Folgaria Day 5, Intervista a Edi Dembinski: “All’Eurobasket dobbiamo stupire gli avversari, i giovani dell’Under 20 devono giocare tutti”

Dopo una giornata di riposo per i giocatori e, diciamocelo, di cazzeggio condito a qualche passeggiata in montagna, si torna in palestra durante questo mercoledì per affinare gli schemi e introdurre anche qualcosa di nuovo, come il gioco “L”, visto per la prima volta questa mattina in alcune esercitazioni a metà campo. Non solo giochi nuovi, ma anche tanti volti nuovi a bordo campo per seguire gli Azzurri. Nel pomeriggio tra gli addetti ai lavori si sono visti in palestra il coach di Sassari Meo Sacchetti e quello di Cantù Pino Sacripanti, oltre al telecronista di Rai Sport Edi Dembinski, che si è dimostrato molto gentile e disponibile concedendoci qualche minuto del suo tempo per una conversazione più o meno a ruota libera sui temi della nostra Nazionale e in generale sul nostro campionato.

Edi, come stai vedendo la Nazionale in questo tuo primo giorno qui a Folgaria?

Mi sembra intanto un bellissimo ambiente, si sta continuando sull’onda lunga di quanto fatto l’anno scorso, quando più di tutto mi sembra che la parola “gruppo unito” sia stata quella più importante che ha caratterizzato le otto vittorie consecutive delle qualificazioni. Non credo che sia facile dover lavorare, mettendomi nei panni di Pianigiani, con piccoli acciacchi, infortunati; non avere la squadra al completo in questa fase, ovvero a un mese dall’inizio dell’Europeo, credo che sia difficile. Hackett non c’è, Gallinari c’era l’anno scorso ed era stato forse il collante perfetto per una squadra senza “americani”, non è semplice. Nonostante questo però da quel poco che sono riuscito a vedere il lavoro è molto buono.

Tra quelli che hai visto in questa giornata chi ti ha convinto di più, a parte gli NBA (Datome tra l’altro oggi non si è allenato, ndr)?

Vedo soprattutto lo zoccolo italiano molto presente. I Cusin, gli Aradori, i Cavaliero, vedo quelli che hanno giocato il campionato italiano molto positivi. I due americani mi sembra che si stiano integrando con la testa giusta, però soprattutto quelli che hanno giocato il nostro campionato, mai come quest’anno, sono coloro che devono sudare per conquistare il posto, ricordando che cinque resteranno a casa, e se contiamo che Moraschini e Magro sanno già che torneranno a casa quelli che si devono conquistare il posto li vedo più propositivi degli altri.

All’Europeo ci troveremo in un girone molto difficile, con squadre come Russia e Grecia con taglia fisica molto superiore alla nostra. Secondo te che ruolo possiamo recitare in Slovenia?

Molto complicato poterlo pronosticare adesso perché credo che un solo giocatore in più o in meno possa fare molta differenza. È vero, esattamente come due anni fa non abbiamo taglia fisica. Io credo che Pianigiani lo sapesse già due anni fa quando è andata molto male e lo sa ancora adesso. Nel frattempo però questa Italia è molto progredita proprio partendo da questa considerazione: non avendo taglia fisica dobbiamo provare a sfruttare delle cose che due anni fa evidentemente non abbiamo fatto molto bene. In questo senso avere Alessandro Gentile e giocatori che sono cresciuti in questi due anni credo che possa fare molto bene all’Italia. L’Italia deve sapere che metterla sul fisico probabilmente non porta da nessuna parte, quindi costruire un attacco molto più ragionato, molto più sugli esterni sapendo che un giocatore come Bargnani, un 5 come corpo, ma un 2 come istinti ci possa dare qualcosa di più fuori quando gli altri si aspettano un tipo di gioco diverso. Dobbiamo giocare su quello che gli altri si aspettano meno.

Hai commentato il campionato italiano per tutta questa stagione, dunque ti chiedo a che livello è il nostro campionato e cosa possiamo aspettarci per il prossimo anno?

Tutti dicono che il livello del campionato italiano sia basso. Io sono d’accordo: probabilmente si è livellato verso il basso per la questione dei giocatori stranieri: meno giocatori stranieri forti o di alto livello sono arrivati in Italia. Al tempo stesso sono cresciuti gli italiani: noi siamo il campionato italiano; possiamo pensare di volere gli stranieri più forti in circolazione, ma la realtà dice un’altra cosa. Quindi direi che possiamo considerare il campionato italiano cresciuto di livello, e non scaduto di livello, non perché sono arrivati meno giocatori stranieri, ma perché sono cresciuti gli italiani. Il dato dei Playoffs, con i palazzetti sempre pieni, gli ascolti televisivi altissimi è dato dal fatto che i giocatori italiani siano cresciuti così tanto, non perché gli stranieri abbiano entusiasmato. Quindi, cominciamo a pensare che in realtà sia un bel campionato italiano, con giocatori come Polonara, Alessandro Gentile, Hackett che punta come Datome ad andare in NBA, lo stesso Gigi che il salto l’ha già fatto: tutto questo deve far considerare il nostro campionato come cresciuto e non scaduto. Secondo me il prossimo campionato, dopo l’oro dell’Under 20, e sperando che la Nazionale faccia un bel torneo europeo, sarà ancora più bello, non di certo inferiore.

Hai citato l’Under 20, e mi fa molto piacere. Un oro conquistato in carrozza, con una finale entusiasmante, giocatori che si sono rivelati ad alto livello. A mio parere sono tutti pronti per giocare in Serie A, tu cosa ne pensi?

Sono d’accordo, d’accordissimo. Anzi, se non sono pronti devono comunque giocare in Serie A. Sacripanti ha dimostrato che anche con un gruppo formato non tutto da giocatori di Serie A si può comunque puntare ad un oro europeo Under 20, e chi l’avrebbe mai detto? Nessuno avrebbe mai scommesso qualcosa sull’oro, quindi sono assolutamente d’accordo con te: questi giocatori devono giocare, devono essere pronti per la Serie A anche se oggi non lo sono. Il percorso di crescita che ci ha dimostrato lo scorso campionato dovrà valere ancora di più il prossimo anno.