Accadeva il...

Accadeva il 9/11/1988: quando il giovane Jordan ne mise 52 nel tempio dei Celtics

Esattamente 28 anni fa, il 9 novembre del 1988, Michael Jordan ha sfoderato una delle sue leggendarie prestazioni. Ricostruiamo lo scenario di allora: un 25enne MJ era reduce da una stagione in cui si era imposto meritatamente in qualità di MVP, conquistando anche il premio di miglior difensore dell’anno, ma i suoi Bulls non erano riusciti ad andare oltre le semifinali, dove erano stati spazzati via dai Pistons, quest’ultimi sconfitti poi solo nelle Finals dai Lakers per 4-3. La nuova annata, quella ’88-’89, non era iniziata nel migliore dei modi per Chicago, che aveva perso 2 delle prime 3 partite disputate e tutto lasciava immaginare un’altra sconfitta imminente, dato che al Boston Garden nessuno vinceva da ben 45 incontri, ed in particolare i Bulls non lo violavano da 12 consecutivi.

Questi sono i fatti, adesso inizia la leggenda: nel primo tempo Jordan ha subito messo in chiaro di voler terminare la striscia negativa sul campo dei Celtics, infilando la bellezza di 25 punti e permettendo ai suoi di andare al riposo avanti per 53-47. Nella ripresa, però, i verdi hanno reagito, guidati soprattutto dal rookie Brian Shaw, ed hanno sorpassato nuovamente (79-78) per chiudere la terza frazione. L’ultima, però, è stata il regno incontrastato di His Airness, che a 25 anni era già senza rivali in serate come questa: il #23 dei Bulls ha realizzato 19 punti nei 12’ finali, ed in particolare un suo jumper a 8’ dal termine ha rimesso davanti Chicago (86-85), che da lì in poi non ha più perso la testa della gara, andando a vincere per 110-104.

In totale, Jordan è stato in campo per 42 minuti, mettendo a referto 52 punti (season-high) con 18/33 dal campo, 3 rimbalzi e 2 assist. Ma non è tutto, perché Michael non è stato determinante solo in attacco, ma anche e soprattutto in difesa, dove ha recuperato un numero impressionante di palloni: 9, NOVE, conditi da 2 stoppate. Insomma, in quella notte di 26 anni fa al Boston Garden andò in scena una vera e propria prova di superiorità, a cui anche giocatori del calibro di McHale e Bird dovettero inchinarsi. Riviviamo quei momenti attraverso le immagini di questo video.