Basket Europeo Eurolega

MY-EuroLeague: la preview di coach Aprile su Olimpia Milano – Maccabi Tel Aviv

Krunoslav Simon (43), guardia dell'EA7 Emporio Armani Olimpia Milano esulta durante la Finale di Macron Supercoppa Italiana di Basket fra EA7 Emporio Armani Olimpia Milano e Sidigas Avellino.

Basket - Milano 25/09/2016 - Giuseppe Cottini/Newphotopress © All Rights Reserved
Krunoslav Simon (43), guardia dell'EA7 Emporio Armani Olimpia Milano esulta durante la Finale di Macron Supercoppa Italiana di Basket fra EA7 Emporio Armani Olimpia Milano e Sidigas Avellino. Basket - Milano 25/09/2016 - Giuseppe Cottini/Newphotopress © All Rights Reserved

Anno nuovo, nuove avventure e nuovi format, quindi quest’anno proviamo a fare delle preview incentrati sulle statistiche delle squadre, nella piena consapevolezza che tutte le squadre hanno cambiato interpreti e che gli stessi interpreti cambieranno ambienti e sistemi di gioco. Tuttavia, i numeri indicano delle tendenze e sarà da parte nostra una curiosità da colmare quella di vedere se il giocatore X cambierà le proprie attitudini in base al cambio di sistema e quindi di squadra/staff o sarà la stessa squadra/staff ad adattare il proprio sistema al singolo giocatore preso in esame.

In questa giornata andiamo ad analizzare il Maccabi Tel Aviv di coach Edelshtein che è profondamente diverso negli interpreti rispetto a quello della scorsa stagione, allenato da coach Tabak. Quest’ultimo ha guidato (si parla ovviamente di competizioni europee) un team che ha chiuso la sua avventura in EuroLeague con il 39.5% da 3 punti, figlio anche delle medie del 40% di Rochestie e del 38% di Farmar, con 17.3 assist di media con Rochestie a smazzarne 5.5 a partita, e con 36 rimbalzi di media, con Mbakwe a 8rpg e Onuaku a 4.2 rpg. Oggi Rochestie, Farmar, Mbakwe e Onuaku non fanno più parte del roster ed al loro posto sono arrivati giocatori diversi soprattutto se pensiamo alla staffetta tra Rochestie e Goudelock: il primo più incline a lavorare con la squadra (i 5.5apg parlano da soli) ed il secondo splendido solista offensivo con i suoi 54% da 2 e 46% da 3 nell’avventura europea di due stagioni fa al Fenerbahce. Anche nel reparto lunghi le cose sono cambiate, poiché il ritorno di Joe Alexander garantisce gioco interno con il suo 58.3% da 2 ed i 3 falli da TL subiti a partita e una discreta pericolosità dalla lunga distanza con il 34% di media da 3 punti, anche se riferito a solo 2 tentativi a gara. A sostituire la difesa del tabellone sono arrivati Iverson, con il suo bagaglio di 5 rimbalzi a partita conquistati con i turchi del Pinar lo scorso anno, e Zirbes che viaggiava a 6.1 rpg con la Stella Rossa Belgrado.

Va da se che Milano non troverà una squadra meno forte nel complesso, ma probabilmente meno armoniosa e incline al gioco di squadra, che ha inserito degli individualisti di alto profilo e che a roster ha sempre quel Devin Smith che da anni milita con ottimi risultati fra gli israeliani e i sempiterni Pnini e Ohayon che portano esperienza e fervore dalla panchina. Assenti per infortunio Sonny Weems e Quincy Miller che porteranno punti e ulteriori armi da 1vs1 a questa versione del Maccabi, ma che oggi non potranno rappresentare un problema per i milanesi (per Miller si parla di stagione a forte rischio). Vista la poca attitudine difensiva degli interni del Maccabi sfrutterei le capacità di Raduljica e McLean, ma a tratti giocherei anche con Pascolo da 5 per aprire il campo, visto che sia Zirbes, sia Iverson sono lenti, oltre a coinvolgere molto nel pick&roll Goudelock, che difensivamente soffre questa situazione di gioco. In difesa per Milano costringerei il Maccabi a giocare sull’interno o comunque nel mettere molta pressione sugli esterni per non concedere a Smith e Goudelock di avere libertà di tiro. Il Maccabi è squadra che, per come è stata strutturata e per le assenze pesanti, vivrà di isolamenti e di pick&roll Goudelock/Zirbes o pick&pop del “mini-mamba” con Alexander.