MY-Euroleague – Top e flop e il cammino dell’italiana #13

Terza giornata di Top 16 che vede l’EA7 Emporio Armani Milano dominare la squadra basca del Vitoria, allenata da Sergio Scariolo, e che certifica la super potenza delle due spagnole: Barcellona vince al Pireo grazie a un Navarro d’altri tempi, il Real segna 41 punti nel 3° quarto e vince agilmente in casa contro il Bayern Monaco, e Malaga umilia davanti al proprio pubblico una papabile finalista come il Fenerbahce di Obradovic (89-75 il finale per gli spagnoli). Il Panathinaikos non si ferma più e coglie la 3° vittoria nel Gruppo E demolendo l’Anadolu Efes Istanbul (ormai in crisi d’identità spaventosa), mentre nel Gruppo F spiccano la vittoria di misura del Partizan contro il CSKA di Messina (73-72) e il colpo in terra lituana del Maccabi (78-87 contro Kaunas).

L’ITALIANA

 

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO

LABORAL KUTXA VITORIA 

83

76

 

 

Il ritorno di Scariolo a Milano è segnato da una lezione di basket che il tecnico bresciano apprende già nel primo quarto: Milano fa la partita per 35′ minuti, trovando in Hackett il nuovo leader, mentre gli ospiti non ne azzeccano una fino a 5′ dal termine, quando l’Olimpia allenta le maglie della difesa e subisce un parziale da Nocioni & co. che potrebbe costare carissimo, se non fosse che la tripla di Hackett e il recupero volante di Moss facessero tornare tutto alla normalità. Partita tutto sommato godibile, soprattutto per come gioca l’EA7 e per come Moss segna una tripla a una mano allo scadere dei 24”, probabilmente l’azione più bella della gara per distacco sulle altre; Langford sparacchia un po’ troppo (4/13 al tiro, ma solo 1/5 da tre punti), mentre una menzione speciale va fatta per Curtis Jerrells: il 55 biancorosso nel ruolo di guardia può dare tantissimo a questa squadra, mentre come play è più deleterio della grandine. Banchi sta finalmente capendo la situazione, e gli affianca spesso Hackett o Langford a portar palla, e la cosa sembra funzionare molto bene per ora. Unico neo la prestazione di Gentile, che sta soffrendo dall’arrivo di Hackett e sembra perdere smalto anche nelle sue micidiali penetrazioni (2 stoppate subite su 8 tiri). Sul Laboral tanti, davvero tanti dubbi: potenzialmente una squadra che se la può giocare a viso aperto con tutti (il reparto lunghi è qualcosa di formidabile, con Hamilton e Pleiss a fare da contorno al sempreverde Nocioni), ma solo se Scariolo azzecca le scelte. Contro Milano è portato palesemente a scuola, non azzecca un cambio e decide spesso di andare col doppio play quando ha invece bisogno di cavalcare i mismatch nei lunghi (Pleiss nell’ultimo quarto ha spiegato i movimenti in post ai centri di Milano). L’involuzione tecnica di Scariolo è evidente, come lampante è la sua incapacità di gestire i cali psicologici dei suoi giocatori. Per esempio, Nocioni nel primo quarto era palesemente fuori partita, tant’è che alla sostituzione pensa bene di distruggere una sedia della panchina basca con un calcio, eppure il coach non ha saputo calmarlo e fargli rispettare il piano partita, perché, al rientro in campo, l’argentino ha subito commesso un fallo banale e ha rischiato di prendere un tecnico. Scariolo si aspettava un’accoglienza peggiore da parte del pubblico milanese, mentre io mi aspettavo un allenatore pronto a smentire chi a Milano l’ha sempre considerato un sopravvalutato.

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO vs LABORAL KUTXA VITORIA 83-76
Milano: Gentile 10, Gigli ne, Cerella, Melli 2, Hackett 14, Kangur ne, Langford 16, Samuels 6, Wallace 3, Lawal 4, Moss 12, Jerrells 16.
Vitoria: Mainoldi, Nocioni 18, Poeta, Hanga 6, Hamilton 12, Diop ne, Hodge ne, San Emeterio 3, Pleiss 14, Heurtel 6, Jelinek 12, Causeur 5.

TOP 5 SQUADRE

       

1) PARTIZAN NIS BELGRADO. Batte la corazzata CSKA con tanti meriti e vola al 6° posto nel Gruppo F, con un record di 1-2. I serbi non punteranno certo alla qualificazione, ma questa vittoria dimostra che in casa possono battere tutti, soprattutto grazie alla spinta che il proprio pubblico riesce a garantire (vero 6° uomo in campo). Se poi Bogdanovic segna 22 punti di media a partita… ROVENTE.

2) UNICAJA MALAGA. Vince in casa contro il Fenerbahce per 89 a 75, con un ultimo quarto da vedere e rivedere, in cui segna 27 punti e ne concede solo 9. Per il momento vanta un record di 2-1 nel Gruppo E, ma vuole continuare a sognare in grande. Personalmente non credo che possa puntare a una qualificazione, anche perché Olympiacos e turche cambieranno marcia già dal prossimo turno. Tuttavia, ORGOGLIO ANDALUSO.

3) FC BARCELONA. In Euoleague i catalani indossano la loro veste migliore, ed esprimono un basket decisamente migliore a quello che giocano in Liga. Vincono in Grecia, forse grazie al solito Navarro che allo scadere dell’azione mette triple da 9 metri con mani in faccia e caviglie malandate. Se i centri che ha, cominciassero a salire di colpi, allora sarebbe durissima non vederli alle Final 4 milanesi. TROPPO LUNGA.

4) EA7 EMPORIO ARMANI MILANO. Entra in Top 5 non tanto per la vittoria contro i baschi allenati da Scariolo, quanto per il fatto che con 200 punti subiti in 3 giornate ha la seconda miglior difesa dietro quella del PAO (185 punti concessi). Essendo inserita nel Gruppo E, questa statistica ha davvero molto valore. Deve trovare la quadra in attacco, poi non è un’utopia vederla qualificata come 4°. MASTINO DA DIFESA.

5) REAL MADRID. Non saprei nemmeno più cosa scrivere su questa squadra, ma vi regalo una chicca. Se avete tempo, se vostra moglie vi ama così tanto da lasciarvi due ore da soli con la tv senza guardare i soliti programmi spazzatura, riguardatevi Real-Bayern Monaco, e notate la naturalezza con cui Rodriguez insegna ai tedeschi che lo spread nello sport conta come il due di bastoni quando la briscola è spade. POESIA.

FLOP 5 SQUADRE

       

1) FENERBAHCE ULKER ISTANBUL. Il ruolino di marcia dei turchi finora è 0-3, con la peggior difesa delle Top 16 (260 punti concessi in sole 3 gare). Basterebbe questo per spiegare il momento no della squadra allenata dal guru Obradovic, ma in realtà ciò che mi sorprende è la mancanza di leadership all’interno del campo. McCalebb sta tornando ai livelli di Siena, e questo potrebbe cambiare tutta la stagione. RIMANDATA.

2) GALATASARAY LIV HOSPITAL ISTANBUL. Perdere così da la sensazione di andarsela a cercare. Sopra di 2 a 10” dalla fine, i turchi concedono una tripla a Kalnietis (che per la verità fin lì era 0/3 dall’arco) che buca la retina quando mancano 4 decimi di secondo alla fine del match e permette ai russi del Lokomotiv Kuban di vincere. Il tutto, senza nemmeno cercare di spendere un fallo. ASSURDO.

3) ANADOLU EFES ISTANBUL. Continuiamo con le turche in Flop 5, ma è inevitabile. Perde di 14 ad OAKA, giocando alla pari i primi due quarti, è ultima nel Gruppo E (0-3 il record) e non sembra essere più la solita corazzata che ammiravamo le scorse stagioni. COSTANTEMENTE IN FLOP 5.

4) CSKA MOSCA. Incredibile come possa perdere quando soli 2 suoi giocatori combinano una prestazione da 60 di valutazione (il Partizan di squadra finirà con 67 di valutazione, per intenderci). Tira bene, gioca con la solita tigna, ma perde. In classifica le cambia poco, tanto si qualificherà e probabilmente come seconda. INSPIEGABILE.

5) LABORAL KUTXA VITORIA. In Flop 5 solo per la gestione del suo coach. La materia prima non manca affatto, manca una guida che sappia condurre uniformemente un’intera partita. Io ci credo che Scariolo faccia  ricredere tutti i suoi detrattori, ma non si aspetta all’infinito. DAI SERGIO.