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La preview di coach Aprile: mai sottovalutare l’Efes Istanbul

Jasmin Repesa - Olimpia Milano

Sesta giornata di EuroLeague e partita casalinga che ha già sapore di scontro diretto per l’Olimpia Milano. Ospite l’Efes Istanbul di coach Perasovic che viaggia anch’esso con 2 W e 3 L ma che, al contrario dei milanesi, viene da 2 vittorie consecutive contro Darussafaka e Panathinaikos. Andando ad analizzare il roster dei turchi si nota come, a differenza delle squadre finora affrontate da Milano, il frontcourt dell’Efes è meno imponente (escludendo Omic che viene impiegato con il contagocce, per lui solo 8 minuti a partita di media). Allo stesso tempo, però, bisogna registrare la capacità di andare a rimbalzo dei turchi che registrano quasi 39 rimbalzi a partita, secondi solo all’Olympiakos dopo 5 turni, e primi tra tutti per rimbalzi offensivi, con quasi 19 di media (leader Honeycutt con 9rpg e ben oltre i 3 rpg offensivi).

Un altro dato da tenere in considerazione è il cambio di tendenza difensiva: infatti, dopo aver concesso quasi 90 punti di media nelle 3 sconfitte patite, i turchi dell’Efes Istanbul ne hanno concessi “solo” 75 nelle due vittorie successive. Inoltre, con una media di 23 tiri a partita da 3 punti e con il 37% di realizzazioni gli uomini di Perasovic sono una delle migliori squadre nella specialità e ciò grazie anche al fatto di poter schierare gente come Deshaun Thomas e Cedi Osman che superano il 40% di media prendendo praticamente la metà dei tiri totali di squadra – quasi 10 tiri totali sui 23 di media dell’Efes. Andando nello specifico dei singoli giocatori,  Thomas e Osman hanno una forte tendenza al tiro da oltre l’arco ed entrambi praticamente hanno lo stesso numero di tentativi di tiro da 2 e da 3 punti, come Cotton Bryce, che però stà tirando decisamente male con solo il 22% su 18 tentativi totali. Al contrario, Brown, Granger e Heurtel hanno la tendenza a cercare la penetrazione o l’arresto e tiro anche se non disdegnano il tiro da 3, nel quale soprattutto il francese ha medie vicine al 50%.

L’Olimpia è squadra sotto esame. Il post-gara di Torino ha di fatto creato una crepa che fino a quel momento, di facciata, non si poteva immaginare, ma oltre i problemi di spogliatoio sono emersi quelli tecnici e tattici, laddove le caratteristiche di alcuni giocatori, date per certe nell’estate, sono venute di fatto a mancare in questo autunno. Inoltre, le scelte nella costruzione del roster si sono rivelate poco lungimiranti ed oculate in previsione di un impegno come quello europeo dove l’equilibrio tecnico/fisico del roster è funzionale ad obiettivi importanti. Tornando a ciò che serve “NON FARE”, per evitare un’altra sconfitta europea, direi che non si deve accettare un’altra partita ad alto punteggio perché il rischio di subire ancora una volta a rimbalzo (ricordo che si gioca contro la seconda squadra per rimbalzi totali) è reale e quindi concedere molte seconde o magari terze occasioni vorrà dire essere perennemente l’inseguitrice piuttosto che l’inseguita. I lunghi della squadra di Istanbul sono fallosi ai tiri liberi e questa può essere un arma da sfruttare visto che l’Efes ha un poco lusinghiero 67,5% dalla linea del tiro libero, ma soprattutto bisognerà togliere certezze al tiro a Thomas e Osman, nonché limitare i danni sul gioco interno di Dunston e Brown. Infine occhio ad Heurtel, giocatore che dal pick&roll trova maggiormente soluzioni per i compagni – Dunston e Honeycutt nel roll, oppure lo scarico per i tiratori – piuttosto che per se stesso e i 6 assist di media a partita sono li a dimostrarlo. Ancora una volta, manco a dirlo, sarà decisiva la scelta difensiva sul pick&roll ma soprattutto l’approccio mentale nella metà campo “meno nobile”.