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A scuola di difesa dal docente Obradovic – L’opinione di coach Aprile

A scuola da Zelimir: questo il titolo perfetto per la partita giocata ad Istanbul fra Fenerbahce e Real Madrid, in cui il piano difensivo messo in atto dal plurititolato coach ha messo prima alle corde il Real per poi stenderlo nel finale.

  • Sul pick&roll Llull/Ayon, Obradovic sceglie un contenimento aggressivo con in campo Udoh e Antic a marcare il messicano e con Kalinic che ad inizio gara si incolla a Llull mettendo pressione e forzando sempre (al limite del fallo) il blocco per non concedere letture facili allo spagnolo.
  • Nei p&r dove sono coinvolti come difensori Vesely prima e poi, nel corso della gara, Hersek e Datome (utilizzato da 4) la scelta è quella di cambiare, poiché le qualità difensive dei tre citati consentono di tenere bene, senza troppa sofferenza, gli esterni madrileni.
  • Il Real è una squadra da corsa con giocatori che trovano sempre il miglior vantaggio in fase di transizione primaria e secondaria; la scelta di coach Obradovic è quella di mandare un unico uomo a rimbalzo offensivo con l’eccezione dell’eventuale penetratore o dell’uomo che trovandosi all’altezza della lunetta prova a “rubare” un rimbalzo lungo: ciò permette di avere almeno 3 uomini sul bilanciamento difensivo che immediatamente dopo il tiro rientravano e di fatto costringevano il Real a giocare a ritmi bassi e permettevano alla difesa dei turchi di essere immediatamente aggressiva.
  • Anche le uscite dai blocchi di Jaycee Carroll hanno le loro contromosse: in sostanza la doppia uscita verso la posizione di ala (si veda immagine 1) viene limitata dal movimento del difensore del secondo bloccante, cosa evidente, se avete visto la gara, nel terzo quarto quando Udoh (difensore del secondo bloccante) si stacca per andare a chiudere il catch&shoot di Carroll con il suo attaccante preso in consegna dal marcatore dell’esterno, a questo punto si potrebbe pensare che per il Real era facile sfruttare il conseguente mismatch lungo/piccolo creato dal movimento difensivo, ma invece così non è perché in quella situazione la difesa turca si stringeva molto all’interno dell’area e sul passaggio al lungo in post basso scattava un immediato raddoppio. Addirittura studiata e affrontata in modo diverso l’uscita dai blocchi verticale (si veda immagine 2) dove il difensore (bravissimi Sloukas e Bogdanovic in questo caso) insegue non concedendo lo spazio per il tiro e i difensori dei bloccanti “flottano” in area per scongiurare l’eventuale movimento a ricciolo di Carroll.
Immagine 1 – Doppia uscita verso lo spot di ala
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Immagine 2 – Uscita dai blocchi verticale

 

Questi diciamo sono i punti più evidenti del sistema difensivo organizzato da Obradovic, ma alla base c’è stata un applicazione mentale e caratteriale di assoluto livello; escluso forse Dixon (o Alì che sia) che non ne ha le caratteristiche, ognuno dei giocatori scesi in campo non ha lesinato fatica per aggredire il proprio avversario e portarlo a scelte spesso dettate dalla fretta e dall’apprensione. Notevole anche il fatto che dopo aver subito molto i rimbalzi offensivi del Real nei primi due quarti, i turchi abbiano leggermente cambiato alcune situazioni soprattutto sul p&r dove il cambio con Vesely/Hersek non era più sistematico ma dettato dai tempi di recupero dell’esterno bloccato; ovviamente le percentuali al tiro da 3 degli spagnoli hanno contribuito ma di certo i tiri cosiddetti “open” non sono strati così numerosi come a Madrid sono abituati. Non ultima l’incredibile capacità di leggere i propri giocatori da parte di Obradovic: Vesely parte benino ma poi si fa portare letteralmente a scuola di “gioco sporco” da parte di Reyes e quindi viene panchinato a favore di un Hersek estremamente bravo a lavorare nelle pieghe della seconda metà di partita risultando determinante e di un Datome utilizzato indifferentemente da 3 e 4. Obradovic poi, tenuto al “pino” Mahmutoglu, ha usato insieme Dixon e Sloukas per avere quel tocco di genio e sregolatezza utili nel momento in cui l’attacco stagnava e il Real si riavvicinava, con l’aiuto della copertura difensiva e a rimbalzo delle coppie Datome/Hersek o Vesely/Udoh.

Quanto a Laso, ritengo abbia sbagliato la gestione dei cambi nel terzo quarto quando i suoi erano rientrati sul -4, gli americani Thompkins e Taylor lasciati in panca per poi essere rispolverati nel quarto decisivo, Nocioni stessa sorte, in sostanza dopo lo sforzo per rientrare Reyes, Fernandez, Carroll e co. sono calati fisicamente lasciando campo libero al Fenerbache che fino alla fine ha continuato ad aggredire difensivamente gli avversari.

Photo Credit: Euroleague.net