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MY-EuroLeague – L’eterno LaBomba, la coralità di Milano, il ritrovato Pappas

Richard Hickman (7), playmaker dell'EA7 Emporio Armani Olimpia Milano esulta durante la partita di Turkish Airlines Euroleague Regular Season 2016/17 tra EA7 Emporio Armani Milano e Maccabi Tel Aviv. Calcio - Milano 13/10/2016 - Giuseppe Cottini/Newphotopress © All Rights Reserved

In cinque, semplici e banali, numeri cerchiamo di analizzare la prima giornata della nuova EuroLeague. Premesso che i numeri sono scelti a completa discrezione tra quelle situazioni che più hanno impressionato in questa prima giornata della massima competizione europea per club, siete invitati a contestare, rimproverare, controbattere e sbugiardare questi numeri. A una sola condizione: di farlo per tutto l’anno, e non solamente una tantum.

11 – I punti che Juan Carlos Navarro realizza nell’ultimo quarto del match tra il suo Barça e Kazan, in terra russa. E pensare che i catalani, al minuto 33 e 30 secondi, erano sotto di 14 lunghezze, con i padroni di casa che sembravano essere in pieno controllo del match grazie a una difesa arcigna e alla solidità di Williams (12 punti e 15 rimbalzi per l’ala statunitense, classe 1989). Il problema è che, offensivamente, Navarro è ancora un fattore clamoroso, capace di accendersi anche dopo una partita passata a soffrire difensivamente e a litigare col canestro. 3/3 da tre punti nella frazione, una parabola che farebbe innamorare più di quanto non lo facessero le stelline tatuate sulle spalle di Elena Grimaldi (o sul collo di Mexes, de gustibus) e una voglia di vincere che mostra da ben 18 anni in tutti gli impianti sportivi d’Europa: mancano lui e Spanoulis, poi dovremmo ambientarci veramente in una “new era”.

29 – Gli assist con cui Milano chiude la sfida vinta contro il Maccabi. Per l’Olimpia è record di assistenze in un match di EuroLeague, nonché quinta prestazione all-time della competizione (al primo posto il Real con 36 passaggi vincenti messi a referto nel match contro Strasburgo, il 17 dicembre 2015). La squadra di coach Repesa può contare su giocatori abilissimi nella ricerca del passaggio smarcante: Simon con 9 (record personale nella competizione), Gentile con 5, McLean con 4 (a una lunghezza dal suo primato personale in EL) sono a testimoniarlo. Ciò che colpisce di più, tuttavia, è la coralità del gioco espresso da Milano, in un’alternanza di dentro/fuori per attaccare la zona e di circolazione perimetrale in cui Hickman ha dettato saldamente i tempi di gioco.

12 – I rimbalzi conquistati da Nicolò Melli nella sfida tra Fenerbahce e Bamberg. Record personale di rimbalzi difensivi per il lungo italiano, poiché tutte e 12 le carambole vengono conquistate sotto il tabellone da difendere, a una lunghezza dal primato per rimbalzi totali (13, nel match tra Bamberg e Olympiacos del 15 gennaio scorso). Peccato solamente per le percentuali (2/7 da due, 0/2 da tre) e per quella tripla che non entra a tempo praticamente scaduto, dopo che lo stesso Melli aveva conquistato l’ultimo rimbalzo della sua serata a causa dello 0/2 in lunetta da parte di Vesely.

7 – I canestri realizzati da Sergio Llull nel match di apertura di questa stagione, disputatosi tra il suo Real Madrid e l’Olympiacos. Sette realizzazioni su undici tentativi dal campo: 3/6 da due, 4/5 da tre oltre a un 4/5 ai liberi. Sarebbe interessante scoprire quale sia stata la sua preparazione estiva post-Giochi Olimpici, perché non sembra sentire in alcun modo le fatiche di un estate coronata con il bronzo olimpico ed è partito alla grande in questa nuova stagione. In Liga ha iniziato con 14 punti nel match d’esordio contro Malaga, seguiti dai 18 messi a referto nella seconda giornata (contro Valencia) conditi, rispettivamente, da 9 e 8 assist. Si conferma come la miglior combo-guard presente in Europa (lo è già da due anni, guai a dire il contrario) e permette a Doncic di imparare qualcosa che altri non potrebbero proprio insegnargli: l’arte della consapevolezza nei propri mezzi.

23 – La valutazione di Nikos Pappas nella vittoria del Panathinaikos contro lo Zalgiris Kaunas, grazie a 19 punti (2/3 da due, 3/4 da tre, 6/6 ai liberi), 2 rimbalzi e 3 assist. La guardia greca, classe 1990, finalmente trova spazio dopo la travagliata scorsa stagione e si dimostra pronto ad essere una delle principali bocche da fuoco di un Panathinaikos che non potrà contare su Mike James per un po’ di tempo e che, per sostituire l’ex-Baskonia sembra aver puntato tutto su Omar Cook. Pappas ha l’occasione per rimettersi in mostra e tornare ad altissimi livelli, come già accaduto nell’Euroleague 2014/2015 (10.8 punti di media a gara, con il 55.2% da due e il 38.7% da tre in 22 gare disputate). Difensivamente, anche in quell’annata, fu un fattore importante per i Greens di Atene, grazie alle sue letture sui passaggi avversari e alle sue giocate d’anticipo: l’inchiodata dopo il recupero difensivo con cui porta a +6 il PAO a 3’3o” dalla fine del match è emblematica, in questo senso.