Milano: Travis Diener sarebbe l’uomo giusto?

Dopo essersi raffreddata per un pò, la pista che porta Travis Diener a Milano sembra essersi nuovamente riscaldata. Si dice addirittura che la società potrebbe annunciare la sua firma prima del raduno della Nazionale italiana, fissato per Mercoledì 24 Luglio, a cui ovviamente l’ex playmaker di Sassari parteciperà. Proviamo ad analizzare insieme i PRO e i CONTRO di questa operazione, mettendoci naturalmente nei panni della società meneghina:

PRO
-Il valore tecnico del giocatore è indiscusso, d’altronde complessivamente nei suoi tre anni a Sassari ha avuto una media di 14.4 punti 3.1 rimbalzi, 5.9 assist per un totale di 17.1 di valutazione. La stagione appena conclusa è stata nettamente la migliore, nonostante la Dinamo si sia fermata solamente al primo turno dei Playoff.
-E’ un leader, ed è in grado di mettere in ritmo i compagni. Diener è un giocatore che ha bisogno di prendersi i propri tiri, ma in pochi hanno la sua visione di gioco. Inoltre è un giocatore che in campo parla molto, ha bisogno di sentirsi la squadra in mano. E questo, indipendentemente da quali potrebbero essere i suoi futuri compagni a Milano, è quasi sempre un bene.
-Se dovesse veramente firmare, sarebbe finalmente il primo playmaker davvero completo che l’Olimpia firma dai tempi di Sasha Djordjevic. Guardando alle ultime stagioni, o semplicemente al ciclo firmato Sergio Scariolo: Omar Cook era un discreto playmaker, con evidenti lacune nel tiro da lontano, e non è poco. Jacopo Giacchetti non ha mai avuto lo spazio che si meritava, ma comunque non si può negare che anche lui abbia diverse lacune come la fisicità ma soprattutto la difficoltà nel mantenere la calma quando gli avversari difendono a tutto campo. Ernest Bremer nonostante giocasse da tale, non è un playmaker. Non lo è mai stato e mai lo sarà. Marques Green è forse il giocatore che più si avvicina, ma per via del suo fisico soffre troppo, soprattutto a livello continentale, dove la fisicità cresce ancora di più.
-Infine Travis Diener è un giocatore espertissimo, con anni di NBA ad alto livello alle spalle. Non è poco, può aiutare gente come Gentile e Melli (che hanno il sogno, un giorno, di varcare l’oceano).

CONTRO
– Dal punto di vista fisico, la firma del playmaker americano (con passaporto italiano) sarebbe un rischio. Soprattutto nelle prime due stagioni Diener si è dovuto spesso fermare per guai fisici che non gli hanno permesso di rendere al meglio. In più Milano dovrà affrontare il doppio impegno, ossia due partite a settimana: una per il campionato e l’altra per l’Eurolega. Ecco perchè se davvero l’Olimpia riuscirà a firmare il giocatore, dovrà necessariamente prendere un cambio degno di questo nome che si divida equamente i minuti con Travis Diener. Per citarne uno, Nikos Zisis sarebbe stato perfetto se solo non fosse andato all’Unics Kazan di Andrea Trinchieri. Milano ha sondato anche Zoran Planinic, ma probabilmente come possibile alternativa a Diener, non come suo compagno di reparto.
-Convinzione della scelta fatta. Siamo sicuri che Travis Diener volesse proprio Milano? Molte persone dell’ambiente dicono che nei giorni scorsi ci fosse stato un ripensamento da parte del giocatore, che riguardava una possibile permanenza in Sardegna. Sassari ha detto no. Solo voci, nulla di più. Anche se il presidente della Dinamo, Stefano Sardara, sul suo profilo Facebook ha lasciato intendere che forse non era solo un rumor.
-In Sardegna mi dicono che non avesse grandissima dedizione al lavoro (per quanto riguarda gli allenamenti). Che Banchi riesca a stimolarlo? Probabile.
-Riuscirà ad adeguarsi ad un ruolo diverso da quello che aveva in Sardegna? A Milano sarà uno dei tanti, di sicuro non la prima punta offensiva. Dovrà mettere in ritmo i vari Langford, Gentile e chi più ne ha più ne metta. Bisogna anche vedere come si comporterà in un sistema che sarà certamente molto diverso da quello a cui era abituato con coach Meo Sacchetti. E’ una scommessa.

Sicuramente la firma di Travis Diener da parte dell‘ Olimpia Milano sarebbe un gran bel colpo, soprattutto se affiancato da un secondo playmaker di alto livello. Per quanto mi riguarda, penso che i PRO di questa operazione prevalgano nettamente nei confronti dei CONTRO. A mio avviso, è una scommessa che vale la pena giocare. E vincere.