Analisi critica sulle Final 4 di Euroleague: il derby spagnolo

Tra 10 giorni si disputeranno le Final 4 dell’Eurolega 2014, che ha visto concludersi una delle stagioni regolari più inattese di sempre, a mio parere. Il mio obiettivo è quello di analizzare distintamente le due semifinali e spiegare quali sono i punti di forza di ognuna delle 4 finaliste, evidenziando qualche statistica per rendere più chiare le cose. Iniziamo dal derby spagnolo tra FC Barcelona e Real Madrid.

ANALISI DELLA SEMIFINALE

I blancos sono i favoriti alla vittoria finale, per vari motivi: roster illegale e lunghissimo, mix importante tra esperienza (Rudy e Rodriguez) e gioventù (Mirotic e Diez), panchina importante e piena di leader (Llull su tutti), grande equilibrio in tutti i ruoli con giocatori che completano le lacune altrui. Insomma, i favori del pronostico sono tutti dalla parte del Real, per portare a casa la 9° Euroleague della sua storia. Il cammino europeo parla di 24 vittorie e 5 sconfitte, di cui 2 maturate nei Playoffs coi greci dell’Olympiacos: proprio questo è importante sottolineare. Nella serie coi biancorossi di Grecia, il Real ha dimostrato qualche calo di tensione, specialmente in gara-4, e non sembra più la corazzata senza pecche di inizio stagione; inoltre, nelle due sconfitte contro Spanoulis e soci, la squadra di Laso ha dimostrato di soffrire molto i lunghi atletici e mobili (sia chiaro, il 50% dei meriti è di quel fenomeno che sta diventando Bryant Dunston). Proprio questo potrebbe essere uno dei punti deboli, su cui le altre 3 finaliste potrebbero puntare: il trio Bourousis-Reyes-Slaughter fatica a difendere su centri agili ed esplosivi, e guarda caso le altre 3 finaliste hanno in squadra almeno un centro di questo tipo (Dorsey per il Barça, Hines per il CSKA e Tyus o James per il Maccabi). In ottica semifinale, poi, il confronto Tomic-lunghi del Real potrebbe essere molto impietoso, specialmente se al croato fosse (finalmente!) affiancato anche Lampe, giocatore che Pascual sottovaluta fin troppo. Per il resto, questo Real Madrid è una macchina da guerra e non credo replicherà il suicidio sportivo dello scorso anno, in caso di finale. Ha tutto, e tutto ancora, per dominare queste Final 4: il problema, in questi casi, è che la troppa convinzione di sé stessi può giocare brutti scherzi in uno sport come il basket. Della serie, Davide ha già battuto Golia, qualche volta…

Per quanto riguarda i blaugrana, invece, è incredibile come facciano due sport: uno nella Liga ACB, dove sono 3° a -12 dalla capolista Real Madrid (e dietro anche al Valencia “bailado” di Perasovic), e l’altro in Eurolega, dove fanno registrare 22 vittorie e 5 sconfitte, di cui le ultime due non le prendo manco in considerazione perché la squadra di Pascual era già matematicamente certa del 1° posto nel Gruppo E di Top 16. Insomma, in Europa il Barcellona si trasforma, è innegabile: ma la trasformazione non è sempre così scontata, specialmente se i tuoi uomini di punta hanno passaggi a vuoto o sono infortunati. Il problema alla gamba destra potrebbe tormentare Navarro più di quanto non possa sembrare, e giocare col proprio leader maximo sottotono potrebbe essere un colpo mortale per il Barça. Certo, per i blaugrana vale lo stesso discorso fatto per il Madrid: roster di primo livello, panchina lunghissima e di qualità, buona complementarità tra i giocatori nei vari ruoli, giovani che giocano da veterani (Papanikolaou e Abrines). Tuttavia, un altro problema potrebbe essere rappresentato dall’abissale differenza (a mio parere) in regia rispetto agli avversari, perché Marcelinho e Sada non sono al livello di Sergio Rodriguez come capacità di far girare offensivamente la squadra. Inoltre, le scelte di Pascual mi hanno lasciato più volte allibito nel corso di questa stagione europea, specialmente la sua bassa considerazione di un giocatore altamente illegale, qual è il polacco Lampe, è incomprensibile. Ultima considerazione importante potrebbe essere la voglia di rivincita della semifinale 2013, quando il Barcellona fu sconfitto 67-74 proprio dal Real Madrid, che poi buttò al vento una coppa già vinta dopo 20 minuti.

REAL MADRID

PUNTI DI FORZA

1) Squadra. Per completezza, complementarità, lunghezza e talento, ha il miglior roster tra le 4 finaliste. Un quintetto illegale (Rodriguez, Carroll, Rudy, Mirotic, Bourousis) e 6° uomini di lusso come Llull o Reyes; inoltre, non bisogna mai dimenticare che Fernandez in Europa può giostrare benissimo in 3 ruoli diversi (play, guardia, ala piccola), adattandosi per mettere in crisi le difese avversarie.
2) Qualità di gioco. Per distacco, i blancos hanno espresso la miglior pallacanestro in questa Euroleague, con giocate tanto spettacolari quanto efficaci. Le statistiche, poi, parlano chiaro: miglior attacco con 85.2 punti di media a partita, 2° miglior squadra nel tiro da 3 punti (39.7%, inferiore solo al 40.4% del CSKA) e miglior squadra per stoppate inflitte (3.8 a partita).
3) Voglia di rivalsa. A Madrid l’Eurolega manca dal 1995, e l’incredibile finale dello scorso anno sarà sicuramente un motivo per una prova d’orgoglio in queste Final 4 di Milano. Laso è un allenatore che difficilmente sbaglia due volte, specialmente con la stessa squadra. E poi, il Real, se in giornata, se la giocherebbe benissimo anche con qualche squadra NBA.

STATISTICHE

Punti: Rodriguez 13.5 ppg, Fernandez 13.2 ppg, Mirotic 12.2 ppg
Assist: Rodriguez 5.0 apg, Fernandez 3.3 apg
Rubate: Fernandez 1.4 spg, Rodriguez 1.2 spg, Mirotic 1.1 spg
Rimbalzi: Bourousis 5.9 rpg, Reyes 4.9 rpg, Mirotic 4.6 rpg
% da 2 punti: Slaughter 69.6%, Llull 61.6%, Bourousis 57.5%
% da 3 punti: Rodriguez 48.8%, Mirotic 46.3%, Darden 44.2%

FC BARCELONA

PUNTI DI FORZA

1) Continuità. Terza Final 4 consecutiva, quinta in 6 anni. Mi sembra chiaro che la mentalità europea del Barcellona sia a dir poco vincente. E la mentalità non la costruisci se non sei pronto a dare tanto filo da torcere anche ai migliori. Inoltre, a capo di questo ciclo europeo, con i suoi meriti (e demeriti) c’è sempre lo stesso coach: Xavier Pascual.
2) Equilibrio. Il Barça è una delle squadre più equilibrate di queste Final 4; offensivamente segna tanto (79.4 punti a partita di media), gioca di squadra (18.5 assist a partita, solo il CSKA fa meglio in questa Eurolega con 19.0), ed è terza per rimbalzi in tutta la stagione (35.1 a partita). Grande equilibrio anche tra gioco interno e gioco esterno, con un’applicazione perfetta del passing game: esemplare il ruolo di Tomic in questo senso.
3) Navarro. Sarà banale, ma da solo l’11 blaugrana è un fattore importante. Capace di essere leader naturale e di mettere in partita i suoi compagni, forse il migliore in Europa in questo ruolo. Bisognerà vedere quanto peserà l’infortunio patito alla gamba destro nella serie Playoffs contro il Galatasaray.

STATISTICHE
Punti: Tomic 11.8 ppg, Navarro 11.3 ppg
Assist: Marcelinho 3.6 apg, Navarro 3.3 apg, Sada 2.5 apg
Rubate: Papanikolaou 0.8 spg
Rimbalzi: Tomic 6.3 rpg, Dorsey 5.7 rpg, Papanikolaou 3.5 rpg
% da 2 punti: Dorsey 67.4%, Tomic 63.3%, Papanikolaou 61.6%
% da 3 punti: Oleson 42.6%, Abrines 37.5%, Nachbar 36.6%