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Accadeva il 5/02/1999: tutto quello che dovete sapere sull’esordio di 4 All-Star

Passata agli annali per il primo lockout, la stagione 1998-99 iniziò solo il 5 febbraio 1999. Quella data segnò l’esordio di quattro giocatori che avrebbero poi scritto, ognuno a modo suo, pagine importanti della storia NBA. Stiamo parlando di Paul Pierce, Vince Carter, Dirk Nowitzki e Peja Stojakovic. Tra l’altro, il caso ha determinato che la prima volta tra i professionisti di The Truth e Vincredible fosse proprio uno contro l’altro.

Ad avere la meglio furono i Raptors, che uscirono da Boston con una vittoria per 103-92, soprattutto grazie ai 55 punti in due messi a referto da Doug Christie e Kevin Willis. L’allora 22enne Vince comunque non sfigurò affatto, risultando il terzo miglior marcatore della squadra con 16 punti (5/11 dal campo, 6/8 ai liberi), conditi da 3 rimbalzi, 2 assist, 2 recuperi e 1 stoppata in 31 minuti. Già in quell’occasione, il prodotto di UNC dimostrò di avere un potenziale importante, che è culminato in una prima stagione da 18.3 punti, 5.7 rimbalzi, 3.0 assist, 1.1 recuperi e 1.5 stoppate, grazie alla quale si è portato a casa il premio di “Rookie of the Year”.

Per quanto riguarda i Celtics, questi poterono consolarsi per la sconfitta con l’ottimo debutto di Pierce, che all’epoca aveva 21 anni. Paul risultò il migliore dei suoi con 19 punti (5/10 da due, 2/4 da tre, 3/6 dalla lunetta), 9 rimbalzi, 5 assist, 2 recuperi e addirittura 4 stoppate in 39 minuti. La futura icona dei verdi di Boston andò in doppia cifra in dieci delle successive dodici partite, chiudendo poi la stagione a quota 39 (su 48 presenze) con una media di 16.5 punti (41.2% da oltre l’arco), 6.4 rimbalzi, 2.4 assist, 1.7 recuperi e 1.0 stoppate.

Nel frattempo, in quella stessa notte a Seattle scendeva in campo Dirk Nowitzki. Partito in quintetto, il tedescone sbagliò tutti e 5 i suoi tiri dal campo (cosa che oggi è praticamente impensabile), chiudendo con soli 2 punti (2/2 dalla lunetta) in 16 minuti, smazzando però 4 assist, a fronte di nessuna palla persa. I Mavericks persero all’overtime per 92-86, subendo la prima di otto sconfitte nelle successive nove partite. Nowitzki si riscattò già alla seconda partita, in cui firmò la prima doppia-doppia della sua carriera con 16 punti e 12 rimbalzi, tirando con il 60% dal campo. Dirk chiuse la stagione con 8.2 punti (unica volta sotto la doppia cifra), 3.4 rimbalzi, 1.0 assist e 20.4 minuti in 47 gare (24 in quintetto).

A San Antonio, invece, per i Kings quella notte era finalmente arrivato il momento di vedere all’opera Peja Stojakovic. Scelto al primo giro del Draft 1996, il serbo rimase un altro paio d’anni in Grecia, prima di compiere il salto nella NBA. In occasione del suo esordio, Sacramento perse nettamente sul campo degli Spurs per 101-83. Peja partì dalla panchina e giocò 17 minuti, realizzando però solo 2 punti con 1/3 da due e 0/3 da tre. Così come diversi altri giocatori europei di talento, anche Stojakovic ha avuto bisogno di un po’ di tempo per adattarsi alla realtà della NBA: la sua esplosione è avvenuta nel 2001, quando i Kings si sono decisi a schierarlo in quintetto e lui ha risposto con una stagione da 20.4 punti (47.0% dal campo, 40.0% da tre, 85.6% ai liberi), 5.8 rimbalzi e 2.2 assist, chiusa con un record di squadra di 55-27.