L’Italia supera anche la Finlandia e si qualifica alla seconda fase dell’Eurobasket

Non ci sono quasi più parole per descrivere questa Nazionale, che liquida anche la Finlandia per la terza vittoria consecutiva e si aggiudica così la qualificazione per il secondo turno di questo Eurobasket 2013. Ancora una volta cuore, passione e determinazione più che un reale strapotere tecnico permettono agli Azzurri di domare un avversario sicuramente solido e ordinato, soprattutto per i primi due quarti.

I nordici infatti erano partiti molto bene con due triple di Salin, giocatore del quale si sa poco ma che fa male per precisione offensiva e al quale riescono inizialmente ad opporsi soltanto Cusin (ritornato sui livelli della prima partita) e Datome, il quale da vero capitano tiene a galla i suoi permettendogli di non crollare contro i ragazzi di coach Dettman, che oppongono una difesa mai incontrata fino a questo momento, e dall’altra parte non fanno alcunché di straordinario se non eseguire pedissequamente alcuni giochi abbastanza semplici. L’Italia fa fatica soprattutto ad entrare nel proprio flusso di partita, i finnici levano totalmente il pick n roll e allora si può far conto soltanto sulle iniziative personali degli esterni, che però oggi fanno fatica. Belinelli e Aradori infatti non vedono mai il canestro e si producono in errori piuttosto banali, con la conseguenza di una perdita generale del ritmo per tutta la squadra, che conclude il primo quarto sotto 13-17.

Nella seconda frazione il copione sembra ripetersi, in quanto la Finlandia non molla la presa in difesa e in attacco sembra poter segnare con una discreta facilità ispirata dalle sapienti mani dell’ex Varese Rannikko. Gli Azzurri riescono però a rimanere in partita grazie ai liberi di Cinciarini, Gentile e Belinelli, che cercano varie volte di attaccare il canestro inducendo al fallo gli inesperti finlandesi. Il piano riesce, e così sul finire del parziale l’Italia alza anche il volume della radio in difesa, andando a recuperare qualche pallone prezioso con i quali riesce addirittura a portarsi per la prima volta in vantaggio e successivamente ad allungare grazie a quattro punti consecutivi di Pietro Aradori.

Nonostante la grande improduttività dalla lunga distanza (0/8) gli uomini di coach Pianigiani concludono dunque in vantaggio, e portano questa carica anche nel terzo quarto, che pian piano si trasforma in un monologo tricolore. I nordici escono progressivamente dal match e allentano le maglie difensive, permettendo agli esterni italiani di attaccarli con regolarità concedendo due punti o un fallo. Assimilata la carestia offensiva degli avversari (che non segnano un canestro per oltre 3:30 minuti) l’Italia può sciogliersi e tornare a giocare un basket fluido anche dall’altra parte del campo, con un Aradori ispirato come poche altre volte e la consistenza in regia e in fase di realizzazione di Cinciarini (che chiuderà con 9 punti), i quali portano il vantaggio oltre la doppia cifra. Se Cusin poi va in difficoltà con qualche fallo di troppo non c’è problema: lo sostituisce Melli, che sembra abbia giocato centro per tutta la carriera e contribuisce con due tap in consecutivi in attacco e una stoppata su Rannikko in difesa, giocata questa che carica ancora di più i tanti tifosi italiani giunti a Koper.

Raggiunto un vantaggio di 17 punti alla Pianigiani Band non resta che gestire anche l’ultimo tentativo di rimonta finnica, che si conclude quando Gentile forza e segna una tripla che spezza le gambe agli avversari venuti dal Nord. Da lì in poi non è proprio garbage time, ma quasi perché l’Italia non sbaglia più nulla in attacco, e in difesa si limita a concedere alla Finlandia una serie infinita di triple che si infrangono tutte sul ferro, segnando un altro parziale di 4 minuti a secco per Kotti e compagni, che incassano la prima sconfitta dell’Europeo. Per gli Azzurri invece è un altro, meritato successo, che li proietta per la prima volta dal 2007 alla seconda fase e gli permette di affrontare le rimanenti due partite contro Grecia e Svezia con maggiore serenità, ma non per questo senza la giusta carica per cercare di totalizzare il massimo dei punti possibili.