Barcellona-Panathinaikos, le chiavi per una gara 5 da non fallire

Barcellona e Panathinaikos stanno dando vita  a una delle più belle serie di Playoff viste in Europa negli ultimi cinque anni. Il basket espresso dalle due squadre non è necessariamente eccelso, ma l’intensità messa sul campo da queste due compagini sta stupendo chiunque. Di queste prime quattro partite ricorderemo le due triple consecutive di Diamantidis in gara 2 e 3, la suprema classe di Navarro, le schiacciate di Lasme e Gist e il favoloso clima di OAKA, ieri riempito addirittura oltre la capienza con addirittura 23000 infuocati tifosi greci che hanno sostenuto i propri idoli in maniera unica, e la buona notizia per gli appassionati di basket europeo è che abbiamo ancora come minimo altri 40 minuti di spettacolo da gustare, questa volta al Palau Blaugrana, la casa dei catalani. Nel giorno in cui i verdi di Atene incassano il “no” di Jeremy Pargo e virano su Oliver Lafayette come cambio delle guardie in vista della finale di Playoff greci andiamo a scoprire quali potrebbero essere le chiavi per l’altrettanto appuntamento continentale della prossima settimana.

CON UN TOMIC COSI…

Fino a questo punto l’efficacia del lungo croato nella serie era stata relativa, con una buona gara 1 seguita da due partite sotto tono. Il terzo appuntamento è stato quello buono, dato che l’ex Real si è messo in mostra con 16 punti, 5 rimbalzi e 3 assist, dimostrando per l’ennesima volta l’infinito talento tecnico del quale è dotato che spesso si cela dietro limiti caratteriali e crisi d’identità. Per questo motivo è importante che il suo rendimento si mantenga su questi livelli e non torni a calare come successo molto spesso in passato; il suo difetto peggiore è sempre stato quello della continuità, ma se riuscisse a rimanere su questi livelli il Barca potrebbe aver trovato la chiave finale del rebus.

DIAMANTIDIS DOV’ERI?

In occasione della sua centesima stoppata in Eurolega (record per una guardia) l’eroe del Pana ha calato una prestazione tra le peggiori della sua carriera, non riuscendo mai a trovare la via del canestro e sfoggiando un pessimo 0-5 dalla lunga distanza. Non sempre il capitano dei verdi può giocare male e risolvere la partita con un guizzo dei suoi, e quando la prestazione negativa non è cancellata da una giocata ai limiti del fantascientifico la responsabilità maggiore della sconfitta non può che ricadere su di lui in quanto guida morale e tecnica. È difficile immaginare un Diamantidis a secco per due gare di seguito, e l’”uovo” rimediato in gara 4 potrebbe averlo ulteriormente motivato per una gara 5 in cui finalmente torna il Dimitris formato MVP.

L’EFFICACIA DELLA ZONA

Quando il Pana fa fatica al tiro pesante l’idea migliore è quella di piazzare una zona sistematica sfidandoli a martellare dall’arco. È un piano difensivo rischioso ma che può risultare redditizio, e così è stato anche nella seconda gara di OAKA, nella quale i ragazzi di coach Pedoulakis sono stati limitati ad un poverissimo 21 percento (5-23) che non ha fatto altro che togliere loro ritmo e fiducia. Immagine emblematica di questo discorso è quella di James Gist nel terzo quarto, libero di tirare da 3, che rinuncia all’occasione per tentare un’improbabile schiacciata lungo la linea di fondo che uscirà come le due precedenti. Non è escluso che vedremo il Barca sfoggiare una consistente zona anche tra le mura amiche, questa volta supportati dalle urla di incitamento del Palau, sempre importanti nel deconcentrare avversari che fanno della fiducia al tiro una delle loro armi fondamentali.

Insomma, come avrete capito ci aspetta una gara 5 emozionante di per sé stessa in quanto gara senza ritorno. Quando poi in campo ci sono due squadre come Barca e Pana che stanno mostrando un’intensità da Finale NBA la posta in palio diventa doppia. Da una parte c’è la voglia del Barcellona di non fallire l’appuntamento finale della stagione europea che gli appartiene da DNA, mentre dall’altra c’è quella del Pana di iniziare un nuovo ciclo tecnico come era finito quello precedente, ovvero da una delle prime quattro squadre in Europa, tra l’altro dopo una rivoluzione in campagna acquisti non indifferente, il che renderebbe a maggior ragione pregevole l’impresa. A questo punto non resta altro da fare che sedersi in poltrona e godersi un’altra partita ad alto tasso di spettacolo e di equilibrio.