L’Under 18 maschile italiana incanta il mondo, vincendo l’edizione 2014 del Torneo Schweitzer

Nonostante il basket italiano sia in profonda crisi, barcamenandosi tra fallimenti, retrocessioni, regolamenti assurdi e una programmazione a dir poco imbarazzante di eventi importanti (vi dice nulla l’ultimo all-stars game?), le giovanili nazionali riescono sempre a renderci orgogliosi delle loro memorabili prestazioni. Stavolta all’Under 18 di coach Andrea Capobianco, che vince la 27° edizione del Trofeo Internazionale Albert Schweitzer, svoltosi a Mannheim (Germania) dal 19 al 26 aprile. L’Albert Schweitzer Tournament (AST) è considerato come un mondiale giovanile non ufficiale, che si svolge ogni 2 anni e che, in questa edizione, vedeva confrontarsi ben 16 squadre Under-18 di tutto il mondo: Italia, Serbia, Spagna, Francia, Inghilterra, Giappone, Stati Uniti, Turchia, Svezia, Ucraina, Germania, Slovenia, China, Bosnia Erzegovina, Argentina e Cile. Questo torneo ha visto la partecipazione di giocatori che hanno scritto pagine della storia del basket mondiale: tra gli altri, infatti, ricordiamo Magic Johnson, Tim Duncan, Dirk Nowitzki, Kevin Garnett, Tony Parker, Pau Gasol, Toni Kukoc, Drazen Petrovic, Arvydas Sabonis, oltre a due leggende del basket europeo come Antonello Riva e Juan Antonio San Epifanio (bandiera storica del Barcellona e della Spagna, nonché una delle ali piccole più forte di sempre, in attività tra 1977 e 1995).

Insomma, il torneo è ambito, prestigioso e permette a tanti giovani di mettersi in luce, anche in ottica NCAA. Proprio per questi motivi, la vittoria italiana, che mancava dal lontano 1983, è un motivo di vanto e orgoglio per coach Capobianco e i suoi ragazzi. Inoltre, l’aver sconfitto in finale gli Stati Uniti con una partita pazzesca è l’emblema di come l’Italia sia una nazionale con un cuore così grande da ribaltare pronostici e favori della vigilia: veder esultare così i giovanissimi atleti azzurri, inoltre, deve essere motivo di orgoglio per tutto il movimento cestistico italiano, che sa comunque eccellere, nonostante le difficoltà e l’inadeguatezza di certi vertici federali. Come se ci fosse ancora bisogno di dimostrare che i settori giovani sono sempre sinonimo di eccellenza nel Bel Paese…

Prima di parlarvi brevemente del trionfale cammino azzurro, andiamo a vedere insieme i 12 ragazzi che hanno onorato al meglio la maglia azzurra in questa 27° edizione dell’AST, perdendo una sola partita sui 7 incontri disputati e demolendo praticamente tutte le avversarie:

4 Federico Mussini (1996, 190, P, Grissin Bon Reggio Emilia) 20.3 ppg, 3.9 rpg, 3.4 apg e 1.4 spg in 28.7 minuti di media
5 Enrico Merella (1996, 180, P, Tavoni SNC Sassari) 2.1 ppg, 1.4 rpg in 7.7 minuti di media
6 Martino Mastellari (1996, 190, G, Tulipano Fortitudo Bologna) 0.2 ppg e 1.0 rpg in 2.8 minuti di media
7 Ion Lupusor (1996, 190, A, Viola Reggio Calabria Ssdarl) 5.2 ppg, 2.6 rpg e 56% dal campo in 7.5 minuti di media
8 Andrea Spera (1996, 203, A/C, Sidigas Avellino) 4.9 ppg, 3.9 rpg e 63% dal campo in 18.1 minuti di media
9 Andrea Gennaro Picarelli (1996, 192, G, E.A.7 Emporio Armani Milano) 5.9 ppg, 2.0 rpg e 1.6 apg in 16.7 minuti di media
10 Andrea La Torre (1997, 202, A, Stella Azzurra Roma) 5.3 ppg, 2.4 rpg e 1.0 apg in 15.8 minuti di media
11 Luca Severini (1996, 202, A/C, Virtus Siena) 4.9 ppg, 6.0 rpg, 1.0 bpg in 20.6 minuti di media
12 Diego Flaccadori (1996, 190, G, Blu Orobica Bergamo) 16.9 ppg, 3.7 rpg, 3.1 apg e 1.3 spg in 27.0 minuti di media
13 Alberto Cacace (1996, 193, A, Azimut Loano) 8.4 ppg, 3.6 rpg, 1.4 apg in 23.5 minuti di media
14 Bruno Mascolo (1996, 185, P, Manital PMS Torino Srl) 0.3 ppg, 0.7 apg e 0.5 spg in 6.8 minuti di media
15 Daniel Donzelli (1996, 198, A, UCC Casalpusterlengo) 14.9 ppg, 6.3 rpg e 1.3 spg in 28.7 minuti di media

Un gruppo fantastico, che si è distinto anche a livello individuale durante tutto il torneo: Federico Mussini, infatti, è stato inserito nel quintetto del torneo come miglior playmaker della competizione, risultando anche 4° marcatore del torneo (con 20.3 punti a partita), 3° tiratore da tre punti (con una media del 52.5%) e 11° assistman (con 3.4 assist a partita). Statistiche importanti per un giocatore su cui Gonzaga University ha messo gli occhi in ottica NCAA. La forza dell’Italia, però, è stata la compattezza di un gruppo che ha saputo diversi e incantare tutti gli addetti ai lavori. Una compattezza e uno spirito di gruppo che hanno permesso di battere in finale l’unica avversaria che aveva sconfitto l’Italia in questa competizione. Infatti, gli azzurrini contano 6 vittorie su 7 gare: nella prima fase, 3 vittorie su 3 partite, contro Cina (demolita 92-51), Bosnia (85-66 il finale) e Spagna (battuta agilmente 83-67); nella seconda fase, dopo la vittoria per 89-70 contro l’Ucraina, l’Italia conosce la sconfitta per mano degli Stati Uniti (76-84 dirà il tabellone); ma in una semifinale con un 3° quarto strepitoso i ragazzi di coach Capobianco hanno domato la Turchia (102-98), conquistandosi una meritatissima finale.

Nell’atto conclusivo, l’Italia si trova di fronte gli imbattuti Stati Uniti del miglior giocatore del torneo, Ethan Happ, ma continua ad incantare. Gli azzurrini sono scivolati anche a -11 (40-29) nel secondo quarto, con gli americani Happ e Williams sugli scudi, per poi tornare a contatto sul 35-41 all’intervallo lungo. All’inizio del 3° quarto è arrivato il parziale azzurro, con un break di 14-0 (Stati Uniti senza trovare la via del canestro per ben 4′) e Mussini a dominare sul parquet. Tuttavia, un’incredibile buzzer da metà campo di Lindsey ha permesso a Team USA di impattare sul 61 pari a fine quarto. L’Italia, però, è rimasta calma e ha continuato a imporre il proprio gioco, specialmente offensivamente, dove la tripla dall’angolo di Donzelli ha chiuso i conti sul 76-69 a 1.30′ dalla fine. La tripla finale di Picarelli, costruita ottimamente dal solito Mussini, è l’apoteosi: gli azzurrini esultano e si godono un trionfo speciale (84-73 il finale). Un gruppo fantastico, per una vittoria altrettanto stupenda. I nostri giovani dimostrano, come se ce ne fosse ancora bisogno, che in Italia c’è già tanto di buono da cui far ripartire un movimento cestistico che si sta affossando pian piano. Che sia di buon auspicio, per tutta Italia. GRAZIE RAGAZZI.