Basket Europeo Eurolega

MY-Euroleague – fantasia, italianità e pick&pop: il quintetto tipo di MY-Basket.it

La stagione di Euroleague è giunta alla fase conclusiva, con la certezza di quali saranno le 4 pretendenti per lo scettro di migliore d’Europa a sfidarsi alle Final Four di Berlino tra due settimane, e noi di MY-Basket.it vogliamo darvi il nostro quintetto ideale della competizione, allenatore compreso. Certo, i giocatori inseriti nel quintetto tipo potrebbero non riscontrare il favore di tutti i lettori, perciò vorremmo rendere chiare e limpide le discriminanti con le quali andremo a nominare i nostri “preferiti”: infatti, prenderemo in considerazione rendimento del singolo giocatore (statistiche, in soldoni), obiettivo prefissato e obiettivo raggiunto dalla squadra di appartenenza, valutazione complessiva della stagione.

PLAYMAKER – MALCOLM DELANEY: 15.8 punti, 3.4 rimbalzi, 5.7 assist, 47.3% da due, 39.0% da tre.
La stella del Kuban ha stupito tutti, sebbene il valore del giocatore fosse chiaro specialmente dopo le prestazioni offerte due anni fa con la maglia del Bayern Monaco: difficile però pronosticare una stagione così ricca di successi individuali e di squadra, considerando che sotto la guida di coach Georgios Bartzokas i russi hanno conquistato la prima Final Four della loro storia. In sole 4 occasioni (su 29 partite giocate) Delaney non ha raggiunto la doppia cifra per punti realizzati e, nella serie di Playoffs contro il Barça, ha fatto capire perché attualmente sia uno degli esterni offensivamente più forti e versatili della competizione: ha migliorato la tripla in transizione, le letture offensive sul pick&roll (anche grazie alla presenza di un giocatore come Singleton), ma è anche riuscito a portare a un livello superiore la sua capacità di attaccare il ferro e di portare a casa tanti viaggi in lunetta.

GUARDIA – NANDO DE COLO: 18.9 punti, 3.6 rimbalzi, 4.9 assist, 55.8% da due, 46.2% da tre.
Non servono presentazioni per descrivere quella che oserei definire la tempesta perfetta di questa Euroleague: se questo CSKA può puntare al colpo grosso è, anche e soprattutto, perché può vantare tra le proprie fila il talento francese. Ogni aggettivo sarebbe superfluo, ogni complimento sarebbe sprecato e, probabilmente, ogni parola sarebbe di troppo, ma non si può prescindere dal parlare di un giocatore che, con ogni probabilità, andrà a giocarsi il titolo di MVP della competizione con Bourousis. Con Teodosic forma la coppia di piccoli più forte e completa tra quelle che si possano ricordare nella storia della competizione, eppure i due fenomeni sono riusciti a non pestarsi i piedi (gran parte del merito è di coach Itoudis) per portare i moscoviti all’ennesima Final Four della loro storia grazie a un record di 22-5. Se dovessi elencare un motivo per cui i moscoviti quest’anno, secondo me, non falliranno, menzionerei proprio la presenza di De Colo: giocatore glaciale come pochi altri, capace di risolverti una partita in vari modi, tutti diversi ma al contempo tutti efficaci, e di farti stropicciare gli occhi per la bellezza delle giocate che riesce a mettere insieme su un parquet.

ALA PICCOLA – LUIGI DATOME: 12.2 punti, 4.3 rimbalzi, 1.8 assist, 54.4% da due, 45.6% da tre.
La stoppata con cui ha chiuso simbolicamente la Serie di Playoffs contro il Real Madrid è ancora negli occhi di molti appassionati, facendo aumentare i rimpianti italici per l’infortunio che lo tenne fuori dall’Europeo dello scorso settembre. Inutile, però, chiedersi “cosa sarebbe stato se Datome avesse potuto dire la sua con l’Italia”, anche perché la risposta è tanto banale quanto lampante, considerando anche il rendimento in un Fenerbahce pieno zeppo di stelle e pronto a trionfare in ambito europeo dopo le prove fatte la scorsa stagione. Datome è ormai fondamentale nell’economia di squadra, non tanto per l’apporto statistico che riesce a dare (comunque di primissimo livello), quanto soprattutto per quella dose di carisma individuale che serve a ogni grande squadra per arrivare fino in fondo: basti vedere come ascolta le sfuriate di coach Obradovic anche dopo aver posterizzato Ayon in un match che i turchi hanno stravinto.

ALA GRANDE – NICOLO MELLI: 9.2 punti, 6.5 rimbalzi, 2.7 assist, 47.5% da due, 45.3% da tre.
Probabilmente avrei potuto scegliere altri “4” da inserire in questo potenziale quintetto tipo, ma la scelta di Melli non è casuale e non è neanche dettata dalla mia fede cestistica; l’ex-Milano, infatti, è stato il giocatore-rivelazione di questa stagione europea, poiché nessuno si sarebbe mai aspettato di vederlo dominare così in un Bamberg magistralmente guidato da quel mago che risponde al cognome di Trinchieri. Melli ha saputo cambiare realtà abbandonando il grembo milanese per sbocciare come un fiore a primavera, dimostrando di poter essere un giocatore fondamentale anche ad altissimi livelli e rispondendo così a quanti lo avessero criticato nell’esperienza biancorossa (io, in primis). Doppie-doppie, costanza al tiro pesante, capacità di essere una point-forward coi fiocchi e tanta grinta sono stati gli elementi che lo hanno portato a vivere la miglior stagione in carriera finora, sebbene il cammino dei tedeschi sia ancora lungo verso la conquista del titolo nazionale.

CENTRO – IOANNIS BOUROUSIS: 14.6 punti, 8.9 rimbalzi, 2.3 assist, 54.4% da due, 37.3% da tre.
Il pick&pop, giocata che amo e che sta sempre più scomparendo da una pallacanestro che, nel ruolo di centro, vuole ormai il giocatore undersize dominante in pick&roll e capace di tenere anche gli 1vs1 degli esterni. Il pick&pop è la giocata con cui Bourousis ha messo il punto esclamativo nella Serie di Playoffs contro il Panathinaikos, mandando in paradiso i baschi del Vitoria dopo 8 anni dall’ultima presenza in Final Four. Il greco è rinato sotto la sapiente guida di un maestro come Perasovic, prendendosi anche una bella rivincita personale sul Real Madrid dopo la stagione da incubo passata lo scorso anno in Castiglia; limitazione delle lacune difensive, capacità di spaccare in due il match con una serie di punti personali incredibili, capacità di essere decisivo nei momenti finali sono le tre situazioni di gioco in cui Bourousis è migliorato spaventosamente. Non vederlo cogliere l’alloro dell’MVP stagionale, a mio modo di vedere, sarebbe un grave torto.

ALLENATORE – VELIMIR PERASOVIC
Tornare a Vitoria dopo averci giocato per 4 anni e aver vissuto lì una delle prime esperienze da capo-allenatore. Tornarci per regalare un sogno a una comunità che, da sempre, vanta una tradizione storico-politica così particolare da premiare, in ambito sportivo, quei giocatori che hanno dedicato tutta la propria carriera a difendere i colori di una sola maglia (il prossimo a essere premiato sarà Paolo Maldini, alla Cathedral di Bilbao). Tornare a Vitoria per portare i baschi alle Final Four, dopo essere partiti con la considerazione mediatica di essere semplicemente una buona squadra. Far rinascere Bourousis, sfruttare al meglio le doti offensive di James, far consacrare Bertans nonostante gli infortuni e sopperire alla mancanza di Causeur trovando in Adams il giocatore cui affidare la fase di impostazione del gioco. Se non bastasse questo, aspettate il 13 maggio per vedere l’allievo che supera il maestro, in un Fenerbahce-Vitoria che avrà un non so che di romantico tra la corazzata turca e la squadra in missione per conto del Dio della pallacanestro.

Photo Credits: Euroleague.net