Accadeva il 6 maggio: entra nella Hall of Fame Kresimir Cosic, la leggenda croata

Quando Alex Sachare nel 1997 ha scritto il libro “100 Greatest Basketball Players of All Time”, non è stata affatto una sorpresa vedere Cosic inserito nella lista. “Kresimir ha mandato in frantumi lo stereotipo dei giocatori europei freddi e meccanici sul campo – ha scritto Sachare – Lui giocava con fluidità e con grande passione”.

Kresimir Cosic, o più semplicemente Kreso, è nato a Zagabria il 26 novembre del 1948. Cresciuto nella città di Zadar, è qui che a 16 anni ha iniziato a giocare a basket a livello professionistico. Allora era così magro che per nascondere le sue gambe simili a stuzzicadenti scendeva in campo con la tuta, anche quando faceva un caldo infernale. Mentre il calcio è lo sport più popolare in Croazia, se chiedete in quale città della nazione la gente vive di pallacanestro, tutti vi risponderanno Zadar. Sulla quale c’è un detto molto popolare: “Dio creò l’uomo, Zadar il basket”. Non a caso il KK, società sportiva costituita nel 1945, ha sfornato un sacco di grandi giocatori ed è spesso stata in cima al campionato croato, ma mai come nell’era di Cosic.

Nelle sue prime stagioni da professionista, Kraso ha aiutato la sua squadra a vincere tre titoli (’65, ’67 e ’68), il primo quando aveva appena 17 anni. Nel giugno del ’68 Cosic conobbe durante una selezione europea il finlandese Veikko Vainio, che era studente-atleta alla Brigham Young University nello Utah. Egli incoraggiò Kresimir ad attraversare l’Atlantico con lui: la sua leggenda nella NCAA stava per iniziare. Stan Watts, primo coach del croato a BYU, racconterà poi al giornalista Slavko Cvitkovic: “Avevamo avuto ottime referenze su di lui, sapevamo che era in grado di giocare a pallacanestro, ma non così bene. Al suo arrivo avevamo un palazzo di 10mila posti, ma con lui il basket diventò così popolare che Willard Marriott ha deciso di spendere un sacco di soldi per costruire un nuovo impianto più capiente. Da allora si è sempre detto in città che Marriott ha pagato per il nuovo palazzo e Cosic lo ha riempito”.

Durante i suoi tre anni di carriera con i Cougars, Kreso ha viaggiato con una media spaventosa di 19.1 punti e 11.6 rimbalzi, diventando il primo giocatore internazionale ad essere nominato All-American. Non è stato il primo europeo ad avere minuti importanti in NCAA, ma di certo è stato quello più dominante. Cosic era un grande giocatore prima ancora di arrivare a BYU: il suo gioco era tecnicamente valido, possedeva già un sacco di movimenti nel pitturato ed era in grado di segnare in gancio con entrambe le mani. Ma di certo giocare negli USA lo ha aiutato a sviluppare il suo gioco in generale. Davor Rimac è l’unico croato ad aver mai vinto un titolo NCAA, ma Cosic ha conquistato due titoli della Western Atlantic Conference ed ha perso nel secondo turno del Torneo del ’91 contro i campioni di UCLA. Kreso è diventato il quarto europeo di sempre ad essere selezionato nel Draft NBA ed uno dei circa 80 giocatori ad essere chiamati in due diverse occasioni. E’ stato, infatti, prima scelto al decimo turno dai Blazers nel ’72 e poi a quinto dai Lakers nel ’73. Ma Cosic ha rifiutato entrambe le destinazioni, nonché un’offerta importante dall’Italia, per tornare nella sua amata Zadar a fare il dirigente, l’allenatore ed il giocatore del KK.

Nel 1976 insieme a Drazen Dalipagic hanno fatto un provino per i Boston Celtics, così, tanto per il gusto di farlo. Cosic lo ha poi rifatto nel ’78, salvo firmare in Italia. Nel documentario sulla sua vita uscito nel 2007, ha spiegato perché non ha mai tentato di far carriera nella NBA: “Dal punto di vista professionale, giocare in quella lega sarebbe stato il massimo. In Italia o in Jugoslavia non potevo realmente testare me stesso perché non c’erano tanti giocatori in grado di tenermi testa. Da una parte non provando la NBA non ho visto fino a che punto potevo arrivare, ma dall’altra volevo solo essere vicino a casa”. Nelle sue prime due stagioni successive al ritorno a Zadar, ha aiutato il KK a vincere due titoli consecutivi, dopodiché ne ha vinti altri due tra le fila della Synudine Bologna. Negli ultimi anni della sua carriera, Cosic ha deciso di chiudere giocando nella sua città natale, Zagabria: la sua presenza è stata fondamentale per permettere al Cibona di vincere il primo titolo della sua storia.

Passiamo adesso alla sua carriera con la selezione jugoslava: Kreso vanta un numero incredibile di 14 medaglie, accumulate nelle più importanti competizioni internazionali (Olimpiadi, campionati europei e del mondo), solo una in meno di Sergei Belov. Ha preso parte a quattro Olimpiadi, a quattro campionati del mondo ed a nove campionati europei: praticamente è rimasto a secco solo in tre occasioni. Ha giocato 303 partite in nazionale, record assoluto, per poi diventare capo allenatore, vincendo l’argento alle Olimpiadi dell’88 ed ai bronzi dei mondiali ’86 e ’87. Negli anni successivi al ritiro dall’attività sportiva, Cosic ha lavorato come diplomatico per l’ambasciata croata di Washington.

Il 25 maggio del 1995, alla giovane età di 46 anni, è morto a causa del cancro. Solo un anno dopo la sua scomparsa, il 6 maggio 1996, è stato inserito nell’Hall of Fame e nel 2006 è stata ritirata la sua maglia n.11 dei Cougars, la seconda nella storia di BYU dopo quella n.22 di Danny Ainge. Praticamente nel giro di soli due anni, la Croazia ha perso due delle sue più grandi leggende legate alla pallacanestro: il 28 giugno del ’93 era scomparso Drazen Petrovic in un incidente d’auto. Tra i croati il dibattito su quale dei due sia stato il migliore in assoluto è sempre stato molto acceso, ma il giornalista Milorad Bibic Mosor ha detto la cosa più giusta: “La Croazia ha avuto la fortuna di avere due giocatori geniali come Kresimir Cosic e Drazen Petrovic. La cosa migliore da fare è lasciarli riposare in pace e non provare a decidere su chi sia stato il più grande. C’è una sola verità: sono stati entrambi il meglio”.