Grazie di cuore ragazzi!

Avrei voluto scrivere uno di quei pezzi che sarebbero rimasti nella mente di molti con frasi costruite, iperboli retoriche e simili, oppure avrei potuto fare una disamina su questo Europeo, o forse ancora avrei dovuto spiegarvi che cosa secondo me non ha funzionato nelle ultime partite dell’Italia. Invece, davanti a un caffè, ho capito che in questo Paese manca la cultura dell’orgoglio e del ringraziamento, sta svanendo quel senso di appartenenza nelle manifestazioni sportive che ci ha sempre contraddistinto. Perciò ho deciso di scrivere dei semplici, ma sinceri, ringraziamenti a ognuno di questi fantastici 12 uomini che hanno reso per qualche settimana il basket sport nazionale.

Grazie Peppe, perché senza le tue urla dalla panchina e la tua garra nei time-out probabilmente ci saremmo sciolti ancora prima di quanto è successo. Avresti meritato una considerazione maggiore, soprattutto quando gli altri play erano in debito di ossigeno e di idee, avresti meritato di giocare un ruolo più attivo sul parquet e fosse stato per me ti avrei messo dentro ogni volta ci fosse stato bisogno di metterla sull’intimidazione.

Grazie Cincia, non mi aspettavo una gestione così da parte tua di questa squadra. Probabilmente a volte il vero play lo faceva Belinelli, ma certe tue penetrazioni e triple mi hanno fatto spaccare mezza parete di casa confinante con quella dei vicini. Indubbiamente un Europeo all’altezza, nonostante lo scetticismo che ti circondava.

Grazie AlaDiener, perché con una condizione fisica disastrata e con pochissimo tempo per ambientarti hai comunque regalato sprazzi di classe. Forse la gente si aspettava di rivedere in Nazionale quello che combini a Sassari, senza sapere che a Sassari la tua leadership non è paragonabile al ruolo che hai per ora nell’Italia, poiché sei arrivato da pochissimo. Il tuo arresto e tiro rimane poesia, e gli assist sono sempre illuminanti. Rimettiti fisicamente che ai prossimi Europei voglio un duello Diener-Rubio in finale.

Grazie Beli, bistrattato, criticato, denigrato. Per me hai solo un difetto: voler prenderti troppe responsabilità. Comunque si sa, quando vinci sei un fenomeno, quando perdi sei il primo dei coglioni. Tu, Marco, sei un talento che va protetto, che non va esposto alla denigrazione mediatica solo perché deve giocare il ruolo di leader per mascherare assenze pesanti. Le critiche ci stanno, soprattutto per come hai sparacchiato contro la Lituania, e lo sai anche tu. Però, le palle le hai sempre messe in campo e avrai la tua occasione di rivincita.

Grazie Pietro, perché dopo averti dedicato un articolo e una poesia ho ancora voglia di parlare del tuo Europeo. Giocato a livelli altissimi, sbagliando solo due possessi (aimè fondamentali purtroppo) e dimostrando una costanza di rendimento che tanti non hanno ancora compreso. Ti è stato chiesto il salto di qualità, e hai preso sempre più responsabilità, dimostrando che meriti certi palcoscenici nonostante lo scetticismo. Chi non lo capisce, merita il manicomio.

Grazie Sandrino, probabilmente MVP italiano a mani basse, se non bassissime. Penetrazioni illegali, costanza al tiro pesante, leadership innata e freddezza nei momenti decisivi. Se la tua stagione in maglia Olimpia dovesse rispecchiare questo Europeo, fammi spazio sul 747 che ti porta in America. Ti faccio da colf. Non sarò gnocca ma so fare pure le pizzelle.

Grazie Gigione, perché chiunque vorrebbe un capitano come te. Hai giocato benissimo il primo girone, pagando anche tu il calo fisico generale nella seconda parte dell’Europeo. Al di là delle considerazioni obiettive, personalmente credo che meriti di provare a giocarti le tue chances in maglia Pistons: i tuoi canestri in allontanamento sono orgasmici e la tua barba è sicuramente più affascinante di quella di Harden.

Grazie Luca, perché nei pochi minuti chiamati in causa hai giostrato su 4 ruoli facendo rifiatare il gruppo a turno. Di più non ti si poteva chiedere, ma hai onorato al meglio la maglia azzurra; forse anche tu meritavi un po’ più di considerazione, soprattutto quando gli altri erano in evidente calo e debito d’ossigeno. Ti rifarai a Venezia, ne sono certo.

Grazie Guido, per l’Europeo di tigna e sostanza che hai giocato quando sei stato chiamato in causa. Difensivamente avresti potuto aiutare molto più di quanto non ti è stato permesso, ma in questa coperta cortissima le scelte erano quasi obbligate.

Grazie Nic, perché hai finalmente fatto il salto di qualità, lottando spesso ad armi pari con gente più esperta e blasonata. Il talento non manca, ma lo sapevamo da anni. Ora sai quali sono le tue vere potenzialità e come le puoi meglio esprimere. A Milano aspettiamo la consacrazione in maglia biancorossa, ma ci scommetto anche il fondoschiena che questo sarà l’anno buono.

Grazie Daniele, anche se non hai praticamente giocato. Grazie perché qualcuno la Tassoni all’Hofer doveva pure comprarla, grazie perché non hai messo il muso e hai preso con umiltà le scelte di Pianigiani; ma soprattutto questa è tutta esperienza che ti tornerà utile più avanti.

Grazie “Hakeem the dream Cusin”, perché vederti stoppare Rudy Fernandez è stato come avere tra le mani le bocce della Grimaldi e prenderle a schiaffi. Un Europeo giocato oltre ogni più rosea aspettativa. A te, soprattutto a te, voglio dire: “chapeau Cuso”.

Grazie anche a te Simone, perché da questi 12 atleti hai forgiato un gruppo di uomini che darebbero anche l’anima pur di portare a casa la partita. Forse qualche scelta non presa è l’unica pecca di questa tua gestione, ma anche stavolta hai vinto tu. Contro tutto, e tutti.

Insomma ragazzi, vi ringrazio io, perché ogni vostra vittoria era seguita da un mio “sobrio” festeggiamento, perché dopo la vittoria con la Spagna ho cercato pure il numero di Navarro, un qualsiasi Navarro, solo per dirgli che i 12 cani italiani tirano da 3 meglio di lui. Vi ringrazia mio padre, che per farmi vedere l’ultimo quarto di Lituania-Italia avrà preso 18 multe facendo stazione Centrale-casa in 5 minuti netti. Vi ringrazia persino il Carletto, il mio barista di fiducia, perché per una volta i discorsi da bar avevano come filo conduttore la Nazionale di basket. Vi ringrazia una generazione di giovani, perché in un periodo di merda come questo, trovare soddisfazioni sportive è l’unica cosa che è ancora gratis e che ancora fa venire voglia di lottare. Vi ringrazia un Paese, una Nazione intera. Magari non andremo ai Mondiali 2014, ma moralmente in questo Europeo abbiamo insegnato tanto, a tutti. GRAZIE.