Basket Europeo Nazionali

Ettore Messina e la preparazione degli azzurri verso Torino

IMG_9086

Il sogno di Ettore Messina, non l’ha mai nascosto, è sempre stato quello di guidare una nazione alle Olimpiadi; un sogno condiviso dal presidente del CONI, Petrucci, il quale ha fortemente voluto il miglior allenatore italiano a capo di uno dei gruppi azzurri più talentuosi di sempre.

La sua avventura tricolore riparte in trentino. Dopo il primo incarico con la nazionale dal 92 fino all’argento europeo del 97, esperienza definita da lui come “ricca di sbagli”, coach Messina ritrova il parquet della piccola palestra di Folgaria. Sede di ritiro familiare al coach e fortemente voluta sia nel suo primo incarico azzurro sia qualche anno più tardi con la Virtus Bologna.

Qui Folgaria

Coach Messina entra in campo poco dopo i suoi giocatori e si siede su un tavolo in disparte; aspetta la fine del riscaldamento e richiama il gruppo intorno a sé. Poche parole, qualche indicazione e un paio di sorrisi scambiati con Belinelli. Inizia subito il lavoro con la palla. Si lavora tanto sulla corsa; il ritmo e l’intensità sono altissimi per un allenamento, qualche esercizio di contropiede 5 vs 0 e transizione difensiva, poi azioni di 5vs5 a metà campo.

L’attuale assistente di Popovich cammina da una parte all’altra del campo e ferma spesso il gioco: corregge ogni dettaglio, insiste particolarmente sui movimenti dei lunghi (vuole tanti alti-bassi e tagli in lunetta) e sulle letture degli esterni. Il suo carisma viene fuori con il passare del tempo; tiene tutto sotto controllo, gestisce da solo gran parte dell’allenamento e non perde occasione per riprendere animatamente i più giovani per una scelta sbagliata. In particolare Abass è in continuo dialogo con il coach ex Virtus; che riprende, incita, applaude e discute con il neo acquisto di Milano. L’impressione è che abby, ribattezzato così dal gruppo, potrebbe essere una delle (poche) sorprese tra i convocati per il preolimpico, nonostante Messina sia propenso a mantenere il nucleo dello scorso anno. Pochi altri giocatori presenti al ritiro hanno il suo atletismo e la sua intensità in difesa, perciò Abass porterebbe tanta energia dalla panchina.

Dopo una breve e rara pausa per bere, guardie e lunghi lavorano alternati sul tiro in scioltezza e mentre in una metà campo si lavora, dall’altra Belinelli e Gallinari, prima uno e poi l’altro, infilano serie infinite di triple. Si provano poi 4/5 schemi di attacco senza difesa; tanti P&R e P&P centrali con il 5 in continuo movimento e gli esterni pericolosi da dietro l’arco (quello che si è visto allo scorso Eurobasket). Tanta cura per i particolari e per la gestione dei possessi: si simulano anche rimesse in attacco con pochi decimi sul cronometro.

Quasi due ore di un intensità impressionante prima di arrivare alla partitella finale. Messina allena la squadra composta da quelli che probabilmente avranno un posto a Torino (Abass incluso e la coppia Cusin/Cervi ad alternarsi, con il centro di Avellino che potrebbe essere un’ altra sorpresa in vista del Preolimpico), mentre il suo assistente, Dalmonte, allena i giovani guidati da Vitali.

La situazione di gioco: a 4 minuti dalla fine, 68-65 bianchi (squadra dei giovani) e bonus falli raggiunto per entrambe le squadre. La scelta non è casuale, fin dalle prime interviste infatti Messina ha sottolineato come la gestione dei palloni nei momenti decisivi sia stato il limite di questa nazionale all’europeo. Ecco quindi la decisione di ripetere alla fine di ogni allenamento un paio di volte questa situazione, con time-out e cambi, per abituare gli azzurri alla gestione dei momenti decisivi. Inutile dirvi che i finali sono dominati dalla squadra in cui è presente Gallinari.

Terminata la partita, di nuovo tutti in mezzo al campo; Messina al centro del gruppo si complimenta con tutti, staff compreso, prima di ricevere un lungo applauso dal pubblico presente sulle piccole tribune. Sostenitori numerosi ma silenziosi, quasi intimoriti dal nuovo allenatore della nazionale. Sono arrivati in tanti da tutto il Nord-Italia; bambini e ragazzi con maglie di Venezia,Milano e Reggio, oltre alle tante maglie azzurre che si stagliano sugli spalti. Questa Nazionale sta rilanciando il movimento e le oltre 300 persone che si sono messe in macchina nel week-end per vedere gli azzurri ne sono una dimostrazione.

Mentre i giocatori si fermano a tirare e i bambini corrono ad aspettare i propri idolo fuori dall’uscita degli spogliatoi, Messina si incammina verso l’Hotel, deviando il percorso per il piccolo centro. La sua espressione è e deve essere soddisfatta, perché gli azzurri, a meno di 3 settimane dall’esordio al Preolimpico di Torino, sono in condizione ottimale per iniziare la scalata verso l’Olimpiade.