FIBA World Cup – Diario di viaggio: Bilbao, giorno 6

Dal nostro inviato a Bilbao, Claudio Pavesi

Oggi è l’ultimo giorno di partite a Bilbao e un po’ mi piange il cuore, mi mancherà la Bizkaia Arena. Ormai conosco tantissimi dei volontari presenti nel palazzetto dato che, non avendo internet a casa, sfrutto la sala stampa fino all’ultimo secondo e me ne vado solo alla chiusura del palazzetto, insieme a loro. Mi mancheranno anche tutti i giornalisti che ho conosciuto e i viaggi mattutini in metropolitana per raggiungere il palazzetto in mezzo ai tifosi e ad altri membri dello staff che come me sono felici di lavorare più di dieci ore al giorno solo per l’amore che hanno per questo sport meraviglioso. Ma ora basta sentimentalismi. Arrivo abbastanza presto e inizio a girare per la “mia” Bizkaia Arena, saluto i giornalisti che già conosco e cerco finalmente di fare conoscenza con alcuni membri dello staff della Nuova Zelanda, forse la squadra che più mi ha divertito in questa settimana di basket insieme alla Repubblica Dominicana. Anche qui in sala stampa si sono formati molti gruppi di giornalisti in base alla nazione di provenienza ma posso dire con orgoglio che la mia italianità ha scombinato le carte in tavola e ha portato alla creazione di tavolate molto eterogenee formate da americani, giapponesi, neozelandesi, spagnoli, e chi più ne ha più ne metta. Noi italiani siamo dei compagnoni e sempre sarà così.

Tra una chiacchierata e l’altra però mi sto dimenticando che a breve comincia la prima partita della giornata: Finlandia – Nuova Zelanda, partita fondamentale per entrambe le squadre in vista del passaggio al turno successivo, chi vince infatti va a Barcellona e chi perde se ne torna a casa.
La partita, conclusasi sul 67-65 per i Tall Blacks, si è divisa in due parti: una prima in cui la Nuova Zelanda ha dominato sotto ogni aspetto e una con la rimonta finlandese. Nella prima la Finlandia ha tentato solo tre triple segnandone una mentre i Tall Blacks hanno sorpreso gli avversari giocando maggiormente nel pitturato rispetto alle abitudini. Nel secondo tempo la Finlandia ha continuato a tirare malissimo da tre punti ma la Nuova Zelanda ha faticato a trovare il canestro consentendo alla Finlandia di tornare in partita fino a giocarsi il tiro per vincere o andare all’overtime. La scelte sbagliate dei finlandesi dettate dalla fretta e dalla stanchezza (fisica e morale per la sconfitta di ieri) hanno impedito alla squadra di coach Dettmann di portare a casa la vittoria permettendo alla Nuova Zelanda di accedere al turno successivo.
In sala stampa e in Mix Zone si è notato l’ovvio entusiasmo neozelandese, specialmente di Fotu, MVP della gara con 18 punti e 8 rimbalzi, e di Vukona, guardia da 5 punti e 12 rimbalzi. I neozelandesi regalano sorrisi a tutti e Fotu mi parla del suo ruolo importante nei Tall Blacks nonostante la giovane età (21 anni): “E’ fantastico, io cerco solo di essere pronto ogni volta che il coach chiama il mio nome. Cerco sempre di dare tutte le mie energie alla squadra, se poi questo vuol dire anche avere un ruolo di leadership allora ben venga ma il mio obiettivo resta quello di dare tutto me stesso alla squadra”. Di lui coach Vucinic dirà belle parole e ribadirà come sia da anni che lo ritiene un pezzo importante della squadra.

NZ Vucinic

All’arrivo di coach Dettmann in conferenza stampa si nota la disperazione finlandese: il coach risponde sempre in maniera cortese ma si vede quanto sia abbattuto, stessa cosa vale per Lee (17 punti e 5 rimbalzi) al suo fianco. La stampa capisce e limita le domande al minimo indispensabile. Personalmente rimango molto colpito da alcuni membri dello staff finlandese che avevo conosciuto nei giorni precedenti, ormai il loro sorriso è sparito, sostituito da vistose e copiose lacrime. Ovviamente mi spiace vedere certe scene, specialmente da gente che ho imparato a conoscere in questi giorni ma il basket è anche questo e la Nuova Zelanda oggi ha meritato la vittoria.

Non faccio in tempo nemmeno a prendere una bottiglietta d’acqua che sento risuonare l’inno americano: è l’ultima apparizione di Team USA, stavolta contro l’Ucraina.
La partita è onestamente la più brutta tra quelle viste a Bilbao: Team USA domina vincendo per 95-71 ma non tiene il suo solito ritmo, anzi in alcuni momenti sembra addirittura una squadra mediocre. In fondo i ragazzi di Coach K hanno già il primo posto assicurato, l’Ucraina invece potrebbe avere un futuro solo in caso di vittoria ma sappiamo tutti che la squadra di coach Fratello non ha speranze. Gli americani accelerano il minimo indispensabile per staccare gli avversari ma anche successivamente lo spettacolo è decisamente inferiore a quello visto nei giorni precedenti.
I toni sono molto rilassati, anche i giocatori sembrano dei ragazzini all’ultimo giorno di scuola. Coach K ne approfitta per ringraziare la città di Bilbao e l’organizzazione durante la conferenza stampa, per ora l’unico a farlo, mentre i giocatori americani si rilassano parlando con Pooh Jeter, amico di infanzia di Harden e DeRozan, tutti di Los Angeles. A un certo punto nello spogliatoio di Team USA arriva letteralmente una vagonata di pollo del KFC e pizze, infatti i giocatori ci impiegano un po’ più del solito per uscire e quando lo fanno sono accompagnati da vaschette cariche di pollo fritto. Una scena quasi comica ma comprensibile, anche loro devono pur prendersi un attimo per staccare dalle pressioni.
In Mix Zone ci resta un po’ da attendere dato che i giocatori stanno mangiando e come se non bastasse oggi l’aria condizionata va a una potenza esagerata. Nell’occasione conosco Takashi Aoki, un giornalista giapponese davvero competente che in passato ha anche seguito a lungo i Detroit Pistons. Con lui parlo un po’ di Team USA, dei giocatori che più ci hanno colpito e dello stato fisico di Derrick Rose ma ovviamente finiamo per parlare dell’impatto di Nagatomo nell’Inter, squadra di calcio per cui tifa chi sta scrivendo.

Causa la lunga attesa per Team USA in Mix Zone faccio appena in tempo ad andare a cena che è già ora dell’ultima partita a Bilbao: Turchia – Repubblica Dominicana. Dal momento che non potrò seguire sul posto le partite di Barcellona e Madrid, questa si tratta della mia ultima partita in un palazzetto nell’arco della FIBA World Cup 2014. Dovrei essere triste, è vero, ma al momento prevale la stanchezza e il fatto che ho visto quindici partite in sei giorni con tanto di conferenze stampa, cifre importanti anche per chi ama il basket alla follia come il sottoscritto. Suppongo che la tristezza subentrerà in seguito.
AtamanIn ogni caso è tempo di giocare e anche in questo caso la partita non ha moltissimo da dire, entrambe le squadre infatti sono già qualificate per la fase successiva. Ritmi bassi e poco spettacolo la fanno da padrone, non è un caso quindi che la Turchia di Ataman (foto a sinistra) prenda subito un notevole vantaggio grazie alla super coppia di centri formata da Savas (15 punti, 3 rimbalzi e 3 assist) e Asik (8 punti e 10 rimbalzi), ancora una volta impressionante, e riesce a mantenerlo senza troppi problemi. Il risultato finale di 77-64 parla chiaro. Una rilassatissima Repubblica Dominicana infatti, lontana parente di quella vista negli ultimi giorni, sempre divertente e grintosa, non riesce mai a rientrare essendo troppo dipendente da Garcia, rientrato dall’infortunio alla caviglia occorsogli nella terza partita, giocatore in grado di segnare 11 punti nel primo quarto e solo 7 nei successivi tre per un bottino complessivo di 18 punti.
In sala stampa e in Mix Zone sono tutti sorridenti perché in ogni caso andranno tutti a Barcellona per la seconda fase, inoltre è l’ultima partita prima della chiusura dei Mondiali alla Bizkaia Arena. Per questo motivo la sala stampa è quasi vuota e le domande per entrambi i coach e conseguenti giocatori sono praticamente nulle o comunque bravissime. E’ l’ultimo giorno di scuola per tutti. L’unica cosa che i coach si sentono di dire è la seguente: “al momento c’è la gioia per il passaggio del turno ma bisogna restare concentrati in vista di Barcellona”.

Mentre concludo l’articolo in sala stampa, ormai praticamente vuota, ripenso ai bei momenti passati in questa settimana a Bilbao: ripenso a tutti quelli che ho conosciuto, anche solo nella giornata di oggi, e vorrei ringraziarli personalmente davvero tutti, dai giocatori ai giornalisti, dai volontari ai membri dei vari staff. Un grazie enorme però lo voglio fare a MY-Basket.it e alla FIBA che mi hanno permesso, anche solo per poco, di poter vivere quello che per me è sempre stato (e continuerà a essere) un sogno e di poter sembrare un “giornalista vero”. Buon Mondiale e buon basket a tutti da Bilbao.

Foto: Tiziano Caffi / Claudio Pavesi