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La preview di coach Aprile: Milano può giocarsela col Real

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Sono passati solo 3 giorni e siamo subito in clima EuroLeague. Una quarta giornata in cui l’Olimpia Milano torna a casa e ospita il Real Madrid di Llull e, mi permetto di dirlo, di Luka Doncic. Così come i padroni di casa anche i blancos si presentano con un bilancio di 2 vittorie e 1 sconfitta: pesa, però, per i madrileni la sconfitta casalinga maturata contro il Baskonia, anche perché nelle prime due uscite il talento smisurato del roster sembrava non desse possibilità di contromosse difensive.

Prima di addentraci nelle pieghe della sconfitta contro i baschi, andiamo ad analizzare un po’ di “freddi” numeri. Dopo la partenza del “Chacho” Rodriguez le chiavi della squadra sono andate a Llull, il quale alla prima uscita europea stagionale ha letteralmente dominato l’Olympiacos con 22 punti e 4/5 da tre, dando una netta sensazione di immarcabilità. Sin dalla partita successiva, però, qualcosa nel meccanismo di Sergio si è rotto e, nonostante gli 11 assist contro il Maccabi, ha chiuso con un0 0/8 dalla lunga distanza molto eloquente. La situazione non è migliorata contro il Baskonia, partita in cui Llull ha chiuso con un altro 0, stavolta però su 6 tentativi. Oltre alla “promozione” di Doncic come primo backup di Llull, al Real hanno pensato bene di inserire quell’Anthony Randolph che nella scorsa Eurolega ha fatto impazzire tutti i suoi difensori, però ad oggi l’impatto dell’ala statunitense ex-NBA non è stato quello sperato. Randolph, infatti, viaggia sotto la doppia cifra per punti realizzati di media in 21 minuti medi di utilizzo e dando apporto a rimbalzo concreto solo nell’ultima gara, peraltro persa. Punti fermi della fase offensiva dei Blancos restano comunque Jaycee Carroll e Rudy Fernandez rispettivamente con 13 e 8.7 punti di media e con il primo che viaggia con un clamoroso 66% da tre punti (con 15 tentativi finora). Occhio anche ad Ayon, opzione di assoluto valore (11.3 ppg conditi da 4.7 rpg), anche se è sbagliato dimenticare Draper, Hunter, Maciulis, Thompkins, Taylor e Reyes che però al momento hanno contribuito in modo marginale alla causa madridista.

Luka Doncic (classe 1999), in poco più di 19 minuti di utilizzo medio viaggia a 9.3 punti, 3 assist e ben 4 rimbalzi di media e con il PIR (dato valutativo dell’EuroLeague) medio più alto della squadra con 15.3, rispetto ad esempio al 13.7 di Llull che gioca oltre 30 minuti di media a match. Insomma, siamo di fronte ad un giocatore che già adesso sposta gli equilibri e lo fa, nonostante l’età, con una consapevolezza da veterano. In attacco sarà un rebus per i milanesi, poiché le qualità fisiche del roster madrileno non consentono di stabilire punti di forza specifici. Milano, quindi, deve costringere il Real a continue rotazioni che facciano saltare il sistema difensivo e sperare in percentuali di squadra alte da 3 punti: potrebbe essere questa l’unica chiave per scardinare la difesa degli ospiti. Difensivamente, Ayon, Thompkins e Taylor sono clienti difficili, ma non sottovalutiamo la versatilità di Doncic e non dimentichiamoci dell’eterno Reyes, mentre Nocioni – altro veterano del Real – sembra oramai fuori dalle rotazioni di coach Laso.

Altro vantaggio potrebbe derivare dall’innervosire Rudy Fernandez, giocatore che si fa trascinare molto dall’enfasi del match, in modo da giocare sull’emotività, laddove il talento non dovesse bastare. In difesa occhio ai roll di Ayon ed al pick&roll giocato da Llull, il quale può tirare così come attaccare il ferro con eguale efficacia. Inoltre, perdere pochi palloni e non far alzare il ritmo al Real è una necessità per Milano, poiché la condizione fisica non può essere ottimale e giocare ad alti punteggi sarebbe deleterio. Considerando che Doncic, quando è proposto da playmaker, fa girare la squadra in modo perfetto, essere aggressivi sulle linee di passaggio farebbe rallentare la palla in modo da non correre dietro alla stessa, evitando così di stare sempre un giro dietro ed essere sempre in ritardo rispetto alla sfera. Il nuovo format offre un’EuroLeague mai semplice e dal ritmo forsennato, ma i roster lunghi servono a questo: Repesa dovrebbe dar fondo alle rotazioni e dovrebbe riproporre Davide Pascolo sul parquet.