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Accadeva il 7/12/2006: la quarta partita con il punteggio più alto nella storia NBA

Due overtime, 318 punti, 34 cambi alla guida della partita, 21 volte punteggio in parità e una sfida epica tra due delle migliori point guard dell’intera NBA. Tutto questo è stato l’incontro tra i New Jersey Nets e i Phoenix Suns, con quest’ultimi che alla fine sono riusciti ad imporsi per 161-157 il 7 dicembre del 2006.

Esattamente 9 anni fa, Jason Kidd fece registrare la 78esima tripla-doppia della sua carriera (allora solo Oscar Robertson e Magic Johnson ne avevano di più, ndr). E lo fece in grande stile, con una prova di rara bellezza: 38 punti, 14 rimbalzi e 14 assist. Nella storia della lega solo Wilt Chamberlain, Elgin Baylor e Big O erano riusciti a realizzare una tripla-doppia con numeri superiori a quelli di Kidd. Il quale, però, alla fine perse un pallone sanguinosissimo e si dovette inchinare al cospetto di uno Steve Nash in formato MVP: il fuoriclasse dei Suns mise a referto un career-high di 42 punti, ma soprattutto ne infilò 9 nel secondo overtime, risultati decisivi per la vittoria finale, l’ottava consecutiva della sua franchigia.

Quella partita è passata alla storia per essere la quarta con il punteggio complessivo più alto nella storia della NBA. Il primato appartiene a Pistons e Nuggets: nel febbraio del 1983, Detroit s’impose per 186-184 dopo tre tempi supplementari. “E’ stata folle – così la definì Nash, che smazzò anche 13 assist in circa 48’ di gioco – I Nets hanno deciso di giocare al nostro ritmo ed è nato uno spettacolo bellissimo. Entrambe le squadre meritavano di vincere”. “E’ stato uno di quei match che la gente vorrebbe vedere più spesso – dichiarò invece Kidd – C’è stato un gioco duro ma pulito, una marea di punti e di giocate. Probabilmente questa partita sarà un classico della NBA”. Stesso concetto che espresse anche Mike D’Antoni, che aggiunse una considerazione personale che lascia ben intendere il livello di epicità di quella sfida: “E’ stata la miglior partita che abbia mai visto in tutta la mia vita”.