Milano non tradisce: stoppa il Maccabi e vuole l’impresa

Questa volta nessun suicidio e nessun miracolo del Maccabi: l’Olimpia controlla la partita, fa sfuriare la squadra di Blatt nell’ultimo quarto e le da il colpo di grazia con le giocate di un Jerrells in versione totale. Il 91-77 finale è anche più bugiardo di quanto non abbia dimostrato il campo, perché Milano gioca una partita quasi perfetta, gestita bene (stavolta lo dobbiamo ammettere) anche da coach Banchi. Tutti e 10 i giocatori biancorossi segnano almeno 2 punti, mentre sono ben 6 gli uomini che raggiungono la doppia cifra (in ordine, Jerrells, Moss e Kangur, Langford, Samuels e Wallace). Sorprende molto il 60.7% (17/28) di squadra da 2 punti, mentre la percentuale al tiro dalla lunga distanza (46.4%) dimostra la solita affidabilità di quest’arma milanese.

LE CHIAVI DELLA VITTORIA

1) HACKETT PLAY, JERRELLS BOMBARDIERE. In una partita in cui Langford fatica molto (4/11 dal campo), Milano trova risposte importantissime da due giocatori che saranno fondamentali nel proseguo di questa serie contro il Maccabi: Hackett, che domina in regia, distribuendo 9 assist e mettendosi al completo servizio della squadra (trovando gloria personale solo con la tripla finale) e dimostrando una leadership impressionante, e Jerrells, che combina un’ottima regia (6 assist) con una prestazione balistica devastante (6/9 dal campo), chiudendo con 17 punti e meritandosi il titolo di mvp di giornata (insieme all’ex Olimpia Bourousis). Per Jerrells da sottolineare anche l’inchiodata dell’80-62, un gesto atletico veramente notevole per un giocatore ritrovato dopo un inizio di stagione difficile. Due alfieri importanti nello scacchiere di coach Banchi, che dovranno rimanere su questi livelli di rendimento per tutta la serie, viste le difficoltà di Keith e l’assenza di Gentile. Da notare che Hackett (con 7.5 di media) e Jerrells (con 5.5 di media) sono i due migliori assist-man di questi Playoffs, finora.

2) FATTORE GANI. Premesso che l’anno scorso, nel solito paragone da bar tra Lawal e Bourousis io mi schieravo 100 volte su 90 (spesso a torto) dalla parte del greco, ho rivalutato molto l’acquisto in corsa del centro ex Roma per due motivi: da un lato, Lawal è atleticamente disarmante, e lo sta dimostrando anche in un contesto come l’Eurolega, in cui battaglia con avversari più grossi e massicci di lui; dall’altro, invece, Milano ha finalmente trovato un centro capace di intimidire tutto il quintetto avversario. Infatti, chiave di questo discorso, sono le stoppate che rifila alle guardie del Maccabi; quella su Rice, specialmente, è da antologia biancorossa, perché Lawal si permette il lusso di stoppare una tripla, lanciando il contropiede dell’Olimpia e mettendo un enorme punto esclamativo sulla vittoria. In questi Playoffs è primo per stoppate date (3.0 a partita) e conquista 5.5 rimbalzi ad allacciata di scarpe: mica male per uno che sta in campo 17 minuti di media.

3) IL REDIVIVO CJ. Giocatore che amo, ma non per le perle che regala sui social network o fuori dal parquet. Quando era a Barcellona, compresi che il suo quoziente intellettivo, applicato al basket, doveva essere come quello di Einstein applicato alla fisica; eppure gli anni passano per tutti, e l’esperienza milanese lo sta dimostrando. Finito ai margini delle rotazioni, vive in gara-2 una serata da protagonista, tanto silenziosa quanto capitale: miglior rimbalzista dell’EA7 (6 rimbalzi, come Lawal), quasi perfetto al tiro (4/5 dal campo) e intelligente nello spendere qualche fallo. Emblema della sua partita è la tripla che piazza in transizione, dopo aver controllato il posizionamento dei compagni, fintato il passaggio, mandato al bar il difensore e aver messo i piedi a posto prima di trovare solo la retina. Alla Nokia Arena serviranno anche le sue giocate: è ora di trovare continuità, perché può ancora dare tantissimo alla causa milanese.

4) IL MACCABI SPARACCHIA E BIG SOFO DA FORFAIT. Il 5/22 di squadra da 3 punti può essere una chiave della sconfitta giallo-blu, poiché i ragazzi di Blatt fanno del tiro pesante un’arma offensivamente importante, quasi imprescindibile. A deludere, stavolta, sono anche le due certezze Smith e Pnini, giocatori che sanno sempre farsi rispettare dalla distanza, ma che in gara-2 chiudono con un complessivo 1/8. Inoltre, l’infortunio di Schortsanitis potrebbe essere una brutta gatta da pelare per il Maccabi: il lungo greco si è infortunato in un tentativo di stoppata e, dopo aver provato a rimettere piede in campo, ha alzato definitivamente bandiera bianca. Dalle immagini, non si può dire granché sull’entità del suo infortunio, anche se vederlo zoppicare non è un buon segno in ottica prossime gare. Milano comunque non deve pensare all’assenza di un giocatore fondamentale per le rotazioni avversarie, bensì deve continuare sulla falsariga di questo venerdì sera.

L’Olimpia risponde bene sul campo al suicidio di mercoledì scorso, dimostrando una tenuta mentale da grandissima squadra. Tuttavia, bisognerà sistemare al più presto due situazioni che potrebbero costare care: ridare fiducia a Langford, giocatore essenziale per la sua capacità di spaccare le partite, e ritrovare Melli, apparso davvero fuori partita forse perché ha ancora nella mente l’antisportivo che ha causato la rimonta avversaria in gara-1. Per il resto, Milano sta facendo tutto bene, trovando risposte eccellenti da tutto il collettivo (un Kangur perfetto al tiro, con 5/5 dal campo, ne è l’esempio lampante) ed essendo consapevole della propria forza. La serie si sposta ora a Tel Aviv, dove lunedì sera avremo le idee più chiare su chi potrà coltivare sogni di gloria. Da italiani, speriamo sia Milano!