Intervista a Pianigiani: «Faccio il tifo per Beli, poi si vedrà. Gentile? E’ il futuro»

Intervista a Pianigiani: «Faccio il tifo per Beli, poi si vedrà. Gentile? E’ il futuro»

3 giugno 2014 0 Di Niccolò Costanzo

A margine del BWB Eurocamp, rassegna continentale, e non solo, che vede impegnato un numeroso staff della NBA ed i cinquanta migliori prospetti del basket europeo, è stato possibile scambiare due chiacchiere con Simone Pianigiani. Quindi come non sfruttare l’occasione per fargli qualche domanda sulla Nazionale? Ecco quello che ci ha detto.

Coach, a che punto è la Nazionale?
«Siamo un work in progress. Faremo le visite mediche con tutti i giocatori che hanno terminato già la stagione, mentre Andrea Bargnani sosterrà qualche esame in più. Ovviamente mancheranno gli atleti ancora impegnati nei playoff con i rispettivi club, ma l’importante è iniziare a serrare le fila e fare le prime valutazioni».

Quanto è importante avere a disposizione i giocatori NBA in buone condizioni? 
«E’ importantissimo, perché se loro sono sani, hanno delle caratteristiche tecniche e fisiche insostituibili. Ad esempio, Gallinari ha un’atipicità unica, così come non ci sono altri con le caratteristiche di Bargnani. Ho tanti altri giocatori bravissimi, ma con caratteristiche diverse. Comunque al di là della tecnica, quello che cambia maggiormente con la loro presenza è a livello di movimento, di fiducia e di attenzione. Speriamo tanto che la sfiga li lasci un po’ in pace e che possano esserci nelle prossime estati».

Marco Belinelli invece non ha problemi di forma, ma sarà arruolabile?
«Adesso pensiamo solo a fare il tifo per lui (è il primo italiano a vincere una finale di Conference e a giocarsi un titolo NBA, ndr). Poi parleremo e vedremo cosa fare, anche se credo che, dopo un’annata così lunga e impegnativa, sarà complesso averlo, nonostante tenga molto alla maglia azzurra».

Un commento sui playoff italiani? 
«Sono molto equilibrati, stanno regalando tante emozioni e sono carichi di emotività. Per fortuna in campo come sempre al momento del gioco non c’è spazio per altro, se non per la competizione. La post-season è molto affascinante, non ci sono partite scontate in questa fase della stagione, ma ognuna è bella ed emozionante. Le 4 squadre rimaste in gioco hanno tutte valori importanti, l’equilibrio la sta facendo da padrone».

Il nuovo simbolo del movimento può essere Alessandro Gentile? 
«E’ un giocatore che, grazie al lavoro svolto la scorsa estate con la Nazionale ed a quello con Milano durante l’anno, ha fatto una crescita esponenziale. E’ un patrimonio molto importante della pallacanestro italiana».

Foto e Ringraziamenti: Connexia – NBA Italia