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Come ti cambio la serie o vado alle Final Four. 3 chiavi tattiche dei playoff di Euroleague

Il rematch della semifinale 2015 prende il volo e si sposta in terra spagnola per disputare gara 3 e l’eventuale gara 4 di una serie che alla vigilia si preannunciava come la più incerta e affascinante delle quattro ma che, fino ad ora, ha avuto un unico padrone nel Fenerbahce di Obradovic, dominatore dei primi due episodi disputati alla Ulker Sports Arena di Istanbul. Di seguito troverete le tre chiavi tattiche con le quali il Real Madrid potrebbe riuscire ad allungare la serie, portandola così alla “bella” in casa di Datome e compagni.

BASTA FALSE PARTENZE
Il denominatore comune delle prime due gare della serie è rappresentato dalle partenze lente del Real Madrid, che in entrambe le partite ha concluso il primo tempo con soli 29 punti segnati, chiudendo sempre in doppia cifra di svantaggio (41-29 in gara 1 e 54-29 nella successiva gara 2). Mentre in gara 1, grazie anche al blackout del Fenerbahce, i campioni in carica sono riusciti a ricucire lo strappo, nel secondo capitolo la falsa partenza è stata una macigno impossibile da sollevare, come testimonia il 100-78 finale. Al cambio di campo il Real Madrid dovrà far corrispondere quella concretezza e fluidità offensiva mancata nella prima parte del confronto, anche grazie all’intensità difensiva messa in campo dagli avversari, che nel primo tempo di gara 1 hanno costretto le Merengues a ben 10 palle perse e, nel dato complessivo dei primi due match, hanno tenuto il miglior attacco della competizione a 73 punti di media (contro gli 83.7 segnati in tutta la stagione) con il 44% dal campo. Se dovessero ripetersi queste cifre e questo andamento, difficilmente si tornerà a Istanbul per gara 5.

IL FATTORE “B”.
Inteso come Bogdan Bogdanovic, finora giocatore più costante della serie, e la spina più pungente nel fianco del Real Madrid. 19 di valutazione in entrambe le gare, il 23enne serbo è stato il maggior responsabile dei break piazzati dal Fenerbahce nei primi tempi di cui sopra. La difesa del Real non ha ancora trovato un antidoto contro un giocatore che si sta dimostrando (se ce ne fosse ancora bisogno) devastante, capace di segnare nei modi più svariati, dalla penetrazione nel traffico al tiro da tre creato dal palleggio.
Sarà interessante capire se le cifre di Bogdanovic (che sta viaggiando a 16.5 punti di media in soli 28.5 minuti, con  il 60 % da due e il 45.5% da tre) si abbasseranno oppure se il giocatore classe 1992 riuscirà a tenere standard elevatissimi, aumentando così le possibilità della propria squadra di vincere una gara a Madrid, volando così alle seconde Final Four consecutive.

SERGIO, ¿DONDE ESTAS?
Oltre allo scarso apporto di Reyes e Ayon, spesso lasciati in panchina perchè troppo inadatti a fronteggiare i quintetti piccoli messi in campo da Obradovic, il ruolo di “desaparecido” in casa Real Madrid  se lo sono equamente diviso Sergio Llull, mai veramente incisivo in attacco, come dimostrano l’impietoso 1/11 (9.1%) da dietro l’arco dei tre punti e gli 8.5 punti di media nelle prime due gare, e Sergio Rodriguez, totalmente inefficace in gara 1. Le guardie  spagnole si sono spesso trovato in difficoltà contro la difesa del Fenerbahce, brava a contenere gli esterni avversari anche grazie all’intercambiabilità dei giocatori presenti nel proprio roster. Con l’approdo della serie in terra madre, Llull  e Rodriguez dovranno elevare il proprio gioco ai livelli a cui hanno abituato tifosi e compagni, prendendo in mano le redini dell’attacco insieme al connazionale Fernandez, il cui unico merito è stato quello di riavvicinare il Real Madrid nel terzo quarto di gara 1.
Per quello che si è visto fino ad ora, il destino della serie passerà nelle mani degli esterni delle due squadre, con quelli del Fenerbahce che, se bravi a mettere le briglie agli omologhi Madrileni, hanno la grande possibilità di mettere a segno il colpo decisivo per volare a Berlino.