Final Four di Euroleague 2014: storia di un Volontario per “Devotion”

Sono le 14.37 di venerdì 16 maggio quando dalla fermata della metropolitana “Assago Milanofiori” esce del fumo giallo, che avvolge circa 50 individui completamente gialli che cantano a ritmo di un tamburo: no, non sarà un weekend come tutti gli altri e no, non sono i Simpson in gita premio a Milano, sono i primi tifosi del Maccabi Tel Aviv che, a oltre 3 ore dalla palla a due della prima semifinale di Eurolega, già incitano i propri beniamini a compiere l’impresa di scalare la montagna CSKA Mosca, ultimo ostacolo verso la finale di due giorni dopo.
Per una volta al Mediolanum Forum non ci arrivo da normale spettatore e, anzichè dirigermi verso il normale cancello per gli spalti, entro in una porta secondaria, affianco alla quale è affissa una targa: “Volunteers & Event Staff”: per questi due giorni sarò  arruolato come volontario dall’Eurolega, per far sì che in queste Final Four tutto vada al meglio e che i tifosi accorsi dai quattro angoli dell’Europa (e anche oltre) possano assistere ad uno spettacolo indimenticabile.

All’apertura dei cancelli il Forum è già in fermento: la macchia gialla di cui sopra si è estesa, ed intorno all’arena per ora si vedono solo tifosi israeliani che, chi con un inglese fluente, chi con un italiano stentato, chiedono indicazioni per poter raggi10341493_10203969757429745_1382822311475234233_nungere i “gate” di accesso, per poter finalmente entrare in quello che per due giorni sarà l’ombelico del mondo della Pallacanestro europea. La varietà di persone con cui abbiamo l’opportunità di parlare è immensa: dal papà con figli al seguito, alla compagnia di ventenni con tanta birra in corpo, fino ad un certo Theo Papaloukas, che con estrema cortesia azzarda un “Hey guys, where is the premium entrance?” (a fianco il sottoscritto in divisa da volontario che, prima di dare indicazioni al buon Theo, non si fa sfuggire l’occasione per una foto).
Con il passare del tempo, quasi intimiditi dai tanti sostenitori arrivati (non solo) da Tel Aviv,  cominciano mestamente a spuntare maglie rosse e blu con caratteri cirillici: anche i tifosi CSKA vogliono esserci, consapevoli che, in fin dei conti, possono ritenersi i più fortunati, avendo trovato in semifinale quella che è per tutti la “outsider” di queste Final Four.
Finalmente, dopo due ore passate a “dirigere il traffico” incontrando anche tifosi di Barcelona e Real Madrid che, in attesa del “Clasico”, vogliono scoprire in anticipo quale sarà l’avversario per l’eventuale finale,  tutti sono dentro al palazzetto, così anche noi volontari riusciamo ad accedere al terreno di gioco per poter assistere alla prima semifinale tra CSKA Mosca e Maccabi Tel Aviv.

10294481_10203969927313992_7064665226302094182_nIl Forum sembra un’altra arena (vedi foto), con gli spalti praticamente al buio e con un fascio di luci ad illuminare il parquet, come a voler dire che prima che ad un campo da basket si è davanti ad un teatro in cui stanno per esibirsi i migliori atleti del continente e una marea gialla targata Maccabi accompagna ogni giocata della squadra con cori assordanti e sciarpate degne delle migliori tifoserie organizzate, il tutto a far presagire che per il CSKA di Ettore Messina non sarà una passeggiata.
I tifosi israeliani non smettono mai di cantare, anche quando il Maccabi scivola a -15 sul 55-40, costringendo Blatt al timeout.
Tra noi volontari c’è felicità mista a stupore: mai avremmo pensato di trovarci a intonare cori e battere le mani a ritmo coi tifosi in giallo, ma il loro entusiasmo è contagioso e, oltre a noi, anche i giocatori in campo (guidati dalle bombe di Blu) ne risentono, cominciando a risalire la china fino al -4 con 15” sul cronometro.Da questo momento in poi accade tutto quello che un appassionato ha sempre sperato: David Blu spara una tripla ignorante per il -1, Khryapa con una presa difettosa regala la palla a Rice che, con la sfacciataggine del campione, si butta in penetrazione, segna il canestro del +1 e regala al Maccabi l’accesso alla Finale di Eurolega targata 2013/14, con conseguente invasione di campo dei supporters più vicini al parquet. Ancora lui, ancora al Forum, esattamente un mese dopo il clutch shot con cui ha battuto l’Olimpia Milano in gara 1 dei playoff.

Nessuno delle prime 5 file ci crede, tutti sono con le mani nei capelli, i tifosi russi imprecano senza sosta, mentre noi volontari ci dirigiamo all’esterno del Forum per accogliere i “ritardatari” in arrivo per Barça-Real (senza togliere le mani dalla nostra testa; ancora non ci crediamo!)

La solita accoglienza pregara fila via molto più rapidamente di quella precedente, considerando che quasi tutti si trovavano all’interno già per la semifinale delle 18.00, quindi anche noi siamo sempre più in fibrillazione pensando alla grande sfida a cui daranno vita tra poco le due superpotenza spagnole.Niente di più sbagliato, invece: il Barcellona s10338891_10203974331744100_1280491165708757671_nembra aver lasciato la testa negli spogliatoi, e dopo un primo timido tentativo di fuga viene raggiunto e surclassato dai rivali storici del Real Madrid, guidati da Rodriguez e Mirotic, che sembrano non sbagliare un colpo. Il basket alla sua massima essenza, per i catalani non c’è nulla da fare, domenica alle 20.00 la finale sarà Maccabi Tel Aviv-Real Madrid.In mix zone la voglia di parlare per Navarro e compagni è poca, e le facce dei blaugrana la dicono lunga sulla delusione che hanno in corpo (foto a fianco).

La nostra giornata finisce qui, con ancora negli occhi le mille emozioni della prima semifinale, dei tifosi israeliani infuocati e della macchina da pallacanestro perfetta che è la squadra di Pablo Laso, tutti non vediamo l’ora che sia domenica, per poter assistere alla partita più importante della stagione e, finalmente, vedere alzare al cielo il trofeo dell’Eurolega.

L’atmosfera che si respira la domenica è quella delle grandi occasioni: i tifosi arrivano intorno alle 16 al palazzo, ormai (ad eccezione di qualche smemorato) conoscono a memoria il cancello di entrata, la fila e il loro seggiolino: per nulla al mondo venderebbero il proprio biglietto per gli ultimi 40’ della stagione europea.
Nella finalina di consolazione l’aria è ancora sonnolenta, e le squadre fanno a gara a chi ha meno voglia di giocare la partita. Vince senza dubbio il CSKA Mosca che perde di 15 punti e fa registrare un Messina quanto mai sconsolato, che si alza dalla panchina una volta sola in tutta la partita, il minimo indispensabile per non far partire le chiamate a “Chi l’ha visto?”.
Negli oltre 12mila posti del Mediolanum Forum, intanto, cominciano ad allargarsi le solite e rumorosissime macchie gialle, mentre10288746_10203986052197104_4863144221219942401_n il “blanco” degli spagnoli occupa solo un angolo delle tribune, praticamente sempre sovrastato dall’urlo dei sostenitori di Rice e compagni. Tutto pronto, le squadre si stanno riscaldando, i tifosi continuano a cantare, i sostenitori del Maccabi espongono una coreografia da brividi (vedi foto), poi, improvvisamente, le luci si spengono, il Forum rimane illuminato solo dai flash dei cellulari degli spettatori e, dopo un video sul maxischermo, lo speaker comincia  a presentare uno per uno i 24 atleti che, con rispettivi coach, si contenderanno il titolo di campione d’Europa. Manca solo la palla a due.

La partita è forse la finale più bella del decennio (insieme a quella di due anni fa di Istanbul), il cuore di noi volontari sta ormai completamente dalla parte del Maccabi Tel Aviv, che anche stavolta viene spinto dalla carica dei propri supporters e riesce a rimontare uno svantaggio in doppia cifra, arrivando addirittura a condurre le danze a 2’ dalla fine grazie alle fiammate di Rice (20 punti tra 4° quarto e overtime) e sfruttando l’imprecisione di Mirotic e i problemi di falli di Rodriguez.
A 3” dalla sirena proprio Rice manda sul ferro il tiro della vittoria, rimandando tutto ai supplementari. Ancora 5 minuti di questo spettacolo pazzesco: non potevamo chiedere di meglio.

Il Real sembra alle corde, Tyrise Rice è una furia e, quasi come se volesse farsi perdonare per l’errore a fil di sirena, mette a fuoco e fiamme la difesa madrilena con penetrazioni e  triple senza ritmo, fino alla giocata che moralmente infligge il colpo di grazia agli spagnoli (nel video a fine articolo): pick ‘n roll con Tyus, palla in aria e schiacciata pazzesca al volo dell’ex canturino. Tifosi del Maccabi in delirio, Real Madrid senza soluzioni per arginare il folletto in maglia blu, che segnerà altri canestri per ammazzare le speranze avversarie di rimonta. L’ultimo minuto è una passerella di tiri liberi, che fanno da cornice all’epilogo che fino a due giorni prima era impossibile pensare: Rice (votato con un plebiscito MVP della manifestazione)portato in trionfo da compagni e tifosi, Blatt acclamato da tutto il palazzo e Maccabi Tel Aviv campione d’Europa, con i due capitani Blu e Pnini che sollevano nel cielo di Milano il trofeo più importante del continente, dando l’appuntamento a tutti proprio a Madrid (a volte, il destino…), sede delle prossime Final Four.

Con i tifosi in visibilio che lentamente sfollano si chiude così il nostro compito e la nostra esperienza come volontari per l’Eurolega, con ancora negli occhi le giocate di questa “due giorni” di pallacanestro al suo meglio, ricordando come il miracolo della “Devotion” ci abbia permesso di assistere a scene di festa fuori dal palazzo, con tifosi delle quattro squadre che ridono, cantano, scattano foto tutti insieme e si scambiano sciarpe e magliette, il tutto senza dover ricorrere all’intervento di qualsivoglia forza pubblica.
Quella stessa “Devotion” che ha spinto noi “ragazzi in arancio” a prestare servizio per due giorni interi senza voler nessun tipo di retribuzione ma, appunto, solo per amore verso quello sport che ancora una volta ci ha regalato emozioni senza eguali e che, sicuramente, ne ha spinti e ne spingerà tanti altri a fare lo stesso, a partire già dai prossimi Mondiali in Spagna; perchè esserci è veramente l’unica cosa che veramente conta.

Per l’ultima volta in questa stagione, tutti (idealmente) insieme, possiamo dirlo: “We feel Devotion!”