Tanti auguri, Gigi! Si festeggia contro i Bulls? L’analisi del primo mese di NBA di Datome

“Il giorno che attendo di più? Il 27 novembre, festeggerò il mio compleanno sfidando i Chicago Bulls”. Quel giorno è arrivato per Gigi Datome, che oggi compie 26 anni e si prepara ad affrontare una delle franchigie storiche della NBA, per la quale ha sempre tifato. In questo primo mese di regular season il suo minutaggio è stato molto altalenante, ma ciò dipende anche dal fatto che la stella italiana non ha potuto disputare la pre-season a causa di un problema fisico e quindi è partito svantaggiato rispetto ai compagni di reparto, con cui si gioca un posto fisso nelle rotazioni.

Quando chiamato in causa ha sempre fatto la sua discreta figura, se si esclude qualche svarione difensivo, che però è più che lecito, dato che per un europeo alla prima avventura nella NBA non è semplice adattarsi in poco tempo ad un gioco più fisico, atletico e veloce di quello a cui è abituato. Quando è stato impiegato per almeno 10 minuti, il suo contributo lo ha dato, in particolare ha dimostrato di poter essere un’arma offensiva importante in uscita dalla panchina, grazie al grande talento ed all’ottima tecnica di tiro che possiede.

Per il momento Maurice Cheeks non sembra vederlo moltissimo, ma con il passare del tempo siamo convinti che si accorgerà di quanto possa essere prezioso Datome: al talento abbina personalità ed equilibrio, in questo momento ha bisogno di giocare con una certa continuità per prendere confidenza il prima possibile con il palcoscenico della NBA. Anche perché, nonostante alcune difficoltà, ha fatto intravedere in più di una circostanza di poter dare molto ai Pistons non solo dal punto di vista offensivo, ma anche in fase difensiva: è un giocatore dal quoziente cestistico decisamente sopra la media, in difesa lavora con energia ed intelligenza, eseguendo buone rotazioni, andando sempre a rimbalzo, cercando di spezzare le linee di passaggio avversarie.

Al momento davanti a lui nelle gerarchie c’è Kyle Singler, che gioca quasi 24 minuti di media a partita: in ottica europea, il prodotto di Duke non giocherebbe mai davanti ad uno come Datome, ma in quella NBA Gigi in questo momento è un rookie con poco fisico che ha tutto da dimostrare per ritagliarsi spazio in un reparto esterni molto affollato. Di certo stare in panchina per gran parte del tempo a guardare i compagni giocare non fa piacere a nessuno, soprattutto ad uno che è reduce da una stagione da assoluto protagonista tra Virtus Roma e Nazionale italiana, ma Datome ha il talento, il carattere e l’intelligenza necessaria per riuscire ad emergere con pazienza. Non sarà facile, già lo si sapeva quando ha deciso di firmare oltreoceano, adesso Gigi deve essere bravo a rimanere concentrato e pronto a sfruttare ogni occasione che gli viene concessa.