FIBA World Cup – Gruppo D: tutto quello che c’è da sapere sul terzo giorno

Angola – Messico: 55 -79 (@AlePagano9)

Prova di spessore degli uomini di Sergio Valdeolmillos ed in particolare di Hector Hernandez, prodotto di Fresno State e autore di 24 punti con 6/10 dall’arco dei 3 punti. La controparte angolana regge poco più di un quarto, prima di cadere sotto i colpi di Ayon che, sebbene non riesce ad entrare subito in partita, scardina chiunque occupi il suo spazio nel pitturato. Chiuderà ancora in doppia cifra con 17 punti, conditi anche da 12 rimbalzi. Le speranze dell’Angola offensivamente sono affidate al solo Joaquim che, però, si dimostra di non essere in serata di grazia (5/17 dal campo). La squadra africana chiude il primo quarto avanti di 5 lunghezze prima di sgretolarsi sotto i colpi del Messico che, come sempre, trova un Paco Cruz in doppia cifra e autore di canestri importanti nel momento della mini-rimonta. La partita scivola via nel secondo tempo, dove i centro-americani mettono a segno un parziale di 43 a 20, regolando così i conti. Statisticamente parlando è letteralmente disastroso il tiro da 3 punti dell’Angola che chiude col misero 14%, segnando solo 4 dei 27 tentativi. Il migliore in campo, però, resta l’ex Magic Gustavo Ayon. Il suo impatto nella partita, come testimonia il suo plus/minus (+25), è di alto livello. La situazione delle due squadre nel girone D resta non proprio sicura: il Messico al momento è con un piede a Barcellona, occupando l’ultima posizione disponibile per qualificarsi; con la sconfitta di oggi, invece, l’Angola scivola in quinta posizione e solo un miracolo può salvarla.

TOP PUNTI: Moreira (Angola) 13, Hernandez (Messico) 24.
TOP RIMBALZI: Moreira (Angola) 9, Ayon (Messico) 12.
TOP ASSIST: Barros (Angola) 3, Cruz (Messico) 4.

Lituania – Australia 75–82 (@D_Forty)

Nel girone D la partita delle 17.30 porta  in dote una grossa sorpresa, con la superfavorita del girone (e anche la favorita al bronzo dietro a USA e Spagna) Lituania sconfitta  per 82-75 da una super Australia.

E’ una gara dai due volti quella che va in scena all’Arena Gran Canaria, caratterizzata da un primo tempo nettamente dominato dall’Australia che chiude primo e secondo periodo rispettivamente con i parziali di 30-20 e 17-8, garantendosi all’intervallo un margine di riposo di 19 punti.

Al rientro in campo la Lituania prova a destarsi dal torpore e a fare la voce grossa, ma si tratta del più classico dei “fuochi di paglia”: i baltici recuperano sì 13 punti nel terzo periodo, ma non riescono a portare a termine la rimonta e devono quindi cedere per 82-75 contro una squadra parecchio solida, per l’occasione guidata da Joe Ingles (miglior realizzatore con 18 punti, ai quali aggiunge anche 4 assist e 3 rubate) e da un solidissimo Aaron Baynes (6 rimbalzi). A nulla servono i 21 punti di Seibutis.
Quello che doveva essere un girone dal pronostico chiuso si ritrova super aperto con una squadra a punteggio pieno (la Slovenia), due squadre in lotta per il secondo posto con 2 vittorie e una sconfitta (Australia e Lituania) e due squadre in lotta per l’ultimo posto disponibile per accedere ai quarti (Messico e Angola, entrambe con 1 vittoria). Tutto può ancora succedere.

TOP PUNTI: Ingles 18 (Australia), Seibutis 21 (Lituania)
TOP RIMBALZI: Baynes 6 (Australia), Valanciunas 6 (Lituania)
TOP ASSIST: Ingles 4 (Australia), Seibutis 3 (Lituania)

Corea del Sud – Slovenia 72-89 (@StevenLaBomba)

Nonostante un ottimo avvio, la Corea non riesce a impedire alla Slovenia di cogliere la 3° vittoria consecutiva e di consolidarsi al primo posto del Gruppo D. Il successo della squadra di coach Jure Zdovc matura soprattutto nel 3° quarto, quando la coppia Goran Dragic – Domen Lorbek decide di scavare il solco, il primo grazie alle solite penetrazioni concluse da layup comodi, il secondo conquistando falli e convertendo i tiri liberi oltre a stringere le maglie in difesa e recuperare qualche pallone. Fatto sta, che il 3° quarto si conclude con un parziale di 30-17 in favore degli sloveni, che chiude definitivamente il match. C’è da notare che in alcuni aspetti del gioco la Corea è riuscita perfino a dominare, specialmente nel computo degli assist (16-11) e delle stoppate (8-2), ma non ha saputo contenere il dominio sloveno nel pitturato (44 punti vicino al ferro e ben 16 rimbalzi offensivi di squadra). Due paroline sul mondiale che sta disputando Goran Dragic vanno spese: chiude il match con 22 punti (8/10 da 2, 2/4 da 3) e 4 assist in 25’ sul parquet, rivelandosi l’Mvp della gara e dimostrando di essere uno da quintetto ideale della competizione, per qualità e consistenza del suo gioco. Da sottolineare anche la doppia-doppia del centro Omic (13 punti e 11 rimbalzi, in 22’ di gioco). Se proprio vogliamo trovare una nota storta della serata slovena, potremmo parlare della prestazione di Zoran Dragic, che chiude con 4/13 dal campo e non incide come potrebbe.

Top punti: J.Lee (Corea) 12, Dragic G. (Slovenia) 22
Top rimbalzi: J. Kim (Corea) 6, Omic (Slovenia) 11
Top assist: T. Moon (Corea) 3, Dragic G. (Slovenia) 4