L’Ucraina ci stoppa: ultima spiaggia con la Serbia

Italia e Ucraina si sfidano per un posto al Mondiale spagnolo del 2014. Pianigiani col quintetto tipo (Cinciarini, Belinelli, Aradori, Datome, Cusin), mentre Fratello si affida al talento di Jeter e Gladyr.

Parte male l’Italia che perde il primo pallone della sfida, ma Jeter in contropiede non ne approfitta. Ci pensa allora Cinciarini a rompere il ghiaccio con una tripla ben costruita.
L’Ucraina sfrutta molto i giochi a due col proprio centro, Natyazkho, ma Datome dall’arco allunga per il 6-2 dopo 3 minuti di gioco.
Gladyr si esalta troppo dopo una tripla da casa sua e sbaglia successivamente un layup così comodo che manco un bambino potrebbe sbagliare. Aradori risponde subito con un bel canestro dopo rimbalzo offensivo per gli azzurri.
In difesa Cusin soffre, commette 2 falli in un amen e viene sostituito da Melli; il giovane Nic difende e spadroneggia a rimbalzo (4 rimbalzi nel solo 1° quarto per lui), ma l’Italia, nonostante faccia girar bene palla non riesce a trovare la via del canestro. Dopo tanti errori da ambo le parti, Aradori porta gli azzurri al massimo vantaggio (10-5), costringendo Fratello al time-out. Datome è leader e capitano vero, parla lui durante la pausa e i compagni lo ascoltano attentamente, mettendo in campo le direttive di Gigione: palla recuperata, e ancora Aradori a segno da 2 punti.

Melli in difesa stoppa e sporca ogni pallone, ma Lypovyy castiga dall’arco il nostro primo errore sui cambi difensivi (12-8 per gli azzurri). Belinelli non è in partita, e commette uno sfondamento tanto stupido quanto sacrosanto, mentre Jeter riporta sotto l’Ucraina con un gioco da 3 punti (fallo di Gentile). Lo stesso Gentile spara una tripla così ignorante che quelle solite di Belinelli a confronto sono ridicole (17-13).
Nel finale, fasi convulse di gioco che portano l’Italia a chiudere sopra di 4 punti con Aradori top scorer (6). Italia solida in difesa, mentre in attacco paga qualche difetto di lucidità. Ucraina al 22% da 2 punti, che vive sulle triple e sulle giocate di Jeter.

Nel 2° quarto la truppa di Mike Fratello parte subito forte con le triple, mentre un arresto e tiro di Diener sembra poesia (19-18). Una tripla di Aradori e un canestro in contropiede di Gentile riportano a +5 l’Italia.
Datome perde 2 palloni banalmente e l’Ucraina passa a condurre 24-25, costringendo Pianigiani a chiamare time-out. Al rientro, lo stesso Datome segna dall’arco per il nuovo +2 azzurro, mentre sugli spalti comincia a farsi sentire il tifo italiano.
Aradori è caldo dalla distanza e con una tripla in transizione ci porta sul 30-25. Cusin, però, esegue un blocco in movimento e commette il terzo fallo della sua gara, venendo sostituito da Magro. Ucraina ancora imprecisa dalla lunetta (5/8), ma che riesce comunque a impattare.
Gentile allora regala la giocata della partita, con una schiacciata che lascia di pietra tutta la truppa di Fratello e porta l’Italia a +4.
Jeter non si scompone e con 5 punti prima ci agguanta e poi ci sorpassa: 34-35 a fine 2° quarto.

La ripresa si apre come il 1° quarto, ma stavolta Jeter si arresta bene e segna due punti dopo l’ennesimo turnover azzurro (il 10° in soli 20’). Belinelli segna i primi suoi punti con un ottimo arresto e tiro, poi in fiducia spara la solita tripla ignorante per il pareggio, mentre Cusin a rimbalzo si fa valere.
Belinelli esagera nella sua trance agonistica commettendo due errori al tiro, e Lypovyy dalla lunetta riporta avanti l’Ucraina (39-40). Italia che inizia la solita “confusione del 3° quarto” e Jeter la punisce in penetrazione.
Datome risponde dalla distanza, Cusin regala una stoppatona a Lypovyy e Gentile dalla lunetta fa 1/2 per il nuovo vantaggio azzurro (43-42). Anche Datome ripete la stoppata data contro la Spagna e Gentile in contropiede realizza un facile tap-in dopo errore di Aradori (45-44). Qui l’Italia si scioglie.
Belinelli si intestardisce con penetrazioni stupide e ignoranti, mentre Cusin commette il suo 4° fallo. Nonostante un attacco sterile e scelte di gestione dei possessi criticabili, l’Italia chiude il quarto sotto solo di 3 punti, grazie alla tripla tanto assurda quanto pazzesca di Mishula (48-51).
L’Italia tiene bene in difesa, nonostante i 20 punti concessi nel pitturato agli avversari, ma sbaglia cose banali in attacco, mentre l’Ucraina vive sulle giocate di Jeter e Mishula.

L’ultimo quarto vede Kravtsov in versione Dwight Howard: prima stoppa Gentile, poi Aradori e infine Belinelli. Il tecnico fischiato alla panchina azzurra complica ulteriormente le cose, facendo scappare l’Ucraina sul 48-55.
Il canestro per gli azzurri diventa un miraggio, e il digiuno di 5’ viene interrotto solo da un libero di Belinelli (inguardabile il suo ultimo quarto). Melli si erige a paladino dell’Italia e con due triple (inframezzate da una stoppata) tiene a contatto gli azzurri. Aradori recupera bene e guadagna un buon fallo (2/2 ai liberi) scrivendo il -5. Qui la giocata del match: Datome recupera palla per il possibile aggancio, ma Cinciarini si fa stoppare da Kravtsov (che arriva così a 6 stoppate personali) e Jeter dalla lunetta scrive la parola fine (58-65). Il resto è puro garbage time, con Belinelli che spreca un’altra penetrazione e sbaglia persino una tripla apertissima. Finisce 58-66 per l’Ucraina, ma è un’altra partita persa più per demeriti nostri che per giocate altrui. L’Italia ha il dovere morale di crederci ancora, perché contro la Serbia, nella finale per il 7°-8° posto, ce la possiamo giocare; ma qui mancano le energie, e le rotazioni sono cortissime. Diener merita più spazio, come lo meritano Melli, Poeta, Vitali e Rosselli quando la coperta diventa ancora più corta. Ci ragioni su Pianigiani, l’Italia intera vuole andare in Spagna l’anno prossimo.

TABELLINI

ITALIA: Aradori 15, Gentile 10, Rosselli n.e., Vitali n.e., Poeta n.e., Melli 8, Belinelli 7, Diener 2, Cusin, Datome 11, Magro 2, Cinciarini 3.
UCRAINA: Pustozvonov 8, Jeter 20, Mishula 8, Gliebov n.e., Gladyr 5, Lypovyy 4, Natyazhko 6, Zabirchenko 3, Korniyenko 3, Zaytsev 3, Pustovyi n.e., Kravtsov 6.