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Chiamatelo “Il Prestigiatore” – Essere Krunoslav Simon

EA7 Emporio Armani Milano - Baskonia Vitoria | Turkish Airlines Euroleague Regular Season 2016/17
Kruno Simon
EA7 Emporio Armani Milano - Baskonia Vitoria | Turkish Airlines Euroleague Regular Season 2016/17 Kruno Simon

Potremmo soffermarci a parlare dei fischi a Bargnani, ma sarebbe ridicolo, a mio modo di vedere la pallacanestro, scrivere un pensiero su una situazione che, volenti o nolenti, fa parte dello sport. Magari, anche la cultura del fischio potrebbe essere vista come un male atavico, ma non è questo il momento e il luogo adatto in cui affrontare una tematica del genere.

Preferirei parlare di pallacanestro, o meglio, di Krunoslav Simon. Mente pensante e braccio armato di una squadra che si sta ritrovando anche difensivamente, il croato sta vivendo una prima parte di stagione da assoluto protagonista. Sempre tra i migliori, sempre positivo, sempre fondamentale nei parziali con cui Milano in Italia – ma anche in Europa – prende il largo durante le partite. Glaciale quando serve, prestigiatore quando vuol far divertire, genio quando sa di poter forzare. Milano in lui ha trovato una pepita d’oro, dal peso netto, ad oggi, di 74 punti, 27 rimbalzi e 29 assist in EuroLeague, in sole 7 partite (a un utilizzo medio di 27.4 minuti). O di 98 punti, 31 rimbalzi e 25 assist in Serie A, se preferite.

Passare dalla tripla-doppia sfiorata contro l’Efes Istanbul – 14 punti, 9 rimbalzi, 8 assist – alla prova versatile contro Sassari – 11 punti, 7 rimbalzi, 8 assist – offre la dimostrazione dell’importanza di Simon nell’economia di squadra di questo corso milanese. Non solo punti, ma anche playmaker aggiunto. Situazione che, però, Milano sembra poter soffrire in EuroLeague, specialmente se in quintetto non compare un playmaker di ruolo, come potrebbe esserlo un Cinciarini, per ora relegato fin troppo in panchina. La duttilità di Simon, comunque, è fondamentale a tutto tondo. Probabilmente sarà pur vero che la fase difensiva individuale potrebbe essere migliorata, ma bisogna anche ricordare come il saldo tra fase offensiva e fase difensiva sia sempre più che positivo.

EA7 Emporio Armani Milano - Efes Instanbul | Turkish Airlines Euroleague Regular Season 2016/17 Rakim Sanderes Kruno Simon
EA7 Emporio Armani Milano – Efes Instanbul | Turkish Airlines Euroleague Regular Season 2016/17
Rakim Sanderes Kruno Simon

Prestigiatore? Senza dubbio. Certe giocate non le impari in allenamento, specialmente alcuni passaggi o certe triple passando dietro al blocco del lungo. Certe giocate le hai nel sangue, come una sorta di entità atomica che diventa molecola nel momento in cui più serve il suo legarsi con altri atomi, siano essi le giocate offensive di Sanders o la tigna in difesa di Abass. Simon è il giocatore chiave di Milano, fin da quando è arrivato all’ombra del Duomo. Ma per decretare a quale grado di importanza sia arrivato, alcuni sostennero – e forse lo sostengono tuttora – che bisognasse attendere prestazioni importanti anche in EuroLeague, non solo in Campionato. Ebbene, le conferme europee sono arrivate, puntuali come una di quelle triple che servono a spezzare il ritmo degli avversari o a mettere il sigillo sul successo milanese.

Certo, qualche passaggio a vuoto – leggasi Bamberga – c’è stato. Ma sarebbe impensabile non concederne, anche considerando che Simon praticamente non si ferma da un anno e mezzo. In estate il Preolimpico – dove spense ogni sogno di gloria italiano – e l’Olimpiade di Rio de Janeiro non gli hanno permesso di recuperare dopo una stagione logorante come quella passata. Inevitabile, quindi, un calo fisiologico in alcune partite o in certi periodi di questa stagione, ma in questo dovrà essere bravo coach Repesa a centellinarne le energie. Simon è fondamentale in EuroLeague, ma non imprescindibile in Italia. E guardando al calendario milanese, sarà inevitabile concedergli qualche turno di riposo nella campagna italica, per preservarlo in ottica europea.

Dicevo, prestigiatore. Non tanto per giocate che siano sempre ai limiti dell’immaginabile, quanto per la capacità di sorprendere, magari proprio in momenti chiave del singolo match. E allora è chiaro come – sempre ricordando la positività del saldo – si possano perdonare le lacune difensive, a un giocatore che comunque è praticamente perfetto in tutti gli altri aspetti del gioco. La magia di Simon sta anche in canestri d’altri tempi: penso all’appoggio al tabellone contro Sassari, dopo una finta sul recupero della difesa sarda. Un canestro che, per lo meno a Milano, non si vedeva da tempo. Non tanto perché Simon sia semplicemente un prestigiatore, quanto perché il croato riesce a combinare perfettamente essenzialità e spettacolarità in una pallacanestro che, ai nostalgici, ricorda quella di D’Antoni e compagni.