My-Euroleague – Top e flop e il cammino delle italiane #6

Seconda puntata della nostra rubrica dedicata alla massima competizione continentale, in cui andremo ad analizzare una giornata agrodolce per le italiane , ma anche il dominio spagnolo (cade solo Malaga in casa contro i campioni in carica dell’Olympiacos) e la regolarità di rendimento del Fenerbahce di Obradovic.

LE ITALIANE

 

 

 GALATASARAY LIV HOSPITAL ISTANBUL

 MONTEPASCHI SIENA

 54

 52

GALATASARAY LIV HOSPITAL ISTANBUL vs MONTEPASCHI SIENA 54-52
Già il punteggio dice molto su questa partita: Siena butta via una buona fetta di possibilità di qualificazione alle Top 16 contro un’avversaria decimata dagli infortuni e che disputa una partita senza aver punti dal tiro pesante (2/19 da 3 punti per il Galatasaray). C’è da dire che la truppa di coach Crespi se l’è giocata a viso aperto contro avversari più pesanti sotto canestro, ma l’errore è stato lasciare libertà d’azione a Carlos Arroyo, senza sfruttare il mismatch che Hackett aveva nei suoi confronti. Se a questo aggiungiamo che Siena ha tirato col 33% da 2 punti, è chiaro intuire il perché di una sconfitta dolorosa. Per i padroni di casa assoluto protagonista è stato Pops Mensah-Bonsu, giocatore che sta dominando questa Euroleague sotto le plance e che si è finalmente ristabilito da un lungo infortunio che ne aveva condizionato le prestazioni per oltre un anno: il centro, numero 21, realizza una doppia-doppia da 16 punti e 16 rimbalzi (di cui ben 8 sono offensivi). Proprio i rimbalzi sono un altro dato chiave della sconfitta di Siena: concedere 45 rimbalzi agli avversari è qualcosa di inaccettabile a questo livello, perché sintomo di un’attenzione difensiva non abbastanza elevata, figlia anche dei continui errori al tiro che hanno colpito i giocatori biancoverdi. La cosa che più mi preoccupa è l’ambientamento di Erick Green al basket europeo: un giocatore col suo talento non può tirare 1/8 dal campo e subire solo 2 falli. Il ragazzo deve credere nelle sue potenzialità e ambientarsi al più presto in un contesto, come quello senese, che ne può esaltare ogni minima caratteristica, anche perché le possibilità di qualificazione dipendono anche da lui, oltre che dall’ormai solita certezza Daniel Hackett. Dopo questa sconfitta in terra turca, le cose per la Montepaschi si complicano notevolmente: infatti, con un record di 1-5 Siena è ultima nel Gruppo C, e dovrà vincere 3 partite su 4 disponibili per poter accedere alle Top 16. Impresa sicuramente non impossibile per una squadra che ci ha abituato a rimonte storiche, ma certamente ardua e complessa.

Galatasaray: Erceg 8, Koksal 3, Hairston 6, Atsur ne, Akyol, Aldemir 2, Mensah-Bonsu 16, Macvan, Arroyo, Guler 12, Arslan 7, Domercant.
Siena: Viggiano 7, Hunter 4, Cournooh, Rochestie 7, Carter 8, Ress, Ortner 8, Udom ne, Hackett 16, Cappelletti ne, Green 2.

 

 

 EA7-EMPORIO ARMANI MILANO

ANADOLU EFES ISTANBUL 

 77

 73

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO vs ANADOLU EFES ISTANBUL 77-73
Un’impresa. Nel caso non aveste visto questa partita, vi consiglio di rivederla assolutamente. Milano era sotto di 14 alla fine del 3° quarto e per tutta la partita l’Efes aveva dominato, nonostante un buon avvio dei padroni di casa, spinti da un Samuels in netto miglioramento. Poi è stato un one man show quello con cui Keith Langford ha reso una bolgia il Forum: negli ultimi 10′ di gioco la guardia milanese ha giostrato da playmaker, realizzando 20 punti e smazzando 2 alley oop per Gani Lawal che hanno fatto esaltare tutto il pubblico durante la rimonta milanese. Una grossa mano alla causa l’ha data anche il capitano Alessandro Gentile, autore di una prestazione con luci e ombre, da 18 punti con 7/12 dal campo, ma con ben 5 turnovers e 2 stoppate subite. Per i turchi, Savanovic è la solita certezza, mentre Erden deve veramente fare un corso accelerato di fondamentali, perché durante la rimonta biancorossa ha commesso delle infrazioni di passi che nemmeno al minibasket ho mai visto fare. Milano ha gettato il cuore oltre l’ostacolo, superando oggettive difficoltà nella fase del playmaking e riuscendo a ripristinare una situazione di equilibrio nonostante i 2 falli tecnici fischiati quasi contemporaneamente a Gentile e coach Banchi. L’arbitraggio è stato indegno di una sfida così appassionante, ma il vero spettacolo si è visto sugli spalti: finalmente un pubblico caldo, pronto a difendere i propri beniamini anche nei momenti in cui le cose andavano malissimo, pronto a contestare le scellerate decisioni arbitrali, sicuro nell’aver trovato il nuovo idolo di casa: Keith Langford. Coach Banchi ha di ché gioire in questa serata, avendo avuto risposte importanti da Lawal come possibilità di contrastare centri più grossi e pesanti, da Langford come play aggiunto e realizzare sontuoso in qualsiasi contesto, da Melli pronto a battagliare sempre, contro tutto e tutti. Milano vola a 4 vittorie e consolida il 2° posto nel Gruppo B: basta cogliere una vittoria per essere quasi certi della qualificazione alle Top 16.

Milano: Haynes 3, Gentile 18, Cerella, Melli 6, Toure ne, Chiotti ne, Langford 22, Samuels 12, Wallace 2, Lawal 8, Moss 6, Jerrells.
Efes Istanbul: Balbay, Osman ne, Vasileiadis 12, Batuk, Erden 11, Kilicli ne, Savanovic 14, Lucas 12, Hopson 11, Dragicevic 6, Planinic 5, Barac 2.

TOP 5 SQUADRE 

 

 

 

1) EA7 EMPORIO ARMANI MILANO. Da batticuore, da infarto, da cardiopalma: scegliete voi. Milano dimostra quanto sia cambiata la mentalità rispetto alle scorse stagioni, andando a vincere una partita che sembrava dover pendere dalla parte dell’Efes per i valori espressi nei primi 30′. Forse altre squadre meriterebbero la 1° posizione della nostra classifica, ma fidatevi che vedere dal vivo la rimonta milanese orchestrata da Langford ha avuto davvero il sapore di una piccola impresa sportiva. INCREDIBILE.

2) STELMET ZIELONA GORA. Battere una corazzata come il Bayern Monaco e rilanciare così le proprie possibilità di qualificazione alle Top 16 è abbastanza per meritarsi la 2° posizione della nostra speciale classifica. Dragicevic si sta rivelando un fattore per i polacchi, che con questa vittoria inguaiano non poco la Montepaschi Siena (infatti, l’altra vittoria della squadra polacca è stata proprio in casa contro Siena). Magari alla fine non si qualificherà, ma non provate a chiamarla ancora “squadra materasso”. INDOMITA.

3) LABORAL KUTXA. Diamo a Cesare quel che è di Cesare. La scorsa settimana la squadra di Scariolo era in 1° posizione nella Flop 5, ma in questa giornata ha battuto in trasferta il Maccabi Tel Aviv senza poter contare sulla presenza di Nocioni. Una prova di squadra molto convincente, e vi segnalo quello che potrebbe essere uno dei centri migliori di questa Euroleague: il tedesco Tibor Pleiss. Il Laboral vola al record di 3-3 in stagione e rilancia le proprie possibilità di qualificazione alle Top 16. SORPRESA.

4) FENERBAHCE ULKER ISTANBUL. Si dice che il Diavolo faccia le pentole e anche i coperchi; prendendo spunto da questo detto popolare, possiamo dire che Obradovic farà il buono e il cattivo tempo in questa edizione dell’Eurolega. Buono per i suoi giocatori, che sembrano rinati sotto la sua oculata gestione; cattivo per le avversarie che dovranno affrontare la corazzata turca. Se poi Bogdanovic ha deciso di fare davvero il fenomeno per tutto l’anno, allora occhio a non vederli in Final 4. MAMMA LI TURCHI.

5) REAL MADRID. A punteggio pieno (6-0 il record), segnando quasi 93 punti a partita e subendone solo 64, il Real sta dominando il Gruppo B, in cui è inserita l’EA7. Ciò che spaventa di più è la capacità di creare gioco per tutti i 40′, senza alcun passaggio a vuoto. In questa giornata vincono di 32 contro lo Zalgiris Kaunas, tirando col 70% da 2 punti e col 46% da 3. Fernandez, Mirotic, Rodriguez, Lull, Bourousis tutti insieme sono troppo per noi comuni mortali. DISARMANTE.

FLOP 5 SQUADRE

 

 

 

 

1) ANADOLU EFES ISTANBUL. Se a 10′ dalla fine hai in mano le redini del gioco e conduci di 14 sull’avversario, ma finisci per perdere malamente il match, qualcosa non va. Il blackout è stato evidente, perché non ci sono stati solo i meriti di Milano. Erden a volte è più un peso che una risorsa, mentre l’assenza di Gonlum comincia a pesare. La qualificazione non è per nulla compromessa, anzi, ma uno scivolone così può costare caro mentalmente a una squadra che non sembra essere solida come le passate stagioni. SPENTO.

2) BAYERN MONACO. Quando disponi di un roster veramente forte e completo, eppure perdi malamente in casa contro l’ultima del Gruppo, le cose sono due: o hai giocato da schifo, oppure l’avversario ha fatto l’impresa. Per me il Bayern ha giocato malissimo, nonostante un dominio a rimbalzo ormai costante contro tutti. La prossima partita sarà in trasferta a Siena e speriamo che il Bayern replichi la prestazione di questa giornata. La qualificazione, tuttavia, è ancora alla portata dei tedeschi. PASSAGGIO A VUOTO.

3) BROSE BASKETS BAMBERG. Giocare la peggior partita della stagione proprio contro l’ultima in classifica del Gruppo B e perdere il treno qualificazione, giustifica il 3° posto nella nostra flop 5. Ok che Strasburgo individualmente può contare su Ajinca, però certe partite sono da vincere a tutti i costi. Forse i francesi hanno beccato la serata perfetta (60% da 2, 47% da 3, 22 assist e 9 rubate), ma più probabilmente il Brose li ha aiutati non poco a portare a casa la vittoria. SCRITERIATO.

4) PARTIZAN NIS BELGRADO. Probabilmente non era contro il Barcellona che la si doveva vincere, ma davanti al proprio pubblico si sarebbe potuto fare molto di più. Invece, dopo un 1° quarto giocato benissimo, il Partizan ha concesso 53 punti nei due quarti centrali, pregiudicando così le possibilità di giocarsela fino alla fine. Intanto Nanterre rimane a una vittoria di distanza, e per quanto visto finora non è così scontata una qualificazione dei serbi alle Top 16. URGE DARSI UNA SVEGLIATA.

5) UNICAJA MALAGA. Se Spanoulis decide di dominare c’è ben poco da fare, ma Malaga avrebbe dovuto approfittare di qualche possibile calo di tensione dei greci, già quasi certi della qualificazione dopo un girone d’andata senza macchia. Invece, Malaga crolla nell’ultimo quarto (9-20) prendendo scelte assurde in attacco e complicandosi la vita. Siena può ben sperare di vincere anche il ritorno contro gli spagnoli. SCIOCCA.

TOP 5 GIOCATORI

 Keith Langford

 Pops Mensah-Bonsu

 Vladimir Dragicevic

 James Gist

 Vassilis Spanoulis

 LANGFORD

MENSAH-BONSU 

 DRAGICEVIC

 GIST

 SPANOULIS

FOTO: eurobasket.com

1) KEITH LANGFORD. 22 punti, 5/12 dal campo, 9/9 ai liberi e 7 falli subiti. Un uomo solo al comando della nave “Olimpia”. Pensateci bene prima di dire che Keith non è decisivo, perché sta imparando ad esserlo e potrebbero essere cavoli amari ancora più grossi per le avversarie di Milano. Prestazione monstre nell’ultimo quarto: 20 punti in 10′ non li segna nemmeno Melo Anthony in serata di grazia.

2) POPS MENSAH-BONSU. Doppia-doppia da 16 punti e 16 rimbalzi, con 8/12 dal campo e una schiacciata allucinante (forse viziata da passi in partenza) da vedere e rivedere. Il centro britannico sta veramente dominando in Europa (21.5 il suo Perfomance Index Rating a partita), dopo aver finalmente risolto gli acciacchi fisici che lo avevano tormentato. In Top 5 anche questa giornata, che non diventi una dolce abitudine?

3) VLADIMIR DRAGICEVIC. 19 punti con 7/11 dal campo, 11 rimbalzi e 2 stoppate nell’impresa dei polacchi contro il Bayern Monaco. Il montenegrino si candida a miglior centro della prima fase di questa Euroleague, con cifre di primo livello e una costanza di rendimento veramente sorprendente. Certo, predicare nel deserto non è poi così difficile, ma bisogna essere anche bravi a farlo.

4) JAMES GIST. 24 punti, 7/10 da 2, 2/4 da 3, 6 rimbalzi, 5 rubate e 3 stoppate nella vittoria del PAO contro il Lietuvos Rytas. Miglior prestazione in Euroleague per l’ex Biella, che finalmente torna sui suoi standard dopo un avvio non certo esaltante in Europa. Se solo avesse un po’ più di costanza, staremmo parlando di un’altra carriera.

5) VASSILIS SPANOULIS. 21 punti, 4/6 da 3, 4 assist e 7 falli subiti. Si piazza al 5° posto della nostra Top 5 solo perché per lui queste prestazioni rappresentano l’ordinaria amministrazione. Smetterà mai di stupirci e di essere un fenomeno così completo? Noi crediamo di no, perciò lode all’ex Houston Rockets.