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MY-Champions League: Smith e Petrov regolano Venezia

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Nella terza giornata di Basketball Champions League, Venezia vola in Ucraina per far visita al Khimik di coach Vitaly Stepanovski. Nelle prime due uscite stagionali, a livello statistico, le due squadre hanno tenuto medie molto simili: il Khimik ha realizzato 63.0 punti a partita (Venezia 62.0), ha tirato con il 37.3% di media (Venezia con il 36.1%) e con 19.6% da tre di media (i lagunari qui hanno fatto meglio, con una media pari al 24.1%). Gli ucraini sono 34° (su 40 partecipanti alla competizione) per media assist con 11.0 a partita, mentre Venezia ne smazza mediamente 14.5. Una differenza sostanziale tra le due squadre sta nel record: gli ucraini hanno perso entrambe le prime due partite e non sono mai stati in vantaggio neanche per 1 secondo di quei match; Venezia, invece, è reduce dalla convincente vittoria casalinga contro i turchi del Pinar Karsiyaka (75-61).

Nonostante una partita tirata fino all’ultimo, Venezia viene condannata da un incredibile canestro di Petrov (autore di 19 punti, come il compagno di squadra Smith) e si mangia le mani per un’occasione persa. I lagunari avevano trovato continuità da oltre l’arco durante il secondo tempo, eppure non sono riusciti ad arginare le giocate degli ucraini e hanno fatto davvero troppa confusione in molti possessi offensivi (17 le perse per Venezia). La squadra di coach De Raffaele soffre molto a rimbalzo nel primo tempo, mentre nel terzo quarto sembra poter scappare via grazie alle triple di McGee e Bramos. La frazione finale, però, palesa le difficoltà di una squadra che in Europa fatica a far punti e a trovare un gioco offensivo corale, senza dover ricorrere al talento individuale degli esterni o alla presenza in area di Ejim e Hagins.

KHIMIK UMANA REYER VENEZIA
65
64

I 5 NUMERI DELLA SFIDA

7 – I rimbalzi offensivi concessi da Venezia ai padroni di casa. Per fortuna, gli extra-possessi hanno portato a pochi punti da seconda-chance per un’imprecisione dei lunghi del Khimik, altrimenti lo svantaggio di 4 lunghezze a fine primo periodo sarebbe potuto essere molto più ampio. Venezia soffre moltissimo il senso della posizione di Petrov ma concede praticamente rimbalzi a tutti gli effettivi del Khimik e paga molto una confusione inusuale sia a rimbalzo, sia in transizione, laddove spreca molti possessi con giocate troppo frettolose. Il problema è che la squadra di coach De Raffaele paga molto a rimbalzo pur avendo giocatori più grossi e più atletici praticamente in ogni ruolo: errori di comunicazione, di posizionamento difensivo e mancati tagliafuori sono alcune delle motivazioni possibili ai 7 rimbalzi offensivi conquistati dal Khimik.

36.4 – La percentuale al tiro di Venezia nella prima metà di partita, frutto di un 12/33 complessivo (2/10 da tre punti). I lagunari palesano gli stessi problemi visti nella prima giornata, poiché sotto canestro sbagliano molto e dalla distanza non riescono a mettersi in ritmo nonostante buone linee di passaggio. Il pick&roll funziona solamente con Ortner nel ruolo di rollante, mentre molti punti derivano dalle individualità di Ejim e dalla presenza a rimbalzo dello stesso canadese e di Hagins. 29 punti in 20 minuti sono davvero troppo pochi per una squadra comunque talentuosa e organizzata: eppure Venezia non fa altro che confermare le proprie medie, finora, in Champions.

10 – I punti realizzati da Viacheslav Petrov nel primo tempo del match. Il centro ucraino, classe 1994, dimostra di possedere buoni fondamentali nel gioco in post e spalle a canestro, nonché un gran senso della posizione a rimbalzo; non disdegna nemmeno la soluzione da oltre l’arco (1/1 da tre punti nel primo tempo). Se riuscisse ad essere più “morbido” negli appoggi dopo il buon lavoro come rollante e nel gioco in post, sarebbe un giocatore da 15/20 punti a serata in una competizione quale questa Champions League.

5 – Le triple realizzate Venezia nella terza frazione di gioco. Sembra essere un leitmotiv delle italiane in questa Champions League, poiché anche Avellino ieri aveva cercato di scavare il solco proprio grazie alla soluzione da oltre l’arco. Gli ospiti piazzano un parziale di 2-9 nei primi 2 minuti della ripresa proprio grazie a tre triple consecutive (2 di McGee, 1 di Haynes), ma poi si fanno sorprendere dalle giocate di Smith e, in fase offensiva, sono costretti ad affidarsi alle individualità di McGee (11 punti nella frazione per lui). Le 5 triple realizzate (su 8 tentativi) nella frazione sono comunque la chiave per spiegare il parziale di 16-24 grazie al quale Venezia prende il comando delle operazioni e anche un discreto margine di vantaggio.

44.4 – La percentuale in lunetta da parte dei padroni di casa. Se il finale è così indeciso, il Khimik ha solo da recriminare con se stesso per una partita negativa proprio in lunetta, poiché a fronte di 18 tentativi gli ucraini ne realizzano solamente otto. Meno male che Petrov si conferma capace di giocate incredibili e trova il canestro della vittoria con un fade-away di pura classe, prima che il tentativo di Haynes non vada a buon fine e infranga i sogni di gloria veneziani. I 10 punti lasciati in lunetta, tuttavia, sarebbero potuti costare carissimo in un finale come quello vissuto all’Olymp di Yuzhne.

@ Olymp – Yuzhne (UKR)
TABELLINO COMPLETO

YUZHNE NUMERI DELLA PARTITA VENEZIA
 19 – Smith, Petrov  PUNTI McGee – 19
 6 – Antypov, Smith  RIMBALZI Hagins, Ortner – 7
 8 – Smith ASSIST Haynes – 4
 1 – Belikov, Koniev  STOPPATE / – 0
 26 – Smith  VALUTAZIONE McGee – 17