Malik Hairston separato in casa: ecco dove ha sbagliato Milano

La situazione di Malik Hairston in casa Olimpia Milano in questo momento è l’ultimo ostacolo che i dirigenti biancorossi devono affrontare per quanto riguarda il mercato della squadra: dopo un anno da capitano e dopo aver rifiutato l’estate scorsa un ricchissimo contratto offerto dal CSKA Mosca, a Giugno 2013 la società ha deciso di non puntare su di lui per la stagione che si aprirà il 29 Agosto. Il giocatore è ancora sotto (un ricco) contratto con l’Olimpia, e la società gli ha dato il via libera per trovarsi una nuova squadra. Tutto normale, se non che Hairston non ha ancora trovato alcuna società disposta a puntare su di lui, a causa di uno stipendio abbastanza elevato o semplicemente perchè il giocatore viene da una stagione piuttosto negativa sotto la Madonnina e un suo ingaggio potrebbe rappresentare una scelta non troppo sicura. L’Olimpia Milano ha ormai chiuso il proprio roster, che non prevede la presenza di Malik Hairston. Negli ultimi giorni si è scritto tanto e, a mio avviso, abbastanza a sproposito. C’è chi ha ipotizzato l’inserimento del giocatore come straniero di coppa, ma è un ipotesi del tutto insensata e piuttosto utopica. Per due motivi: perchè mai un giocatore del livello di Hairston dovrebbe ridursi ad un ruolo tale? E poi, l’Olimpia è abbondantemente coperta in quel ruolo. Ha Gentile, Langford, Moss e Cerella. Contando che ai primi tre devi dare almeno 15-20 minuti (come minimo) mentre a Cerella ne bastano una decina, non ci sarebbe comunque posto per l’ex Spurs e Mens Sana (che non credo proprio si accontenti di un ruolo marginale “alla Cerella”). La squadra avrà un proprio sistema, è impossibile inserirvi un giocatore come Hairston in una partita si e una no.
Ed ecco che ormai la situazione Hairston è diventata il problema principale (forse l’unico, ad oggi) in casa EA7. Secondo me l’Olimpia si è fregata con le sue stesse mani, ed ora vi dico perchè. Nella conferenza stampa di presentazione di Luca Banchi, il presidente esecutivo dell’Olimpia, Livio Proli, ha subito messo in chiaro che non avrebbero puntato su Hairston perchè, scommettendo tutto su Alessandro Gentile, durante l’anno aveva dato migliori risultati il binomio formato da Langford e il figlio del celebre Nando. Sembrerà una dichiarazione da nulla, ma secondo me sta proprio qui l’errore. Provo a spiegarmi: se un giocatore non mi interessa più e voglio cercare di guadagnare qualcosa dalla sua cessione (o comunque non dover pagare per risolvere il contratto) non vado a dire a tutt’Europa che a me il giocatore non serve. Perchè mai un dirigente di una squadra che è interessata a questo dovrebbe pagare dei soldi, sapendo che tanto il giocatore non mi serve più alla società di appartenenza? Io penso che il basket abbia davvero poco da imparare dal calcio, ma in questa situazione Livio Proli e la società avrebbero dovuto prendere l’esempio dei dirigenti calcistici, che una dichiarazione del genere non l’avrebbero mai fatta. Anzi, quanto volte si è sentito parlar bene di un giocatore in vendita senza ammettere che non rientra più nei piani solo per non fare abbassare il prezzo? E’ la legge del mercato. Adesso Milano si ritrova in mano un giocatore di ottimo livello, senza possibilità (e volontà) di schierarlo, e  con possibilità di poter chiedere un Buyout ridotte al minimo essenziale. Nelle ultime ore si è parlato di un interessamente di Reggio Emilia, ma dubito che le disposizioni economiche siano quelle adeguate. A meno che il giocatore non riduca di molto le richieste, dubito che l’affare andrà in porto. Un’alternativa potrebbe essere che Milano e Reggio Emilia si dividano il pagamento dello stipendio. Non impossibile, ma difficile.
Comunque andrà a finire, l’Olimpia in termini economici perderà diversi soldi. Per come la vedo io il finale di questa storia è già scritto, o quasi: o Reggio Emilia riesce a realizzare il proprio sogno (vedi sopra per le modalità) oppure la società di Piazzale Lotto sarà costretta a trovare un accordo per la risoluzione del contratto. In tal caso la società dovrà sborsare diversi quattrini al giocatore per la transazione, così finalmente il giocatore potrà trovarsi una nuova squadra. Penso proprio finisca così, ma i dirigenti biancorossi potevano gestire meglio la situazione ed evitare certi errori.

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