 16 dei suoi 40 punti negli ultimi 6 minuti di gioco, permettendo così alla selezione dell’Est di avere la meglio con il punteggio di 138-133. Nonostante l’Ovest avesse mandato ben 8 giocatori in doppia cifra, non riuscì a trovare alcuna risposta efficace contro His Airness, che sbagliò solo 6 dei 23 tiri tentati. Inoltre, la stella dei Bulls aggiunse anche 8 rimbalzi, 4 recuperi, 4 stoppate e 3 assist.