Milano, win or go home: cosa non ha funzionato in gara 3?

Ieri sera a Tel Aviv è andata in scena gara 3 di playoff Eurolega, con l’Olimpia impegnata nella difficile trasferta della Nokia Arena. La partita è finita con la sconfitta della EA7 per 75-63, domani andrà quindi in scena la più classica delle gare “win or go home”, come la definiscono gli americani: gli uomini di Banchi saranno costretti a vincere per riportare la serie a Milano venerdì sera.

Ma cerchiamo di analizzare brevemente la partita di ieri sera dal punto di vista tattico e statistico: il dato che subito salta all’occhio sono i soli 63 punti segnati, una vera miseria per l’attacco di Milano, capace di segnare 99 (anche se sconfitta all’overtime) e 91 punti nelle due partite casalinghe. Un altro dato rilevante è la percentuale di tiri da 3 punti, 4/25 e 16%, contro un pur modesto 33% avversario.

Da qui parte l’analisi della sconfitta milanese, che è per molti versi però anche riconducibile ai meriti di David Blatt. Infatti il coach israeliano ha messo in campo una squadra davvero ben organizzata, capace di fare scelte difensive che ben si adattavano allo stile dell’Olimpia, infatti l’area era sempre ben protetta e veniva lasciato il tiro dall’arco ai vari Hackett, Langford e Jerrells. Scelta premiata, anche sfruttando il fattore Nokia Arena che ha trasformato l’ambiente in un’autentica bolgia nel quale i tiri dei padroni di casa venivano sospinti nel canestro, mentre gli avversari tiravano tra i fischi assordanti del pubblico.

Il tratto negativo per Milano è stato l’attacco. Banchi non ha mai variato le sue scelte di giochi in pick&roll per gli esterni, mancando così di flessibilità, le stesse scelte comunque hanno condotto la squadra fin lì, a discapito solo del suicidio collettivo di gara 1. Gli esterni infatti non hanno più servito i lunghi e le poche volte che venivano serviti o recuperavano un pallone si trovavano nella trappola di Blatt, e tra Big Sofo o Tyus (grande la prova dell’ex canturino), con le guardie che ripiegavano, poco hanno potuto fare. Inoltre l’assenza di Gentile in uscita dalla panchina sta pesando davvero tanto, più che per il minutaggio di riposo, per la flessibilità di cui sopra, Alessandro infatti è specialista nel penetrare le difese e muovere il gioco e ieri la staticità dell’Olimpia è stata davvero penalizzante.

Cosa può fare ora Milano per ribaltare la situazione? Sicuramente a mio avviso dovrebbe rilassare la mente, e cercare di arrivare il più lucidamente e meno intimorita possibile alla gara di domani sera. Inoltre Banchi deve per forza di cose riesumare dei giochi che coinvolgano i lunghi in maniera sistematica, allargando il campo il più possibile, per non dover confidare solo nel tiro da 3 che se non in serata, non porta a risultato alcuno.

Ultima nota, concedetemela (chi vi parla non è il massimo esperto di Olimpia Milano, ma un semplice malato di basket), David Blu, 16 punti in uscita dalla panchina, con una naturalezza ed un’incisività incredibile, 10 anni fa vinceva l’Eurolega in finale giocata su quel parquet, segnando 20 punti nel massacro ai danni della Fortitudo Bologna, sempre uscendo dalla panchina. Ha cambiato 5 squadre, il cognome, il Maccabi non è più la superpotenza di un tempo, i suoi ex compagni o si stanno per ritirare o si sono già ritirati e lui è ancora lì a segnarne tanti e decisivi. Davvero un gran giocatore.