Accadeva il 20/02/2010: la prima di Tracy McGrady in maglia Knicks, il suo canto del cigno

Quello che lo vide coinvolto fu uno degli affari più affascinanti degli ultimi anni di deadline, quando ancora i grandi nomi potevano muoversi all’ultimo giorno di mercato. Era il 19 febbraio 2010: Tracy McGrady venne ceduto ai New York Knicks in un affare a tre team, che portò, tra i tanti, Kevin Martin a Houston e Sergio Rodriguez a divenire compagno di T – Mac al Madison. Un affare, questo, decisamente di carattere economico: a fine stagione McGrady sarebbe diventato free agent e avrebbe liberato 9 milioni di dollari di cap, che avrebbero aiutato i Knicks, tra le altre cose, a raggiungere a luglio Amar’e Stoudemire. Ma di certo si parlava di un giocatore che, seppur nella sua piena parabola discendente (causata anche e soprattutto dagli infortuni che lo bloccarono per quasi tutta quella stagione), aveva un nome, un appeal. Il sogno di vedere il grande T – Mac in blu – arancio faceva sperare i Knicks, e i tifosi in generale, in un rilancio del nostro.

Debuttò subito il giorno successivo al Madison, contro i Thunder. Primi minuti: batte dal palleggio sulla linea da tre l’avversario e penetra, guadagnandosi l’and – one per il contatto di Nenad Krstic, oltre a una mirabolosa penetrazione per un altro and – one, questa volta per opera di Nick Collison. La partita è bella e tirata e i due team continuano a sorpassarsi. Nonostante i Thunder, nel terzo quarto, sembrino sulla via di fuga grazie a Russell Westbrook i Knicks non demordono: Wilson Chandler (15 alla fine per lui) e Danilo Gallinari (7) sono decisivi, assieme all’altro neo arrivo Knicks Eddie House (era arrivato a New York da Boston alla deadline, nell’affare che portò in verde Nate Robinson, ndr), autore di 24 punti finali dalla panchina, nel dare man forte a David Lee (30 finali) e al nostro protagonista, che mette il jumper del 103 – 97 che sembra chiudere la partita per i padroni di casa, a 1 minuto dalla fine. Durant, però, non ci sta: due azioni portano i Thunder sul 105 pari e Gallinari sbaglia la tripla della vittoria. Overtime ancora in bilico e ancora deciso da Durant, prima con il tiro del 119 – 188 dalla lunetta, poi con i liberi che portano a + 3 gli allora suoi Thunder. Macello Knicks nel finale: House sbaglia il tiro, rimbalzo, tripla del pareggio per Gallinari che balla sul ferro. Termina così la partita, con l’abbraccio tra Westbrook e Durant (impensabile oggi …)

Per McGrady fu una prestazione fantastica: 26 punti con 10 – 17 dal campo e 32 minuti di impiego, 4 rimbalzi e 5 assist (macchiati da tre palle perse…). Il primo quarto fu tutto suo e se lo godette con giocate degne di nota, e si prese l’onore di portare avanti New York. Probabilmente fu anche il suo canto del cigno come grande giocatore: a parte altre due partite (26 febbraio vittoria contro Washington, 23 punti; 3 marzo vittoria contro i Pistons, 21 punti) non andò mai sopra i 15 punti, non scendendo in campo per 5 partite e registrando anche un pessimo 0 – 7 dal campo in 29 minuti contro i Sixers. Cambiavano le squadre, evidentemente, ma non l’approccio del suo corpo, che ormai non era più abituato a minutaggi così alti. Chiuse la parentesi Knicks a 9.4 punti di media con il 38.9% al tiro (26% da tre punti) e a 26 minuti di impiego e senza postseason. Giocò ancora due anni a Detroit e Atlanta (23 minuti e 8 punti coi Pistons, 16 minuti e 5 punti con la divisa Hawks) e in Georgia raggiunse pure i playoff con 4 punti di media in 15 minuti nelle 6 partite della serie contro i Celtics. Agli Spurs, unica squadra con cui superò il primo turno di playoff, fu impiegato nel garbage time e fregato da Ray Allen con quella tripla di gara 6 per mettersi l’anello al dito. Ma quella dal 2010 – 11 al 2013 è la storia di un ormai ex giocatore, di un veteranissimo con uscita dalla panchina per un contratto al minimo salariale. Perché l’ultima vera partita di Tracy McGrady, l’ultima vera partita in cui dimostrò di essere ancora un alfiere della élite NBA, l’ultima vera partita in cui fece alzare le folle per applaudirlo, fu quella gara contro i Thunder. E noi vogliamo ricordarcelo con questa chiusura.