Eurolega, i temi di gara 1: la notte perfetta di Printezis e quella da incubo del Maccabi, cosa succede agli ex Lakers? Fattore campo decisivo ovunque

Dopo una due giorni intensa e spettacolare sono volte al termine le prime gare di Playoff in Eurolega, quasi tutte molto combattute ma che non hanno riservato particolari sorprese nei loro esiti finali. In questa sede cerchiamo di sviscerare in modo sparso alcuni temi emersi da queste prime partite delle serie al meglio delle cinque.

LA NOTTE MAGICA DI PRINTEZIS

Giorgios Printezis si è rivelato una pedina fondamentale nel successo 67-62 del suo Olympiacos ai danni dell’Anadolu Efes. Il greco, già eroe della finale dell’anno scorso, ha registrato il proprio career high con 26 punti, conditi da 4 rimbalzi (7-11 da due, 4-7 da tre) e un complessivo 20 di valutazione. Numeri da dominatore in una partita difficile per i suoi, che affronteranno l’intera serie (e il resto della stagione) senza il proprio miglior difensore, quel Mantzaris del quale proprio Printezis è chiamato a fare le veci nella propria metà campo. Il proposito di giocare a ritmi bassi dei greci si è verificato, e i 26 del nazionale greco hanno chiaramente fatto la differenza, anche se è difficile che possa mantenere queste medie realizzative, quindi siamo tutti in attesa di scoprire a che tipo di match assisteremo in gara 2.

EVERGREEN SPANOULIS

Il primo mattone dei tre necessari per l’Olympiacos non sarebbe però stato possibile senza la regia del leader Vassilis Spanoulis, decisivo non tanto per i 9 punti, quanto per gli 8 assist smazzati in serata per un 14 di valutazione complessivo. La differenza tra vincere o perdere è ancora il playmaker ex San Antonio, che nella serata di ieri ha fatto letteralmente a fette il pacchetto di guardie in salsa giallo viola dei turchi, messi in crisi tramite i consueti pick n roll e letture perfette. Con un motore alimentato dalla qualità di un giocatore immenso al di là degli anni che passano la squadra del Pireo ha un netto vantaggio, almeno nel settore esterni, da inizio stagione il punto debole dell’Efes. Proprio questa differenza di qualità potrebbe rivelarsi decisiva per le sorti della serie.

EX LAKERS, CHE SUCCEDE?

Gli ex Lakers in questione sono Jordan Farmar e Sasha Vujacic, guardie dell’Efes, i quali proseguono nella rottura prolungata in fase offensiva dall’ultima giornata di Top 16. Nella prima partita di Playoff era plausibile aspettarsi un miglioramento, e invece è arrivata l’ennesima gara a dir poco deludente, chiusa con un complessivo 0-8 al tiro, sommando le conclusioni di entrambi, in una serata nella quale a dir la verità ai turchi non è entrato quasi nulla, visto l’1-15 da tre per un pessimo 5 percento. Chiaramente con queste percentuali non è pensabile andare a vincere su un campo infuocato come il Pireo, ma in questi casi c’è sempre da guardare l’altro lato della medaglia: non è possibile infatti che Farmar e compagni ripetano questo tipo di prestazione per due gare consecutive, ma è sicuro che la scossa debba partire proprio da coloro che restano i due giocatori più rappresentativi del gruppo.

IL MACCABI E LA PEGGIOR PROVA DI SEMPRE

I 53 punti del Maccabi Tel Aviv valgono loro la peggior prova offensiva della storia in Eurolega. 15-38 da due e 4-18 da 3 non sono percentuali degne della storia di questo club, che dopo un primo quarto quasi dominato si è sciolto sotto i colpi dei frombolieri madridisti. È mancato l’impatto di Ricky Hickman, giocatore barometro per gli israeliani che dovrà forzatamente fare un passo in più in gara due, attaccando meglio in un sistema che più volte è sembrato incepparsi in inutili palleggi e forzature varie. Quando l’attacco ha ritmo il Maccabi ha dimostrato di potersela giocare anche contro questo Real formato corazzata, ma quando i vari ottimi giocatori a disposizione di coach Blatt pensano di poterla vincere da soli il risultato è una scoppola come il 79-53 di ieri sera.

L’IMPORTANZA DEL FATTORE CAMPO

Molte volte si sottovaluta quanto possa essere fondamentale l’apporto del pubblico in gare che decidono la stagione come quelle che stiamo vivendo. Giocare in un palazzo pieno, con tifosi appassionati che supportano la squadra dal primo al quarantesimo può rivelarsi di un’importanza capitale, e le prime gare ci hanno dimostrato proprio questo. Barcellona, CSKA, Real Madrid e Olympiacos sono riusciti a spuntarla anche a causa dell’atmosfera creata nei rispettivi parquet casalinghi, vere e proprie bolge dantesche nel caso del Pireo dei greci. Dall’altra parte giocare in un clima così non è stato facile per le squadre avversarie, ed è significativo l’esempio del Maccabi, crollato dopo un primo quarto giocato a cuor leggero anche grazie alle urla della Caja Magica.