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MY-EuroLeague: Milano sprofonda anche a Kazan, la difesa è uno scempio

Decimo appuntamento stagionale europeo per l’Olimpia Milano, che vola a Kazan senza Gentile – fermato per un mal di schiena – e Cerella, ormai ai margini delle rotazioni. Solamente due i precedenti, entrambi risalenti alle Top 16 della stagione 2011/2012: all’andata Kazan si impose di 15 lunghezze (59-44), mentre al Forum Milano la spuntò con il punteggio finale di 63-58. L’Olimpia gioca un primo tempo difensivamente orribile, non contenendo alcuna penetrazione dei russi, sembrando completamente spaesata anche a rimbalzo difensivo – dove i russi spiegano come vada fatto un degno tagliafuori – e concedendo ben 57 punti ai padroni di casa. Nella terza frazione i biancorossi rientrano anche a -4 grazie alle giocate di Hickman e Sanders, ma l’ultimo quarto è di nuovo un teatro di guerra: male a rimbalzo, male in attacco, l’Olimpia cade sotto le triple dei padroni di casa e trova la terza sconfitta consecutiva.

UNICS KAZAN EA7 EMPORIO ARMANI MILANO
100
79

I 5 NUMERI DELLA SFIDA

7 – I punti realizzati da Vadim Panin nel primo quarto. La guardia russa è una spina nel fianco per la difesa biancorossa, specie sui tagli backdoor e sulle situazioni di tiro spot-up; Milano ci mette del suo e, in tal senso, è emblematico il layup con cui Panin porta a casa due punti dopo che Raduljica e Dragic si scontrano a rimbalzo difensivo lasciandogli aperta un’autostrada verso il ferro. Panin, come del resto tutto l’Unics, è presente anche a rimbalzo – i russi conquistano 8 carambole nella prima frazione, Milano solamente 1 – ed è praticamente perfetto al tiro (3/3 dal campo). La statistica che, in parte, spiega meglio di ogni altra il vantaggio di 11 lunghezze dei russi è la percentuale da tre: con la tripla sul finale di frazione di Stoll, Kazan chiude 4/6 da tre contro l’1/5 dei biancorossi.

79.0 – La percentuale da due punti dei russi a fine primo tempo. Milano non riesce a contenere manco una penetrazione – la scelta dell’accoppiamento difensivo di Simon su Langford è tanto poetica quanto deleteria – e soffre moltissimo il primo passo non solo dell’ex di turno, bensì anche di Johnson e Colom. A rimbalzo poi l’Olimpia è davvero molle e spaesata, concedendo troppi punti direttamente da rimbalzo offensivo, senza nemmeno che vi sia la necessità, per i padroni di casa, di ricostruire l’azione. 57 punti subiti nei primi 20′ di gioco basterebbero da soli a spiegare la negatività della prestazione offerta dai biancorossi nella prima metà del match.

1 – L’unico giocatore di Milano a salvarsi nel primo tempo. Si tratta di Jamel McLean, nonostante il fallo finale su tentativo della speranza di Langford, che porta la guardia statunitense in lunetta per tre liberi. Offensivamente McLean è l’unico che cerca di tenere a galla una squadra in completa crisi d’identità (14 punti per l’ex-Berlino nella prima metà di partita), sfruttando la sua capacità di ritardare la conclusione per portare a casa potenziali giochi da tre punti e lavorando bene in post-basso spalle a canestro. Difensivamente, invece, prova almeno a limitare i danni, ma anche lui soffre molto a rimbalzo. Il problema, per McLean ma anche per tutta l’Olimpia, è la crisi difensiva che si palesa ormai da qualche settimana.

5 – I turnover commessi da Milano nei primi 30 minuti della sfida. Pochissimi, specie se rapportati alle ultime uscite europee, in cui i biancorossi commettevano molte infrazioni già nel primo tempo, che causavano i parziali con cui gli avversari prendevano il comando delle operazioni. Nonostante le poche perse, però, l’Olimpia si trova a dover rincorrere nel punteggio non solo a causa di una fase difensiva orribile, bensì anche per la staticità offensiva, con una sterile circolazione di palla e buone transizioni in poche occasioni. Il possesso si ferma troppo nelle mani di alcuni giocatori e se gli ospiti si trovano sotto solo di 4 punti al 30′ ciò è merito di un redivivo – dopo il primo tempo – Hickman e del talento offensivo di Sanders.

100 – I punti subiti da Milano in questa terza sconfitta consecutiva europea. Ci sarebbero molte altre statistiche da analizzare – si pensi ai punti realizzati dalle guardie di Kazan, o ai rimbalzi offensivi concessi, oppure ancora alle percentuali – eppure questo dato è emblematico sulle difficoltà milanesi. Repesa l’aveva detto chiaramente, serviva un’inversione di rotta che finora non vi è stata. Perdere in EuroLeague ci sta contro qualsiasi avversario, ma concedere 22 punti in più rispetto alla media realizzativa dei russi (78.8 punti di media a partita) è un campanello d’allarme che deve suonare forte dalle parti di Milano. Con questo atteggiamento, con questa difesa, Milano potrebbe anche non giocare la massima competizione europea per club, ché non se ne sentirebbe la mancanza.

@ Basket Hall – Kazan (RUS)
TABELLINO COMPLETO

KAZAN NUMERI DELLA PARTITA MILANO
 25 – Langford  PUNTI McLean – 16
 6 – Colom  RIMBALZI Dragic – 5
 12 – Colom ASSIST tre giocatori – 3
 2 – Parakhouski  STOPPATE nessun giocatore – /
 29 – Langford  VALUTAZIONE Hickman – 15