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MY-EuroLeague: Milano cade al Pireo e conosce la sconfitta

Dopo le due vittorie consecutive, contro Maccabi e Darussafaka, Milano ritorna al Pireo dove, dal 1996/1997, l’Olimpia ha vinto solamente una volta. Erano le Top 16 della stagione 2013/2014 e Milano espugnò la con il risultato di 86-88 (qui il tabellino di quel match). I greci si presentano alla sfida potendo contare su un Vassilis Spanoulis a soli 12 assist dalla piazza di secondo miglior assist-man all-time della EuroLeague, posto attualmente occupato da Papaloukas con 977 assist. Gentile, invece, ha una striscia aperta di 18 partite consecutive in cui ha segnato almeno 10 punti, ma in questa stagione la sua media punti non dovrebbe incrementare rispetto alla scorsa Regular Season, chiusa a 20.0 punti di media (Gentile, peraltro, ha migliorato ogni anno la sua media punti in EuroLeague finora con la maglia dell’Olimpia). Al Pireo, tuttavia, Milano conferma la tradizione negativa che la vede praticamente perdere sempre e non riesce a giocare una delle migliori partite stagionali. La stanchezza comincia a sentirsi, ma si palesano anche lacune strutturali che in molti avevano evidenziato. Raduljica offensivamente è un ballerino, ma nella propria metà campo concede molto e senza un backup di sostanza non ha la tenuta per affrontare un minutaggio più elevato. L’Olympiacos si conferma squadra quadrata, che gioca un basket essenziale ma sempre molto efficace, potendo contare su uno dei palazzetti più caldi d’Europa (sebbene questa sera al Pireo vi fosse davvero poca gente per gli standard dei biancorossi).

OLYMPIACOS PIREO EA7 EMPORIO ARMANI MILANO
91
81

I 5 NUMERI DELLA SFIDA

8 – I punti realizzati da Alessandro Gentile nella prima frazione, con il talento italiano che risponde benissimo alle sfuriate di Spanoulis in apertura di match. Gentile va spesso a giocare in post-basso spalle a canestro e, in quella situazione offensiva, l’Olympiacos fatica a contenerne il fisico e le doti tecniche. In transizione trova fiducia e riprende a portare palla nella tipica maniera di portarla a sé come se stesse correndo più per un touchdown che non per una penetrazione verso il ferro. Il problema, per Milano, è che solamente Gentile e Raduljica trovano punti, mentre in difesa l’Olimpia è fin troppo fallosa e concede ben 13 tentativi dalla lunetta ai padroni di casa (dei quali 9 trasformati).

61.1 – La percentuale da due punti dei padroni di casa alla fine del primo tempo. Al Pireo, l’Olympiacos domina in area e in penetrazione, anche perché Spanoulis è abilissimo nello sfruttare il blocco del centro per poi buttarsi dentro e arrivare in un secondo ad appoggiare al tabellone per due comodi punti. Milano soffre moltissimo in difesa, anche perché ogni volta che prova a difendere “forte” trova sempre il fischio degli arbitri a punire ogni tentativo di recupero difensivo. Tuttavia, concedere così tanto a una squadra che può contare su Spanoulis è una pecca grave, anche perché i greci dalla distanza non sembravano alla miglior serata stagionale.

3 – I falli commessi da Rakim Sanders in soli 6 minuti e 19 secondi di presenza effettiva sul parquet in tutto il primo tempo. L’ala statunitense sembra essere in un periodo di scarsa forma mentale e oggi palesa gravi difficoltà anche in attacco, dove soffre più del solito la fisicità degli avversari. Con Dragic limitato dai falli (2 nel primo tempo) e con la mancata utilizzazione di Pascolo, Milano si ritrova corta proprio nel ruolo in cui dovrebbe essere più coperta, anche perché Macvan chiude con 1/4 al tiro e solamente 1 rimbalzo a referto nel primo tempo. Sanders, peraltro, finora sembra essere l’unico corpo estraneo in questo nuovo corso milanese, per quanto la cosa non possa far scattare alcun campanello d’allarme a questo punto della stagione.

1 – Il canestro che scava il solco importante a favore dei padroni di casa. Su una rimessa di Hackett, a 4 secondi dalla fine della terza frazione, Green si libera dalla marcatura, riceve e dopo due palleggi si alza da tre per la tripla che vale il +9 (70-61) al 30′ di gioco. Serata di grazie da oltre l’arco per un giocatore che comunque ha sempre avuto percentuali importanti e una meccanica di tiro fluida, pulita e consistente. L’Olimpia però lo battezza troppo e gli concede molto, ma Green è bravissimo a farsi trovare pronto sulle spaziature post-penetrazione del playmaker – che sia Hackett o Spanoulis, non fa differenza – e a piazzare 4 triple in meno di 12 minuti a disposizione complessivamente nei tre quarti di gioco.

13 – I rimbalzi offensivi conquistati dall’Olympiacos, contro i 7 portati a casa dall’Olimpia. I padroni di casa al Pireo dominano sotto le plance e trovano in Birch un importante fattore a rimbalzo offensivo (4 le carambole in attacco per il centro canadese). Questo aspetto fa riflettere molto, poiché è vero che Raduljica conquista 8 rimbalzi (tutti in difesa) ma la mancanza di un centro più verticale e atletico, che possa dominare sotto le plance si fa sentire, soprattutto quando non arrivano nemmeno i rimbalzi da parte dei piccoli. Birch, peraltro, è anche il migliore dei suoi con un PIR (Performance Index Rating, ossia il metro di valutazione EuroLeague) pari a 16.

@Peace and friendship stadium – Atene (GR)
TABELLINO COMPLETO

ATENE  NUMERI DELLA PARTITA MILANO
 16 – Green, Spanoulis  PUNTI Simon – 16
 7 – Printezis  RIMBALZI Raduljica – 8
 4 – Spanoulis ASSIST  Hickman, Gentile – 4
 1 – Printezis  STOPPATE Dragic – 1
 16 – Birch  VALUTAZIONE Raduljica – 18